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F1 | Ceccarelli: "Verstappen ormai si comporta come un giovane vecchio"

Il mental coach di Formula Medicine ritiene che la vecchia generazione di piloti farà più fatica a trovare la quadra con le nuove monoposto agili, dovendo gestire l'energia elettrica che non basta e l'aerodinamica attiva. Il medico di Viareggio dopo i lamenti di Super Max, inserisce l'olandese fra i conduttori maturi. Scopriamo perché...

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Dopo la seconda sessione di test in Bahrain il corpo dei piloti resta spaccato in due: da una parte c’è chi ha criticato i nuovi regolamenti e dall’altra chi ha provato a dare delle giustificazioni alla difficoltà di guida. La F1 Commission, a metà settimana, ha discusso anche delle variazioni normative per cercare di superare alcune problematiche che hanno scatenato forti polemiche. Difficile dire quanto fossero difficoltà oggettive o quanto indotte da ragioni di politica. 

Un fatto è certo: fra i lamentosi c’è una certa prevalenza di piloti con una carta d’identità più datata. Nella lista c’è anche Max Verstappen, che è stato fra i più duri contro le monoposto agili. Abbiamo chiesto al dottor Riccardo Ceccarelli se vale un discorso legato all’età’... 
"Per istinto mi viene da mettere Max tra i vecchi piloti”. 

Non è un po’ presto visto che ha solo 28 anni? 
"Certo è presto come età anagrafica, ma non guardando la sua longevità agonistica. Non dimentichiamoci che ha debuttato a 17 anni e ha già 233 GP alla spalle. Max lo possiamo considerare, quindi , un giovane-vecchio anche per mentalità”.  

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

I piloti più esperti vanno in difficoltà con la gestione della ricarica dell’energia e nell’uso dell’aerodinamica attiva? 
“Chi viene da una mentalità da pilota di vecchio stampo come Lewis Hamilton o Fernando Alonso, è chiaro che si trova in un passaggio grosso, molto difficile. Ho parlato con gli ingegneri e mi assicurano che la gestione dell’energia dell’elettrico sarà molto complicata perché non basterà a coprire un intero giro e toccherà in parte ai tecnici dare delle indicazioni preciso per il giro di lancio, per quello da qualifica e, ovviamente, in gara”. 

Per chi era abituato a Gran Premi condotti a tutto gas dal via, non sarà facile accettare pesanti condizionamenti nello stile di guida: scalare in prima marcia piuttosto che fare lift and coast sui rettilinei più lunghi... 
"Il pilota sarà sottoposto a un carico mentale superiore: non potrà permettersi errori di gestione della macchina che potrebbero penalizzare le prestazioni. Prima della qualifica dovrà stare attento a non sbagliare il giro di lancio perché altrimenti rischierà di trovarsi nel giro cronometrato senza potenza elettrica. È evidente che, almeno all’inizio, la prestazione sarà il frutto della migliore collaborazione fra il pilota e la squadra. Normale che i romantici, i piloti vecchio stile dal piede pesante possano essere destabilizzati dal mondiale 2026, mentre la nuova generazione è pronta ad assorbire le nuove regole ed ha meno preclusioni alle nuove regole. I giovani sono meno rigidi e si porta dietro un grande entusiasmo. Per molti di loro già essere in Formula 1 è un successo, un motivo di soddisfazione. Non mi stupisce affatto che ci possa essere una dicotomia fra le diverse generazioni e va aggiunto che anche le squadra stanno ancora cercando di comprendere come devono essere gestite questo monoposto”. 

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Siamo di fronte al più grande cambiamento della F1 moderna e la sensazione è che non siano bastati nove giorni di test per capire le monoposto... 
“Parlando con gli addetti ai lavori del paddock mi segnalano che ci vorranno sei mesi per interpretare nel modo più efficiente queste F1, perché c’è tantissimo da esplorare. Siccome nei GP tutto corre veloce, magari non ci vorrà un semestre ma un po’ di meno e bisogna scorporare i pareri dai molti pregiudizi, trovando il giusto equilibrio. Nel frattempo, mi aspetto uno show più colorato, con una Formula 1 che va verso la direzione delle emozioni e dei sorpassi, seguendo i concetti che Liberty Media ha sviluppato da quando ha preso il controllo dei GP”.  

“C’è un filo logico che passa dall’aumento dell’elettrico nel generare la potenza della power unit, dando rilevanza alla sostenibilità come valore sociale. Magari nelle prime gare vedremo errori marchiani che potrebbero condizionare dei risultati, ma le indicazioni dei test ci mostrano i quattro top team piuttosto raggruppati e gli altri staccati e magari divisi in altri due gruppi”. 

Passeremo da una griglia racchiusa in poco più di un secondo a uno schieramento con divari di oltre tre secondi...  
"Sì, è vero. Si presume che uno o due team possano essere anche oltre i 4 secondi di ritardo, ma lo sviluppo sarà molto rapido: ci sarà uno scotto iniziale da pagare, ma poi potremmo vedere cambiare dei valori in corso d’opera, offrendoci gare tutt’altro che prevedibili”. 

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Giuseppe Cacace - AFP - Getty Images

La Mercedes, temendo interventi normativi, si è nascosta e Toto Wolff sembra aver vinto la battaglia invernale sull’interpretazione delle regole... 
“La Mercedes è la grande favorita, ma la Red Bull sta stupendo per un motore che al debutto da Costruttore si sta rivelando molto migliore delle previsioni. La curiosità è capire se i non motorizzati dalla Stella sapranno essere competitivi. C’è chi, temendo problemi di affidabilità, ha tenuto la potenza sottotono. Inutile nascondere che ci sono molte incognite, dopo un cambiamento delle regole così grosso. Intorno alla F1 si è creata tanta curiosità senza però avere elementi certi”. 

La Ferrari sembra consistente... 
“È facile scommettere su Mercedes e McLaren che beneficiano del motore di Broxworth considerato da tutti il migliore, ma bisognerà vedere l’incognita Ferrari che qualche speranza la dà sempre. L’affidabilità della SF-26 è parsa buona e anche le prestazioni sono sembrate incoraggianti, ma la verità la capiremo solo alla fine delle qualifiche in Australia...”. 

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