F1 | Verstappen e Leclerc: quando il talento rischia di essere ucciso in qualifica
Max e Charles nel giro secco della qualifica hanno sempre esaltato le loro doti di guida, andando spesso oltre il limite della macchina. Con le nuove monoposto la loro principale attitudine pare venga sminuita dalle diverse fasi della ricarica elettrica che mpongono un modo di guidare poco... naturale.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Due storie, due destini che in questo momento della stagione si incrociano, sebbene le storie siano diametralmente diverse. Stiamo parlando di Max Verstappen e Charles Leclerc, due top driver che sono sempre stati abituati a fare la differenza con le loro doti di guida. Entrambi sembrano avere le... ali spuntate nel giro secco con le nuove monoposto agili.
Abituati ad andare oltre il limite della macchina, facendo la differenza con i rispettivi compagni di squadra, sembra che siano stati punti nell’orgoglio. Perché il talento universalmente riconosciuto che li contraddistingue, sembra essere diventato un optional nel condurre queste macchine che fanno della gestione dell’elettrico il nuovo centro di gravità permanente di un regolamento troppo difficile da capire anche per gli ingegneri.
La scelta di puntare su una power unit con la cavalleria ripartita al cinquanta per cento fra il motore endotermico e quello elettrico ha reso molto complicata la ricarica della batteria: non si può accelerare presto per non consumare troppa energia, né si possono azzardare staccate al limite. Lo si sapeva dal varo di queste regole, ma si è fatto poco o nulla per cercare di preservare il talento dei campioni. Perché quello di F1 è sempre stato un campionato del mondo piloti, nel quale l’uomo (a volte) può avere la capacità di sovvertire i valori tecnici.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Scopriamo una F1 che deve ritrovare la sua anima, perché la rivoluzione tecnica è stata così profonda che, al momento, gli unici che ci hanno capito qualcosa sono stati i tecnici della Mercedes, più Hywel Thomas, padrone di casa di Brixworth (sede di AMG HPP dove nascono le power unit), che James Allison direttore tecnico di Brackley. Al netto di una superiorità tecnica della W17 guidata da Kimi Antonelli e George Russell, tutti gli altri stanno cercando di... capire come andava dicendo Mattia Binotto ai tempi del Cavallino.
Le nuove macchine sono dei gioielli di tecnologia avanzatissima (per lo più nascosta) e sono ancora tutte da scoprire per quello che possono dare. Russell, nella qualifica sprint è arrivato a meno di un secondo dal record della pista di Shanghai, segno che già adesso, all’inizio dello sviluppo, sono in grado di andare fortissimo.
Bisogna dare un po’ di tempo agli ingegneri per comprendere qual è il migliore utilizzo di questi gioielli, ma nel frattempo bisogna fare in modo che Super Max piuttosto che Charles non si disamorino della categoria che amano visceralmente.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Mario Renzi / Formula 1 via Getty Images
Leclerc nelle qualifiche del GP della Cina è quarto con la Ferrari dietro a Lewis Hamilton, il compagno di squadra che ha sempre bastonato nel giro secco, mentre Verstappen con la deludente Red Bull è ottavo, solo di un decimo davanti a Isack Hadjar, mentre fino a ieri serviva la clessidra per misurare il distacco dei vicini di box.
Cosa sta succedendo? Non è pensabile credere che i due stiano diventando dei “bolliti”. Le cause dell’involuzione vanno cercate altrove. Nelle monoposto che non permettono loro di mettere in mostra il talento. Vengono castrati proprio nel momento in cui potrebbero fare la differenza. E non è un problema che si limita alla staccata, ma anche alla percorrenza delle curve veloci.
“Queste macchine in qualifica sono una cosa che devo ancora capire, perché paga più la costanza che essere perfetto – ha ammesso sinceramente Leclerc - . È meglio essere sotto il limite, ma fare sempre la stessa cosa, che arrivare in Q3 e provare qualcosa. Mi dispiace un po' perché questa sicuramente è una delle mie forze nel passato, e dovrò abituarmi. Nel giro secco non mi piace tanto, ma ci sono molte cose che possiamo cambiare per migliorare la situazione”.
Charles non si fascia la testa consapevole di disporre di una SF-26 che non è affatto male e che in gara non lo pone di fronte alle difficoltà della qualifica, per cui può alimentare le sue ambizioni, mentre Verstappen sembra soffrire molto di più la situazione: ha toppato la partenza della gara Sprint (anche se aveva la batteria carica) e ha fatto un dritto come un principiante nel tentativo di infilare proprio Hadjar che era davanti.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Peter Fox / Getty Images
Non è il Verstappen che conosciamo. E l’olandese non si è spento perché la RB22 delude le aspettative (meglio la PU del telaio), ma perché quando vorrebbe istintivamente attaccare viene blindato dai processi che servono al migliore funzionamento della sua Red Bull: clipping, super clipping, derating e lift and coast.
Per Max forse sono parolacce e, non a caso, l’olandese ha già programmato la sua presenza alla 24 Ore del Nurburgring per “depurarsi” in una gara dove conta accelerare e frenare prima degli altri, ma non crediamo affatto che le due “vittime” più eclatanti delle nuove regole si arrederanno al loro destino. Mentre gli ingegneri renderanno meno “invasive” queste F1, sapranno inventarsi nuove opportunità per tornare a fare la differenza. Bisognerà avere solo un po’ di pazienza...
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