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Nella sua prima intervista dopo l'annuncio ufficiale del rinnovo, Charles Leclerc racconta perché ha deciso di restare in rosso. “Credo nel progetto, in Fred Vasseur e nei segnali che il team sta mandando”. E sul futuro: “Oggi correrei fino a 45 anni”.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

Il paddock di Monte Carlo è ancora deserto. Alle nove del mattino Charles Leclerc ha già iniziato la sua lunga giornata di impegni. Lo attende un’agenda fitta di appuntamenti, ma c’è spazio anche per ricevere le congratulazioni per il rinnovo di contratto che lo legherà alla Ferrari per almeno altre due stagioni. Poi si accomoda per parlare con Motorsport.com. Sono le sue prime dichiarazioni dopo l’annuncio ufficiale diffuso ieri dalla Scuderia.

Sei arrivato al tuo terzo rinnovo con la Ferrari. È stato quello sul quale hai riflettuto più a lungo o la scelta è stata naturale come nelle occasioni precedenti?
“Credo che ogni rinnovo venga sempre valutato con la dovuta attenzione e, in questo caso, non è stato diverso rispetto ai precedenti. L’aspetto principale è credere nel progetto. Per quanto riguarda l’amore che provo per questa squadra, non è più qualcosa che devo mettere in discussione; quindi, da quel punto di vista non ho dovuto riflettere molto. Poi c’è Fred (Vasseur): abbiamo una relazione unica e ho grande fiducia nel fatto che è la persona giusta per riportare la Ferrari al vertice. Ci sono anche i segnali che abbiamo visto quest’anno. Siamo dietro la Mercedes, è vero, ma vedo tanta innovazione. A Maranello c’è un gruppo che sta spingendo forte, cercando di pensare in modo diverso rispetto al passato, anche fuori dagli schemi. Abbiamo visto soluzioni inedite sulla monoposto e questo mi ha dato ulteriore fiducia, convincendomi che questa è la squadra con cui voglio stare. Quindi, oltre all’amore per la Ferrari, che è qualcosa di ovvio, c’è stato anche un ragionamento. Come è sempre accaduto in occasione di ogni rinnovo”.

Nel corso degli anni hai mai sentito il bisogno di valutare alternative alla Ferrari? Immagino che Nicolas Todt abbia ricevuto manifestazioni di interesse da parte di altre squadre di vertice: quanto è stato semplice restare focalizzato su un’unica scelta?
“Non ho mai valutato davvero delle alternative. Sicuramente ci sono state delle conversazioni, anche perché dopo dieci anni in questo paddock si creano relazioni che vanno oltre il semplice ambito professionale. A volte ci sono discussioni che considero naturali, ma posso confermare che sono questioni che riguardano molto più Nicolas che me. Per quanto mi riguarda, e ci tengo a dirlo, ciò che volevo fare è sempre stato molto chiaro”.

Sei monegasco, ma ormai vivi da molti anni all’interno di una realtà profondamente italiana. Lo scorso anno Lewis Hamilton ti ha definito “Mr Ferrari”, sottolineando quanto tu sia diventato parte integrante della Scuderia. Questo senso di appartenenza ha avuto un peso nella tua decisione? A volte lasciare la propria comfort zone può essere più difficile di quanto sembri.
“Non credo sia così. Nel mio percorso nel motorsport ho cambiato squadra tante volte, dai kart fino alle categorie propedeutiche. E anche quando si resta nello stesso team, spesso le persone con cui lavori cambiano da una stagione all’altra. È vero che da otto anni sono nello stesso ambiente, ma anche qui molte persone sono cambiate. La comfort zone non è mai stata parte del mio ragionamento quando ho dovuto prendere decisioni. Sarebbe sbagliato scegliere dove stare semplicemente perché ci si sente a proprio agio. Quello che voglio è vincere. L’ho sempre detto. E ciò che desidero davvero è vincere in rosso. Questo rinnovo nasce con l’obiettivo di riportare la Ferrari in alto”.

Ipotizziamo che quando questo accordo arriverà a scadenza avrai alle spalle undici stagioni in Formula 1, dieci delle quali in Ferrari. Eppure avrai ancora soltanto 31 anni. Ti capita mai di pensare a quanto possa essere ancora lungo il tuo futuro in questo sport?
“Amo questo sport e mi ritengo molto fortunato a poter fare ciò che sto facendo. Però è difficile avere una visione chiara del futuro, immaginare come mi sentirò tra due, tre, cinque o dieci anni. Dipende da tante cose. La Formula 1 è sempre stata la cosa più importante della mia vita, ma sono anche una persona che ama la famiglia e oggi non so dove sarò o quale sarà la mia situazione tra qualche anno. Potrebbero esserci aspetti in grado di influenzare la mia visione generale”.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Jayce Illman / Getty Images

Avere dei figli?
“Ad esempio, sì. Ma se oggi mi chiedete cosa penso, allora vi rispondo che correrei in Formula 1 fino a 45 anni! Però non vorrei essere così sicuro adesso e poi cambiare idea tra tre anni. Ripeto, è difficile immaginare oggi come sarà la mia vita tra tre o cinque anni. Ma la Formula 1 mi piace tantissimo e vorrei continuare il più a lungo possibile”.

Nel mondo della Formula 1 siamo abituati a sentire molte dichiarazioni di circostanza. Per questo motivo qualcuno ha finito per considerare il tuo “amo la Ferrari” come una frase dovuta. Oggi, osservando le tue scelte, sembra evidente che dietro quelle parole ci sia molto di più.
“Beh... spero che ormai sia abbastanza chiaro! All’inizio era l’amore per questa squadra, per questo marchio, per ciò che la Ferrari rappresenta. Poi, dopo dieci anni trascorsi prima nella Ferrari Driver Academy e poi in Scuderia, sono nate relazioni a cui tengo molto. Ho rapporti speciali con tantissime persone e questo rafforza ulteriormente la mia convinzione di voler vincere con questa squadra. Tutte le persone che lavorano a Maranello stanno dando il massimo da tanti anni e, sì, questo è quello che voglio fare”.

Finora hai sempre condiviso il box con compagni di squadra più esperti di te, da Vettel a Sainz fino a Hamilton. Hai mai pensato che, dopo questo rinnovo, potrebbe arrivare il momento in cui sarai tu il punto di riferimento più esperto della squadra?
“È strano, vero?” (Charles sorride). “Il tempo passa per tutti, quindi anche per me. Arriverà quel momento e credo che sarà una motivazione in più. Mi ha sempre stimolato confrontarmi con i migliori piloti del mondo. Ho avuto la fortuna di avere compagni di squadra molto forti come Carlos, Seb e Lewis, e da tutti ho imparato qualcosa. Ma anche avere al mio fianco un pilota più giovane mi andrebbe benissimo”.

Quando guardi il tuo curriculum e vedi otto vittorie in otto stagioni, prevale l’orgoglio per ciò che hai costruito o il rimpianto per quello che, in alcune occasioni, è sfuggito?
“Sicuramente mi piacerebbe avere più vittorie e mi piacerebbe aver vinto un Mondiale. Sono cose che ancora non ho. Però ho avuto la possibilità di correre per la squadra che mi ha sempre fatto sognare. E penso anche alla lealtà nei confronti delle persone che mi hanno aiutato in un momento cruciale della mia carriera, permettendomi di arrivare dove sono oggi. Se la Ferrari non avesse creduto in me, non so se sarei qui adesso. È una cosa molto importante per me. Certo, nel mio curriculum mi piacerebbe avere più successi, ma credo che tutti vogliano sempre qualcosa in più, anche quando hanno già vinto tanto. È vero che le vittorie e il titolo mondiale sono ciò che mi manca e che vorrei conquistare. Spero accada presto”.

Ti tufferai nel porto domenica sera?
“Lo spero. L’obiettivo è quello. Ma soprattutto spero di lanciare in mare anche Fred!”.

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