F1 | Vasseur spiega: “Il comunicato Ferrari era necessario, serviva serenità”
Il team principal è tornato sulle voci relative al suo futuro spiegando perché Maranello abbia deciso di ribadire pubblicamente la fiducia nei suoi confronti: “Non possiamo avere queste domande tutto il giorno”. E Vowles interviene a sorpresa in sua difesa: “Non ho dubbi, è la persona giusta”.
Fred Vasseur, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Frederic Vasseur non si è sottratto alle domande. Era inevitabile che nella conferenza stampa dei team principal a Sepang si tornasse sulle indiscrezioni relative al suo futuro e sulla presa di posizione con cui la Ferrari, nei giorni scorsi, ha ribadito pubblicamente la piena fiducia nel suo team principal.
Vasseur ha spiegato soprattutto perché quella precisazione fosse diventata necessaria. “Quando vedi il rumore e tutte le voci apparse sulla stampa durante la settimana, credo che, come squadra, abbiamo bisogno di lavorare con serenità, e non era assolutamente così. Il comunicato era necessario per fare qualcosa, altrimenti questo weekend sarebbe stato lo stesso”.
È un concetto sul quale Vasseur insiste da tempo. Più ancora delle indiscrezioni che riguardano direttamente la sua posizione, a preoccuparlo sono le conseguenze che il rumore esterno può avere sul lavoro quotidiano della Scuderia. “Il grande tema oggi è la stabilità, la serenità all’interno della squadra e la concentrazione di cui abbiamo bisogno. Non possiamo rispondere a questo tipo di domande tutto il giorno”.
A quel punto è arrivato un intervento decisamente inconsueto. James Vowles, seduto accanto a Vasseur, ha preso la parola senza essere direttamente chiamato in causa per difendere il collega. “Normalmente ci picchiamo e ci piantiamo coltelli nella schiena – ha scherzato il team principal Williams – ma la Ferrari è nella posizione migliore in campionato da parecchio tempo. Quest’anno hanno portato innovazioni sulla macchina, come l’ala posteriore e il soffiaggio degli scarichi, soluzioni che poi abbiamo copiato tutti. È una squadra che sta facendo un ottimo lavoro. Personalmente non ho alcun dubbio che Fred sia la persona giusta”.
“Grazie”, ha risposto Vasseur. “Sei l’avvocato giusto”, ha aggiunto sorridendo Flavio Briatore.
Fred Vasseur, Ferrari, Flavio Briatore, Alpine
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Al di là della battuta, il successivo intervento di Vowles ha evidenziato un aspetto noto a chi ricopre quel ruolo. La pressione fa parte del mestiere, ma secondo il responsabile Williams quella che circonda la Ferrari ha dimensioni differenti. “Sappiamo tutti che il nostro posto è in discussione se non facciamo un lavoro sufficientemente buono. Lo accetti quando assumi questo incarico. Ma c’è una differenza nel modo in cui vieni celebrato nei successi e punito nelle sconfitte. Da quello che vedo dall’esterno, con Fred tutto questo viene amplificato, come accadeva anche ai suoi predecessori. I picchi sono molto più alti e i momenti negativi molto più bassi”.
Un concetto condiviso da Briatore. “È sicuramente più difficile per Fred rispetto a noi, anche per la quantità di articoli che vengono scritti. Dal punto di vista mediatico l’attenzione sulla Ferrari è molto elevata”.
Vasseur non sostiene di essere rimasto sorpreso. Sapeva quale fosse il prezzo del ruolo assunto quando è arrivato a Maranello. Ha però tracciato una linea quando la critica supera l'ambito professionale. “Quando accetti questo ruolo conosci gli aspetti positivi e quelli negativi. Mi aspettavo qualcosa del genere. Quello che a volte è un po’ ingiusto è quando qualcuno viene messo sotto l’autobus. Io sono qui anche per difendere la mia squadra e i miei uomini. Quando vinciamo, vinciamo come squadra, e quando siamo in difficoltà io sono qui per difenderli”. Poi una precisazione: “Non sono affatto sorpreso, ma a volte gli attacchi diventano un po’ personali. E questo non va bene”.
C’è stato spazio anche per tornare sulle dichiarazioni rilasciate ieri da Lewis Hamilton, che dopo aver espresso un sostegno molto netto a Vasseur aveva fatto riferimento alla necessità di valutare complessivamente la struttura Ferrari. Fred ha escluso che sia il momento di cercare singoli responsabili. “Sarebbe un errore puntare il dito contro qualcuno o qualcosa. Nei momenti positivi vinciamo come squadra, in quelli negativi soffriamo come squadra. Sarebbe un grave errore iniziare a non essere più uniti”.
Vasseur non ha negato la necessità di continuare ad evolvere la struttura tecnica. Anzi, ha ribadito che il processo non può mai considerarsi concluso. Ferrari ha assunto nuove figure e continuerà a cercare margini di miglioramento, ma il team principal ha separato nettamente questo processo dal tema della sua autonomia all’interno della Scuderia.
“Il rapporto che ho con i miei capi, Benedetto e John, è molto buono. Siamo in contatto quotidianamente e non posso assolutamente lamentarmi dell’organizzazione. Ovviamente vuoi sempre avere di più, fare di più e assumere altre persone, ma credo valga per me come per tutti gli altri sulla griglia. È nel DNA di ciò che facciamo. Ma, sinceramente, questo non ha nulla a che vedere con l’organizzazione”.
Il messaggio arrivato da Sepang è quindi quello di un Vasseur che prova a chiudere il caso riportando l’attenzione sul lavoro. La Ferrari ha ribadito pubblicamente la propria fiducia, i piloti si sono schierati al suo fianco e, in modo decisamente meno prevedibile, anche due colleghi hanno sottolineato quanto particolare sia la pressione che accompagna chi guida la Scuderia. Per Vasseur, però, il punto resta soprattutto uno: restituire alla squadra quella serenità che considera indispensabile per tornare a concentrarsi esclusivamente sulla pista.
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