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F1 | Antonelli sta scalando una montagna senza tappe intermedie. E la pole di oggi è un segnale

Dopo le qualifiche, nei box Mercedes c'è stato spazio per qualche pacca sulle spalle, abbracci e pochi festeggiamenti, perché la mente di Antonelli è già rivolta alla gara per concludere l'opera. Ma la prima pole di Kimi è un passo emblematico nella montagna che sta scalando, senza tappe intermedie, subito contro i più talenti più puri di questa F1

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

La prima pole position della sua giovane carriera in Formula 1 è stata assaporata per meno di un’ora. Concluso il tour mediatico riservato ai primi tre classificati, Kimi Antonelli è entrato nell’hospitality Mercedes accolto dall’applauso della squadra.

Pacche sulle spalle, abbracci, e poco dopo una veloce chiacchierata con motorsport.com. “Sono contento, sì, volevo avere una sessione pulita, senza errori. Sarebbe stato bello vedere il confronto diretto con George, credo che saremmo stati molto vicini. Ci voleva: dopo una gara difficile come quella di stamattina è stata una buona risposta, ‘Best way to bounce back’ come dicono gli inglesi”.

Fine delle trasmissioni, almeno per quanto riguarda la pole: la mente di Antonelli è già proiettata al Gran Premio di domani. Qualcuno gli ricorda che la prima pole position in Formula 1 è qualcosa da celebrare e ricordare, un risultato che dall’Italia in casco e tuta aspettava da ben 17 anni. Niente da fare, Kimi ha voglia di parlare ma il tema è la gara di domani. “Sarà importante fare una partenza pulita, senza complicare troppo le cose, e gestire bene il graining perché non sarà facile”.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

La forza di Antonelli, come di altri talenti di razza della sua generazione, è la capacità di voltare pagina con una rapidità impressionante. La controindicazione è che si finisce per godersi un po' meno le giornate speciali, ma sotto altri aspetti è un bonus cruciale. Poche ore prima della qualifica che gli ha consegnato la prima pole position in Formula 1, Kimi aveva concluso una gara sprint da dimenticare: un imprevisto in partenza (un settaggio non corretto innescato da un’incomprensione) e contatto con Hadjar in fase di rimonta, costato dieci secondi di penalità.

Concluso il briefing con gli ingegneri Antonelli ha voltato pagina, la testa era già alla qualifica. Voleva il celebre ‘ruotino’ della Pirelli, quello riservato a chi conquista la pole position, e alla fine il ruotino è arrivato. “C’è stato anche un momento strano – ha raccontato Kimi – sono entrato in curva 1 e ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di rotto sulla macchina. Ho dovuto usare molto più angolo di sterzo, ma è stato solo in quel punto, per il resto del giro è andato tutto bene”.

Antonelli domani scatterà dalla posizione migliore, ma è lui il favorito della vigilia. Il primo candidato al successo resta Russell, ma per Kimi era importante dare un segnale. La velocità non è in discussione: Antonelli ha il talento per competere con Russell, su questo nessuno (e soprattutto il team) non ha alcun dubbio. Ma in questa Formula 1 per primeggiare serve il pacchetto completo, ovvero, performance e zero errori: ogni dettaglio, se trascurato, comporta un prezzo altissimo. Serve il pacchetto completo, quello che in questo momento Russell sta capitalizzando in modo perfetto.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Lintao Zhang / LAT Images via Getty Images

Centocinquantatré Gran Premi contro venticinque hanno un peso, oggi molto più che in passato. C’è un mondo con cui dover familiarizzare che è solo in parte costituito da traiettorie e punti di frenata, variabili ormai date per scontate. Ai piloti sono richieste procedure, decine di procedure, aumentate a tal punto da rendere l’outlap prima del giro di qualifica una lista di indicazioni e richieste da far impallidire il count-down di un lancio spaziale. Su questo fronte Antonelli non ha ancora la continuità di Russell, ma il lavoro è in corso e procede a buona velocità.

C’è poi un ultimo aspetto che va sottolineato per dare la giusta dimensione alla montagna che sta scalando Antonelli. Oggi Russell è nella top-3 della Formula 1. Forse non per il grande pubblico, che giudica anche il lato umano di un ragazzo che non fa strage di simpatia, ma quanto indossa casco e tuta George è al fianco di Charles Leclerc e alle spalle del solo Max Verstappen.

Kimi ha avuto un’opportunità enorme, esordire in Formula 1 direttamente in un top team come Mercedes è una chance capitata a pochissimi piloti. L’unica contrindicazione è che, dal primo giorno, ci si trova a confrontarsi con un riferimento assoluto, senza tappe intermedie. Questa è la sfida che Antonelli sta affrontando.

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