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F1 | Ceccarelli: "La Ferrari è favorita a Monaco: si scatenerà la lotta fra Charles e Lewis?"

Il mental coach di Formula Medicine guarda con grande curiosità al GP nel Principato: con una SF-26 sulla carta molto competitiva la Scuderia è data come grande protagonista a Monte Carlo. Ci sarà rivalità fra Leclerc e Hamilton?

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Geoff Robins / LAT Images via Getty Images

La Ferrari arriva a Monaco indicata da tutti come la grande favorita. La rossa “deve” vincere sulle strade del Principato: la SF-26 può dimostrare di avere il telaio migliore, l’aerodinamica con più carico aerodinamico e può beneficiare di un turbo più piccolo, su un tracciato dove il motore conta meno. 
Se a questo aggiungiamo che Charles Leclerc ha appena rinnovato l’accordo con la Scuderia per la terza volta e Lewis Hamilton è uscito dal GP del Canada con il primo vero podio dell’era Ferrari con un secondo posto che lo ha galvanizzato, è facile pensare una Ferrari molto aggressiva nel Principato... 

Al dottor Riccardo Ceccarelli, mental coach di Formula Medicine, chiediamo come la Scuderia arriva nel Principato spinta dalla responsabilità di rompere il ghiaccio con la SF-26 e magari provare a mettere davanti a tutti due rosse. 
“Il rinnovo di Charles con la Ferrari è arrivato come la ciliegina sulla torta: il monegasco correrà nella gara di casa con la mente più libera. Arrivava da un GP del Canada negativo e la fiducia del Cavallino lo fa ripartire più motivato che mai: sarà il grande favorito del weekend. E anche Hamilton ha trovato la giusta motivazione a Montreal con un secondo posto meritato”. 

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images

“Un pilota non più verde, non più giovanissimo, generalmente ritrova lo smalto quando la macchina è competitiva. Può essere una questione di motivazione, magari inconscia, non tanto calcolata a tavolino, però il campione che ha già vinto tanto se ritrova gli stimoli forti può essere una sorpresa a Monte Carlo”. 

Leclerc è quello che ha più responsabilità: il monegasco è capace di metterci sempre qualcosa di suo nella prestazione della Ferrari. 
"Anche se Charles a Monaco in F1 ci ha vinto una sola volta, ha sempre fatto molto bene, io mi ricordo anche la pole position in Formula 2, nel primo anno che guidava sul circuito di Monte Carlo: fece un’impresa in qualifica, se consideriamo che stava vivendo un momento difficile con il papà ricoverato in rianimazione. È un esempio della sua forza di carattere”.  

“Sarà interessante vedere l’approccio di Lewis e sarà curioso vedere come la Ferrari affronterà questa trasferta, tanto più che la squadra avrà tutti gli occhi addosso in attesa della prima vittoria stagionale”.  

Ma dobbiamo aspettarci una battaglia intestina se i due piloti saranno in lotta per la vittoria? 
"Sono due piloti professionali e piuttosto moderati nell'esprimersi, a parte certi commenti a caldo, ma fra loro hanno sempre appianato tutto. Ecco, a Monaco potrebbe cominciare un po' di lotta interna”.  

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Peter Fox / Getty Images

Ci dobbiamo aspettare un... derby? 
“Nel momento in cui dalle posizioni di rincalzo, come è stato di fatto fino a oggi, i due ferraristi dovessero trovarsi a lottare per la pole position e magari anche per la vittoria, potrebbe nascere la battaglia, anche se Monte Carlo non ti dà l'opportunità di tentare un sorpasso all'esterno perché purtroppo, una volta che si è formato il trenino, a meno che non ci siano grosse differenze a livello di pneumatici o un attacco in stile kamikaze, è molto difficile superare”. 

“Sicuramente la rivalità si esprimerà tutta nelle qualifiche. Poi, se dovessero partire tutte e due le Ferrari dalla prima fila, è ovvio che potremmo vedere una partenza con il coltello tra i denti, perché chi affronta la prima curva in testa si porta dietro un grosso match point”.  

Un conto è avere dietro un compagno che fa da cavalier servente e mantiene il gruppo a una certa distanza e un altro conto è avere la “zanzara” che ti impegna a guardare negli specchietti e magari prova a farti commettere un errore... 
“Sì, certo, io vedo più la seconda situazione che la prima, ma com'è normale che sia: altrimenti un pilota anestetizzato non è più un pilota. Quindi è ovvio che, pur restando nella la massima correttezza, se si giocassero il successo non vedrei remissivo il pilota che si dovesse trovare dietro”. 

Quale sarà l’atteggiamento della squadra? 
“Ricordo l’errore al pit stop, quando c’era Charles al cambio gomme, e Sainz era già entrato in pit lane: uno sbaglio che costò caro a Ferrari. Monte Carlo provoca una forte pressione non soltanto sui piloti, ma anche sul muretto e sugli ingegneri, proprio perché il loro ruolo, a maggior ragione a Monte Carlo, diventa ancora più importante”.  

“Nel Principato c’è il fascino della storia, la meraviglia della location, ma ci sono anche le difficoltà logistiche. È un circuito particolare, ma è una gara importante che può valere una stagione. Per la Ferrari un trionfo a Monaco può salvare il campionato”. 

Gli altri non staranno a guardare: la Mercedes finora ha vinto tutte le gare:
“Anche Kimi e Russell non dovranno sbagliare niente, ma vorranno dimostrare che la W17 è competitiva anche su una pista non ideale per la loro monoposto. Sarà determinante la qualifica e tutto il lavoro dei primi due giorni sarà finalizzato a quello”.  

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