F1 | Giro da qualifica: le termocoperte possono ancora essere un fattore. Ecco come
Non solo il doppio giro di preparazione: anche nella nuova era della Formula 1 i team si troveranno a giocare con le temperature delle termocoperte per avere la finestra d'utilizzo giusta delle gomme. Si tratta di un bilanciamento migliore tra l'asse anteriore e posteriore soprattutto sulle piste cittadine.
Gli pneumatici dentro le termocoperte
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Le gomme non sono state uno dei temi fondamentali dei test pre-stagionali di Formula 1 in Bahrain, ma lo diverranno tra poco più di due settimane, quando inizierà la stagione 2026 con il Gran Premio d'Australia che si terrà come al solito all'Albert Park di Melbourne.
Già al primo gran premio dell'anno diverrà centrale un tema importante legato agli pneumatici, ovvero il bilanciamento delle temperature tra gli assi.
L'Albert Park di Melbourne è un tracciato cittadino e quasi tutte le piste di questa natura non garantiranno forze eccezionali. Per questo motivo dovrebbe indurre i team a fare una maggiore preparazione degli pneumatici, dunque due giri per mettere le gomme nella giusta finestra d'utilizzo per poi sfruttare al meglio nel giro lanciato, oppure per mezzo delle temperature delle termocoperte.
Le prescrizioni Pirelli consigliano di mettere le gomme dentro le termocoperte a 70 gradi per un massimo di due ore (quelle da asciutto, perché quelle da bagnato devono essere tenute al loro interno a 60 gradi per 2 ore), ma i team potrebbero decidere di abbassare le temperature delle termocoperte che scaldano gli pneumatici posteriori.
"Sono ancora convinto che fare un doppio giro di preparazione (outlap e giro di lancio, ndr) sia un’opzione, ma ce n’è un’altra sul tavolo perché quando forniamo ai team le prescrizioni, queste riguardano le termocoperte e la temperatura massima che possono utilizzare", ha dichiarato Mario Isola, responsabile della divisione motorsport di Pirelli.
Mario Isola, direttore F1 di Pirelli con le gomme Pirelli 2026
Foto di: Pirelli
"Non posso quindi escludere che, per bilanciare anteriore e posteriore, qualcuno possa provare ad abbassare la temperatura delle termocoperte posteriori per equilibrare le due estremità. Stanno facendo alcuni esperimenti e provando soluzioni diverse, quindi il giro di lancio più il giro di preparazione è un’opzione, ma anche intervenire sulla temperatura delle termocoperte è un’altra possibilità".
Durante i test del Bahrain alcuni team hanno provato a differenziare le temperature delle termocoperte tra i due assi proprio per cercare di avere un bilanciamento migliore delle gomme, simulando quanto potrebbero trovarsi a fare nel primo fine settimana di gara della stagione, ma anche in quasi tutti i circuiti cittadini che incontreranno nel corso dei 24 appuntamenti del Mondiale 2026.
Questa, però, non è una novità assoluta. Già gli anni passati i team avevano adottato questa strategia nel corso dei gran premi più caldi, così da evitare di surriscaldare le gomme posteriori mandandole al di là della finestra d'utilizzo corretta. Quest'anno la maggiore capacità di trazione delle monoposto (dovuta alla MGU-K da 350 kW di potenza, quasi 500 cavalli) sarà un fattore da tenere in considerazione, al pari delle sollecitazioni portate dall'aerodinamica attiva sui rettilinei.
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