F1 | Red Bull: ecco la RB21 che è tornata a un raffreddamento a tre stadi
Dopo l'esasperazione dello scorso anno in cui ogni radiatore aveva una sua presa d'aria e uno specifico sfogo del calore, a Milton Keynes hanno preferito fare un passo indietro tornando ad una soluzione più tradizionale che sta dando i suoi frutti. La RB21 vittorioso in Giappone con Verstappen, riceverà un pacchetto importante di novità a Imola.
Red Bull RB21, Bahrain, dettaglio tecnico
Foto di: Giorgio Piola
La Red Bull RB21 ha conquistato la prima vittoria in Giappone, rompendo già alla terza gara l’egemonia della McLaren, oscurando la profezia di George Russell che aveva vaticinato una stagione dominata dalle vetture papaya. La monoposto di Milton Keynes sembra aver risolto i problemi di raffreddamento che avevano condizionato la stagione 2024 della RB20.
L’ultima macchina di Adrian Newey si era presentata in pista con un’esasperazione che non ha dato i risultati attesi: una presa d’aria dedicata per ogni radiatore. L’idea sulla carta era geniale perché avrebbe permesso di adeguare la vettura alle diverse caratteristiche delle piste, aprendo e chiudendo bocche o sfoghi del calore alla ricerca della massima efficienza aerodinamica.
Lo staff del direttore tecnico Pierre Waché aveva diviso i sistemi di raffreddamento in quattro stadi diversi, ma le complicazioni che ne erano derivate erano state decisamente maggiori rispetto ai vantaggi, per cui sulla RB21 si è fatto un passo indietro, limitandosi a tre linee di raffreddamento. I radiatori dei servizi che avevano preso posto nel bazooka, sono tornati sopra al motore Honda, com’era in passato, mentre nelle pance sono rimasti i radiatori acqua e olio in una posizione sollevata e quasi sdraiata, perché più in basso si incastra l’intercooler aria/aria, spostato leggermente più in coda rispetto allo scorso anno.
Red Bull RB21: ecco l'impianto di raffreddamento tornato a tre stadi e il sottosquadra della pancia quasi rettilineo
Foto di: Giorgio Piola
La preziosa immagine di Giorgio Piola ci mostra l’architettura dell’impianto di raffreddamento e, più in generale, la fiancata nuda. Lo scatto ci consente di vedere anche il sottosquadro sotto alla strettissima bocca dei radiatori non sia più scavato con una linea tondeggiante, perché adesso, grazie alla clamorosa pulizia sotto alla pancia si può osservare un andamento pressoché rettilineo dei flussi, a tutto vantaggio di una maggiore portata d’aria pulita che viene indirizzata sul fondo.
Il Bahrain la Red Bull confermerà le belle cose che si sono viste a Suzuka? Per la prima volta quest’anno le monoposto dovranno fare i conti con temperatura molto elevate: oggi nel paddock c’erano 37 gradi d’aria, mentre in pit lane l’asfalto era arrivato a 57 gradi, per cui i tecnici di Milton Keynes si potranno togliere molti dubbi, tenuto conto che un pacchetto d’aggiornamento importante dovrebbe arrivare a Imola.
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