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F1 | Leclerc recrimina: "Con queste PU è meglio stare sotto il limite che prendersi rischi in Q3"

Nella sua disamina delle qualifiche di Shanghai, il Ferrarista ha toccato un punto molto importante. Per sfruttare al meglio queste nuove Power Unit, sul giro secco ora è più conveniente non cambiare approccio e non prendersi rischi in Q3, in modo che la strategia di utilizzo dell'ibrido rimanga costante. Un controsenso in qualifica.

Charles Leclerc, Ferrari

Ci sono almeno tre modi di leggere la qualifica di Charles Leclerc. Il primo è che la Ferrari, oggi, ha ulteriormente ridotto il distacco dalla Mercedes, sebbene vada riconosciuto che la Stella verosimilmente avesse ancora margine, anche alla luce dei problemi incontrati da George Russell nel Q3, che gli hanno impedito di presentarsi all’unico tentativo nelle condizioni ideali sia di gomma sia di batteria.

Il secondo punto è che, pur non avendo mai amato particolarmente questa pista, Leclerc è comunque riuscito a portare a casa una buona quarta posizione a pochi millesimi dal compagno di squadra, che al contrario in passato ha spesso dimostrato di essere estremamente rapido qui in Cina. Non sorprende, quindi, che questo sia uno degli aspetti che il monegasco ha voluto sottolineare nelle interviste post‑sessione.

"È molto raro per me dire di essere felice con un quarto posto, ma onestamente questa pista è, di gran lunga, quella su cui faccio più fatica. Non so perché. Ho provato di tutto: setup diversi, stili di guida diversi. Alla fine, sono contento del mio giro. Sì, partire quarto non è il massimo, ma non credo ci fosse molto altro da tirare fuori”, ha spiegato il Ferrarista nelle interviste.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

Tuttavia, c’è un terzo punto, forse il più importante, da estrarre dalle parole di Leclerc. Non riguarda tanto la Ferrari in senso assoluto, quanto il modo in cui queste nuove vetture devono essere guidate e sfruttate. Può sembrare paradossale, ma restare leggermente sotto il limite, soprattutto quest’anno e in questa fase di apprendimento del ciclo tecnico, può rivelarsi la strada migliore.

Parlando del perché fosse riuscito a fare un passo avanti rispetto alla qualifica di ieri, Leclerc ha infatti spiegato che più che intervenire sulla vettura, oggi la differenza è arrivata... dall’approccio. “Penso che più lato mio che ho cambiato certe cose, queste macchine in qualifica è una cosa che devo ancora capire, perché paga più la costanza che essere perfetto”, ha detto il Ferrarista a Sky Italia.

“È meglio essere sotto il limite, ma fare sempre la stessa cosa, che arrivare in Q3 e provare qualcosa. Mi dispiace un po' perché questa sicuramente è una delle mie forze nel passato, però mi abituerò, non è un disastro. Però sicuramente in qualifica non mi piace tanto, ci sono qualche cose che possiamo cambiare andando avanti che possono aiutare quella parte di qualifica”.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

Ma a cosa si riferisce esattamente Leclerc? Nell’analisi di ieri in merito al problema che lo aveva rallentato ieri in SQ3 avevamo spiegato come avesse provato a cambiare approccio nell’utilizzo dell’acceleratore e nella gestione delle marce, discostandosi non solo dai tentativi precedenti ma anche dal compagno di squadra. Una scelta che ha portato la power unit a “riadattarsi”, finendo così fuori dalla miglior strategia di erogazione dell’ibrido.

Con queste Power Unit, in cui la componente elettrica pesa molto più che in passato e in cui la batteria, più piccola, impone un utilizzo estremamente mirato dell’energia, capire dove e come impiegare l’ibrido ha un impatto che non si misura più in centesimi, ma in decimi. A seconda della filosofia della vettura, ricaricare o sfruttare l’energia in certi punti piuttosto che in altri cambia radicalmente la strategia.

Le moderne Power Unit, come già accade dal 2014, dispongono di software che permettono di adattare l’uso dell’ibrido in base alle condizioni. È però naturale che, essendo soltanto alle prime gare di questo nuovo ciclo tecnico, ci sia ancora un ampio margine per affinare questi modelli, che talvolta possono uscire dalla loro finestra ideale.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

È esattamente per questo che Leclerc ha sottolineato come, al momento, sia più efficace non inseguire il limite assoluto, ma la costanza di rendimento, così da restare dentro la strategia “ideale” di utilizzo dell’ibrido. Cambiare l’approccio di guida, soprattutto quando non c’è la possibilità di resettare i parametri al box, modifica il modo in cui la Power Unit ragiona. Ed è comprensibile che, per team e piloti, in questa fase iniziale del ciclo tecnico sia ancora qualcosa di complesso da interpretare, vista l’elevata sofisticazione dei sistemi.

Qualcosa che tocca da vicino il monegasco, che aveva fatto della ricerca del limite in qualifica una delle sue caratteristiche più distintive, la sua arma migliore con quella capacità di estrarre decimi anche dove sembrava impossibile. Con il tempo ci sarà modo di affinare i modelli e garantire maggior flessibilità, ma in questa fase di apprendimento conta più la costanza del limite.

Al di là del tema qualifica, Leclerc ha però voluto guardare con ottimismo alla gara di domani, con l’idea di provare a sfidare le Mercedes. Come si è visto nella Sprint, il gap dalle due W17 rimane, soprattutto quando possono girare in aria libera, ma la volontà è quella di mettere comunque pressione ai favoriti. Anche perché, sulla distanza, viene meno parte di quel vantaggio assoluto mostrato sul giro secco, e c’è una maggiore flessibilità nell’utilizzo dell’ibrido.

“In gara però ce la possiamo giocare e lì cambia un po' di meno. La gestione della batteria è diversa, però a livello guida puoi rischiare un po' di più. Domani andiamo con questo obiettivo [vincere]”.

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