F1 | Un super Verstappen ruggisce e si prende la pole a Sepang davanti a Hamilton. Antonelli 4°
Quasi tre decimi al secondo classificato e quattro al compagno di squadra. C'è tanto delle qualità della Red Bull e, soprattutto, di Max Verstappen nella prima pole stagionale per il team di Milton Keynes. Hamilton ha diviso le due RB22 portando la Ferrari in prima fila, mentre Antonellì è 4° davanti all'altra Rossa di Leclerc.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Clive Mason/Getty Images
Ieri aveva mandato un primo segnale. Oggi ha affondato il colpo, ruggendo come la Tigre della Malesia. Max Verstappen torna in pole position grazie a uno splendido giro in Q3, costruito con una combinazione di velocità sui rettilinei e, soprattutto, con un capolavoro nel primo settore e nei tratti lenti. È lì, e ancor più nella prima chicane, che l’olandese ha scavato il solco decisivo, guadagnando diversi decimi su tutti gli avversari, a partire dal compagno di squadra Isack Hadjar.
Anni fa, con un altro regolamento tecnico e monoposto profondamente diverse, la Malesia si era spesso rivelata un circuito favorevole alla Red Bull e, curiosamente, il trend continua. L’olandese ha firmato una super pole, accompagnata dal record sia nel primo sia nel terzo settore, confermando due aspetti chiave: in percorrenza e in uscita dalle zone più lente, così come negli allunghi, la RB22 sa esprimere il proprio potenziale, pur continuando a pagare decimi nella parte centrale ricca di curve ad alta velocità.
Accanto al quattro volte iridato, però, in prima fila non ci sarà l’altra Red Bull di Isack Hadjar, bensì la Ferrari di Lewis Hamilton, che proprio nell’ultimo tentativo è riuscito a strappare il secondo posto dalle mani del francese con un giro splendido. Non lo ha nascosto via radio, esultando per una qualifica in cui la Rossa, almeno da un lato del garage, è sembrata riuscire a massimizzare il proprio potenziale.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images
Rispetto alla Red Bull, la SF26 ha mostrato caratteristiche quasi opposte, al punto da piazzare il miglior tempo nel secondo settore, quello più ricco di curve veloci dove serve carico aerodinamico. Emergono così due modi completamente diversi di costruire il giro, ed è anche questo uno degli aspetti che rende Sepang così interessante. Il Ferrarista ha chiuso a poco meno di tre decimi da Verstappen.
Quarto posto per Andrea Kimi Antonelli con la prima delle due Mercedes, che realisticamente non è riuscito a esprimere tutto il proprio potenziale nell’ultima manche. In Q2 un track limit gli aveva infatti cancellato il tempo, costringendolo a completare un secondo giro con gomma nuova e lasciandolo con un solo treno di soft fresche per l’assalto alle prime posizioni.
A quel punto la Mercedes ha scelto di diversificare la strategia, mandando Antonelli in pista nel momento in cui gli altri rientravano ai box tra i due tentativi. Una scelta che lo ha portato a rinunciare alla fase in cui la pista era nelle condizioni migliori, ma con la certezza di poter preparare il giro senza alcun disturbo.
Alla fine, probabilmente ci sarebbe stata la possibilità di acciuffare la terza posizione di Hadjar (che erediterà data la penalità per la sostituzione della PU sulla vettura del francese), distante solo otto centesimi, ma al di là di questo pesa il passivo di mezzo secondo accusato da Verstappen, con una W17 che sembra più sostanziosa nei tratti veloci con un passo avanti rispetto a ieri, ma perde altrove.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Quinta l’altra Ferrari di Charles Leclerc, che in Q3 non è riuscito a trovare quel guizzo decisivo né nel primo né nel secondo tentativo, evidenziando una certa difficoltà nella progressione tra le due manche. Un limite che si riflette anche nel distacco di oltre due decimi dal compagno di squadra. Sesto e settimo posto per le due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, molto vicine tra loro nei tempi, ma a sei decimi dalla Red Bull.
Un po’ come nel caso della Ferrari, anche le McLaren sembravano più convincenti sulla lunga distanza che sul giro secco, ma è evidente che partire dalla terza fila non era quanto sperato. Solamente ottava l’altra W17 di George Russell, che sin dall’ultimo turno di libere ha faticato a mostrare un passo in avanti deciso, pagando subito un gap da Antonelli.
Chiudono la top 10 Pierre Gasly con l’Alpine e Gabriel Bortoleto con l’Audi. Le qualità del telaio sono ciò che hanno permesso all’Audi di centrare una splendida Q3. La vettura di Hinwil paga ancora un evidente deficit di Power Unit rispetto ai motorizzati Mercedes, ma il comportamento in curva della R26 ha consentito comunque di compensare e di portarsi in decima posizione.
Racing Bulls ha provato di tutto per provare a portare quantomeno una delle due vetture in Q3, al punto da provare il gioco delle scie tra Liam Lawson e Arvid Lindblad. Dato che il britannico partirà dal fondo a causa della sostituzione della Power Unit sulla sua monoposto, gli strateghi hanno organizzato il giro di Lawson in modo che potesse avere la scia del compagno di squadra nel rettilineo opposto prima dell’ultima curva.
Pierre Gasly, Alpine
Foto di: Joe Portlock / Getty Images
Su un rettilineo comunque non particolarmente lungo e dove non si può stare troppo vicini in uscita in modo da non disturbare il pilota che segue, alla fine l’efficacia è stata comunque limitata e il pilota neozelandese ha mancato l’accesso all’ultima manche per due decimi, a conferma della bontà dell’Audi su questa pista.
Su una pista in cui sono emerse anche le bontà del telaio nel settore centrale, è proprio lì che è emersa l’Aston Martin, nonostante il deficit di motore che spesso la penalizza. Una bella notizia per il team di Silverstone, che conferma i passi in avanti fatti lato aerodinamico e telaistico con la riduzione del peso: se Fernando Alonso ha chiuso dodicesimo, per Lance Stroll è arrivato comunque un buon quattordicesimo posto.
Tra le due vetture di Silverstone si è inserito Carlos Sainz con la Williams, autore di una grande qualifica su un tracciato dove sarebbero dovute emergere maggiormente le difficoltà a livello aerodinamico della FW48, con il compagno di squadra eliminato già al termine della Q1. Fuori in Q2 anche Franco Colapinto con la seconda Alpine e Arvid Lindblad, il quale poi partirà dalle ultime posizioni per la penalità.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Michael Potts / LAT images via Getty Images
Chi non può nascondere il proprio rimpianto è Nico Hulkenberg, solamente diciassettesimo, ma con anche la consapevolezza di aver lasciato sul piatto la concreta possibilità di puntare a un risultato migliore, perché un errore commesso alla penultima curva, dove è arrivato lungo in seguito a un bloccaggio mancando il punto di corda, gli è costato quei decimi con cui sarebbe riuscito serenamente a entrare in Q2.
Un rimpianto importante, non solo perché su una pista dove sembrano emergere le qualità di telaio più che di Power Unit, Audi poteva avere la chance concreta di lottare con le altre squadre di vertice a centro gruppo per provare a centrare la zona punti, ma anche perché l’eliminazione in Q1 è arrivata per meno di un decimo.
C’è del rammarico anche in casa Haas, perché la speranza era che il nuovo pacchetto di Monza avesse aiutato a trovare quel carico di cui aveva bisogno la VF-26 e, in effetti, negli scorsi appuntamenti si erano visti anche dei segnali incoraggianti, ma qui è sembrata mancare la performance. Secondo Esteban Ocon, uno dei motivi è anche legato alla scelta di uscire prima degli altri, il che su una pista che migliora giro dopo giro può avere un peso, ma è chiaro che è mancato qualcosa in termini di performance.
Eliminati in Q1 anche Alex Albon con la Williams, decisamente staccato dal suo compagno di squadra, e le due Cadillac di Valtteri Bottas e Sergio Perez, le quali però non chiuderanno la classifica a causa della penalità per la sostituzione dei componenti della Power Unit sulle vetture di Hadjar, Lindblad e Colapinto.
GRIGLIA DI PARTENZA
| Cla | Pilota | # | Telaio | Motore | Tempo | Gomme | km/h | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | |
3 | Red Bull | Red Bull |
1'35.130 |
209.763 | ||||
| 2 | |
44 | Ferrari | Ferrari |
+0.298 1'35.428 |
209.108 | ||||
| 3 | |
12 | Mercedes | Mercedes |
+0.501 1'35.631 |
208.664 | ||||
| 4 | |
16 | Ferrari | Ferrari |
+0.536 1'35.666 |
208.588 | ||||
| 5 | |
1 | McLaren | Mercedes |
+0.627 1'35.757 |
208.389 | ||||
| 6 | |
81 | McLaren | Mercedes |
+0.632 1'35.762 |
208.379 | ||||
| 7 | |
63 | Mercedes | Mercedes |
+0.741 1'35.871 |
208.142 | ||||
| 8 | |
6 | Red Bull | Red Bull |
+0.428 1'35.558 |
208.823 | ||||
| 9 | |
10 | Alpine | Mercedes |
+2.080 1'37.210 |
205.275 | ||||
| 10 | |
5 | Audi | Audi |
+2.543 1'37.673 |
204.302 | ||||
| 11 | |
30 | RB | Red Bull |
+1.893 1'37.023 |
205.670 | ||||
| 12 | |
14 | Aston Martin | Honda |
+2.090 1'37.220 |
205.254 | ||||
| 13 | |
55 | Williams | Mercedes |
+2.397 1'37.527 |
204.607 | ||||
| 14 | |
18 | Aston Martin | Honda |
+2.436 1'37.566 |
204.526 | ||||
| 15 | |
27 | Audi | Audi |
+2.840 1'37.970 |
203.682 | ||||
| 16 | |
87 | Haas | Ferrari |
+2.850 1'37.980 |
203.661 | ||||
| 17 | |
31 | Haas | Ferrari |
+3.103 1'38.233 |
203.137 | ||||
| 18 | |
23 | Williams | Mercedes |
+3.470 1'38.600 |
202.381 | ||||
| 19 | |
77 | Cadillac | Ferrari |
+3.481 1'38.611 |
202.358 | ||||
| 20 | |
11 | Cadillac | Ferrari |
+3.803 1'38.933 |
201.700 | ||||
| 21 | |
43 | Alpine | Mercedes |
+2.049 1'37.179 |
205.340 | ||||
| 22 | |
41 | RB | Red Bull |
+2.753 1'37.883 |
203.863 | ||||
| Guarda i risultati completi | ||||||||||
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