F1 | Alonso: "Dieci anni fa, sembravo un pazzo quando criticavo la Honda…"
Fernando Alonso si trova all'Aston Martin in una situazione molto simile a quella già vissuta ai tempi della McLaren-Honda, ma questa volta sta provando a prenderla con filosofia.
In qualità di pilota più esperto nella storia della Formula 1, Fernando Alonso ne ha viste di tutti i colori: le gare con la Minardi, squadra di seconda fascia, i trionfi e la controversia del "Crashgate" alla Renault, la rivalità distruttiva con il compagno di squadra alla McLaren ed i tentativi infruttuosi di conquistare il titolo alla Ferrari.
La seconda esperienza del veterano spagnolo alla McLaren è stata caratterizzata da una disastrosa ripresa della leggendaria partnership della squadra di Woking con la Honda, che aveva portato ai successi iconici con Alain Prost ed Ayrton Senna tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90.
Il costruttore giapponese è tornato in F1 un anno dopo l'introduzione delle nuove norme sui motori del 2014 e ha faticato sia in termini di prestazioni che di affidabilità. Vista anche una lunga serie di penalità in griglia, il rapporto tra McLaren e Honda si è rapidamente deteriorato ed entrambe le parti hanno preso strade separate alla fine della stagione 2017, con la scuderia di Woking che ha optato per la fornitura dei motori Renault.
Dopo aver umiliato la Honda in casa sua, con l'ormai famoso "GP2 engine" detto via radio durante il GP del Giappone del 2015, non ci si aspettava certo che Alonso tornasse a lavorare con il marchio nipponico.
Fernando Alonso, McLaren MP4-30
Photo by: McLaren
Ma il tortuoso percorso professionale del due volte campione del mondo lo ha riportato alla Honda, in un effetto farfalla innescato dalla decisione della Casa giapponese di abbandonare la F1 nell’ottobre 2020, ignara del fatto che fosse sulla buona strada per conquistare il titolo; dalla conseguente scelta della Red Bull di sviluppare un proprio propulsore in collaborazione con la Ford; dal tardivo ritorno della Honda in F1; e dalla decisione dell’Aston Martin di abbandonare il suo status di cliente Mercedes per una partnership factory con la Honda.
A distanza di un decennio, la storia sembra ripetersi, poiché l'Aston Martin AMR26 progettata da Adrian Newey è ostacolata da un motore Honda le cui vibrazioni danneggiano una batteria dopo l'altra, sollevando persino preoccupazioni per la salute dei piloti.
Il proprietario Lawrence Stroll ha investito ingenti somme nella scuderia con sede a Silverstone, nel tentativo di trasformarla in una squadra vincente o, quanto meno, in una contendente al titolo. Il terzo titolo mondiale di F1, che Alonso insegue da vent’anni, sembra ormai un miraggio però, dato che lo spagnolo compirà 45 anni quest’estate.
Quanto è difficile l'attuale situazione per Alonso? "Meno difficile di quanto si pensi", ha risposto nella conferenza stampa di giovedì.
Lance Stroll, Aston Martin Racing, Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Photo by: Dom Gibbons / LAT Images via Getty Images
"Insomma, non è l’ideale. Tutti vogliamo vincere. Quest’anno siamo 22 piloti. Uno vincerà, 21 si troveranno in una situazione mentale difficile e dura, perché per me arrivare terzo, quinto o diciassettesimo non fa davvero molta differenza".
"Ho avuto la fortuna e il privilegio di aver vissuto diverse epoche in Formula 1 e di divertirmi alla guida, e alla fine sono stato super fortunato ad avere avuto auto competitive per metà della mia carriera e a raggiungere più di 100 podi. Quindi ora, come ho detto, finire in qualsiasi altra posizione che non sia la prima, per me è lo stesso dolore e la stessa fatica".
"Ovviamente, ora siamo in questo percorso con la squadra, che non è l'inizio ideale, ma è il primo anno di questa collaborazione tra Aston Martin e Honda e dobbiamo superare questo momento. E io sono pronto ad aiutare il più possibile".
Alonso ovviamente non può ignorare i parallelismi con l’era McLaren-Honda e, col senno di poi, si mostra, ancora una volta, più filosofico che mai.
“Penso di poter vedere le cose da una prospettiva diversa ora e con una maturità diversa, ma non credo che 10 anni fa la situazione fosse, ancora una volta, così drammatica", ha detto. "Questa è la Formula 1, uno sport molto incentrato sui media. Quando vinci qualche campionato gareggiando solo contro il tuo compagno di squadra, sei un dio, e poi quando sei in lotta e attraversi un periodo difficile, anche questo viene tutto ingigantito".
“Per me, la sorpresa più grande è stata, in questi ultimi anni, pensare che 10 anni fa la McLaren, Stoffel (Vandoorne), Jenson (Button) e io – perché la gente sembra ricordarsi sempre e solo di Fernando, ma credo che Jenson, Stoffel e la McLaren la pensassimo allo stesso modo – quel progetto, il propulsore, non fosse abbastanza maturo quando abbiamo iniziato, cosa che ora tutti sembrano capire".
Fernando Alonso, McLaren and Jenson Button, McLaren
Photo by: McLaren
"Ma due o tre anni fa sembrava che fossi pazzo, dieci anni fa, a criticare o cose del genere. Credo fossero solo alcune frustrazioni espresse via radio, che c’erano, e come due volte campione del mondo e pilota competitivo, non ero contento della situazione. Cavolo, capite, dovevo forse essere felice e applaudire dentro la macchina per il lavoro svolto?".
"Quindi ora penso che quando tutti vedono quella situazione dall'esterno e vedono la situazione attuale, credo che siano un po' più amichevoli con noi e capiscano meglio i problemi. E ora quello che posso fare nel team è semplicemente lavorare più duramente, cercare di aiutare la Honda il più possibile, destinando alcune delle risorse dell'Aston Martin al motore, alla power unit, ai problemi di vibrazioni, ai problemi di implementazione".
"Siamo una squadra. Come ho detto, è un inizio difficile, ma spero che non duri troppo a lungo".
Venerdì, al Gran Premio della Cina, non si sono registrati progressi significativi in termini di prestazioni, anche se l'Aston Martin ha ridotto il distacco dalle squadre di centro gruppo. Alonso si è qualificato a 0"82 dalla miglior Williams e a 0"99 dal tempo utile ad entrare nella Q2.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Photo by: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Ma le prestazioni non sono ancora la priorità dell’Aston, soprattutto perché il team deve ancora limitare il chilometraggio, non avendo a disposizione tutte le batterie di ricambio che vorrebbe.
Alla domanda, posta giovedì, su come si configurerebbe un fine settimana positivo, Alonso ha risposto: "Penso ovviamente che quando riusciamo a fare giri senza problemi, questi siano giri molto importanti perché se gli altri hanno completato 1.000 giri dai test di Barcellona, noi ne abbiamo completati forse 100, quindi siamo nove o dieci volte indietro. Quindi, se loro non sono ancora perfettamente ottimizzati, immaginate noi".
"Siamo ripartiti da zero, quindi abbiamo davvero bisogno di percorrere più giri possibili, dobbiamo assolutamente poter provare e trovare il giusto equilibrio tra la vettura ed il telaio. Questo sarà ovviamente molto importante per il fine settimana, e sarò contento se riusciremo a lasciare la Cina dopo aver svolto prove libere più o meno normali, qualifiche più o meno normali, aver accumulato giri e magari aver provato a completare l’intera gara di domenica, se ci sarà permesso".
Un riferimento velatamente mascherato all’incapacità dell’AMR26 di completare il GP d’Australia a causa delle preoccupazioni sopra menzionate.
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