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Formula 1 GP del Belgio

F1 | La Ferrari si prende un rischio e Leclerc fa un capolavoro

Assecondando la filosofia di Vasseur che vuole una squadra che sappia osare, la Scuderia firma a Spa-Francorchamps un'inattesa pole position con Charles. Il monegasco ha sfruttato il treno di intermedie nuove nell'ultimo run della Q3, facendo la differenza con una prestazione inappuntabile. E il weekend non è ancora finito...

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

“Voglio che la squadra sappia osare, nessuno deve aver paura di prendersi qualche rischio. Non sarò io a puntare il dito se sbaglieremo”. Frederic Vasseur ha fatto di questa visione una delle linee guida della sua gestione, ed oggi nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio è stato l’approccio che ha fatto la differenza.

Le previsioni meteo prima del via della sessione erano state abbastanza chiare, sarebbe stata una qualifica da gomme intermedie ma con un punto interrogativo, legato all’intensità della pioggia. E così è stato, con piccole variazioni delle condizioni della pista difficilmente visibili ma comunque importanti in una sessione che, nonostante si sia svolta sulla pista più lunga del mondiale, è stata giocata (alle spalle del mattatore Max Verstappen, dominatore ma fuori dai giochi per la pole position) sul filo del decimo.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

In Q1 Sainz e Leclerc hanno chiuso rispettivamente in quinta e sesta posizione. Il turno è stato più complesso del previsto, con diciannove piloti (l’eccezione è facile da individuare) che hanno dovuto utilizzare due set (dei quattro a disposizione) di gomme intermedie.

Con i due treni restanti è diventato fondamentale superare la Q2 con un solo set, missione portata a termine dai piloti Ferrari così come dai tandem McLaren e Mercedes. In Q3, con i soli dodici minuti a disposizione, sia McLaren che Mercedes hanno scelto di scendere subito in pista con l’ultimo set nuovo di intermedie, la Ferrari no, puntando su un primo run con un treno usate.

Un rischio, perché se la pioggia fosse aumentata, o se ci fosse stata una bandiera gialla nei minuti finali, il prezzo pagato sarebbe stato la quarta fila della griglia di partenza. Viceversa, ed è ciò che è accaduto, Leclerc e Sainz hanno avuto la possibilità di essere gli ultimi a scendere in pista con un treno di gomme nuove, condizione che ha offerto un po' più di grip in traiettoria. Serviva, ovviamente, anche la capacità di dare il meglio nel momento cruciale, tutto in un giro.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

A salire in cattedra è stato Leclerc. Due decimi il miglioramento nel primo settore rispetto alla Q2, un decimo e mezzo nel terzo, ma soprattutto Charles ha messo insieme tutti i suoi migliori parziali raccogliendo un risultato sul quale in pochissimi (ma forse sarebbe meglio dire… nessuno) avrebbe scommesso alla vigilia. Negli undici millesimi che hanno permesso a Leclerc di passare Perez ed assicurarsi la pole position c’è una prestazione di squadra, tutto oggi nel box della Scuderia è stato svolto nel miglior modo possibile.

È mancata solo la performance di Sainz, che domani scatterà dalla settima posizione. Carlos ha concluso sia la Q1 che la Q2 davanti a Leclerc, poi nel momento più importante qualcosa non ha funzionato. Già in uscita della ‘Source’ la monoposto di Sainz ha faticato molto in trazione.
“Ho avuto solo un run difficile – ha commentato Carlos – e purtroppo è stato quello finale, quello che contava. Sono andato bene in tutto il resto del turno, ero a mio agio con la macchina e mi sono sentito molto fiducioso, credo di aver fatto dei giri davvero buoni. Poi, per qualche motivo, con l'ultimo set di gomme ho avuto molte difficoltà nel metterlo in temperatura. Ne parlerò con i miei ingegneri per cercare di capire cosa è successo”.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Domani sarà un’altra storia, ma non è detto che per la Ferrari i quarantaquattro giri di gara porteranno per forza a notizie meno buone. “Non abbiamo la bacchetta magica – ha sottolineato Leclerc – i riscontri nelle simulazioni gara visti ieri restano gli stessi anche dopo la buona qualifica”. Le carte sono però molto mischiate, e la partenza dalla pole position è una piccola assicurazione per le fasi iniziali della corsa. Molto dipenderà dalle condizioni della pista, dalle temperature ambientali e da come prenderà forma la classifica al termine dei primi giri. Ma dopo le qualifiche ipotizzare un podio Ferrari è un pronostico che sembra molto meno azzardato rispetto alla viglia del weekend belga.

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