F1 | Ferrari e Red Bull: anche a Monaco restano le ali ribaltabili, ma sulla RB22 spuntano altri 3 flap
Nonostante la scelta della FIA di mantenere chiuse le ali a Monaco, Ferrari e Red Bull non hanno scelto di tornare alla versione con il sistema di apertura "classico", restando su quella con il flap ribaltabile. Anzi, nel caso del team di Milton Keynes è stata l'opportunità per aggiungere delle novità alla ricerca di carico sopra l'attuatore.
Ali, ali e ancora ali. Per anni Monaco è stata la terra delle soluzioni particolari, l’appuntamento in cui le squadre portavano componenti dedicati o, come tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, soluzioni uniche come le famose X‑wings distribuite lungo la vettura. Anche in questa stagione Monte Carlo non ha tradito la tradizione, perché sulle monoposto schierate in griglia sono ricomparse idee innovative.
Ma c’è un altro aspetto curioso. Considerando che qui la FIA non permetterà l’apertura delle ali attive per ragioni di sicurezza, così da evitare che si raggiungano velocità troppo elevate in alcuni punti del tracciato, come alla staccata della Saint Devote, si era ipotizzato che qualche squadra potesse adottare un approccio diverso nella scelta delle specifiche aerodinamiche da utilizzare a Monaco.
Da Miami in poi, infatti, Ferrari e Red Bull hanno utilizzato la loro versione dell’ala ribaltabile come configurazione fissa e, data la complessità del sistema, con un conseguente possibile aumento di peso, si era ipotizzato che a Monaco potessero tornare alle precedenti specifiche impiegate fino al Giappone, caratterizzate da un’apertura “classica”, o rimuovere l'attuatore interno mantenendo sempre la "macarena".
Anche a Monaco Ferrari ha portato l'ala ribaltabile con il mini-flap centrale: è stata la prima a esplorare quest'area
Foto di: AG Galli
Tuttavia, nel giovedì di Monaco entrambe le squadre si sono presentate con le ali ribaltabili, che restano dunque sulle vetture. Questo, però, non significa che manchino novità interessanti. Nel caso della Ferrari, l’attuatore era stato spostato negli endplate per ridurre il disturbo aerodinamico nella zona centrale della monoposto, mentre nella versione progettata dalla Red Bull il sistema che comanda l’ala posteriore era rimasto in posizione centrale.
Approfittando della chiusura delle ali, la squadra di Milton Keynes ha però provato a percorrere una strada alternativa, seguendo la direzione già esplorata da team come Alpine, che avevano lavorato in modo mirato su quella zona aggiungendo un mini‑flap nella parte terminale.
Come si può notare dalle immagini, sulla RB22 la scatola che ospita l’attuatore centrale non è stata rivoluzionata nelle forme rispetto agli ultimi appuntamenti. Tuttavia, sfruttando la versione base dell'ala introdotta a Miami, sono stati aggiunti due mini‑flap supplementari, simili ai vecchi monkey seat: uno nella parte iniziale e uno in quella terminale. L’obiettivo è generare carico aerodinamico puro in un circuito dove la stabilità del posteriore è fondamentale.
Tuttavia, non è l’unica sorpresa: sull’ultimo flap è comparso un ulteriore elemento centrale, simile a quanto visto per primo sulla Ferrari nel filming day di Monza prima del GP del Miami, che sfrutta un’area lasciata libera dal regolamento alla ricerca del carico. Osservando le configurazioni viste lungo la pit lane, anche sulle ali di altre squadre, si può dire che la chiusura delle ali abbia spinto i team a lavorare di fantasia, esplorando strade alternative per recuperare prestazione.
Dettaglio Red Bull RB22
Foto di: AG Galli
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