Alonso: “F1 noiosa? È sempre stata così, bisogna amarla così com’è”
Parlando della gara di Suzuka, dove si sono registrati pochi sorpassi a causa del basso degrado gomma, della mancanza di una seconda zona DRS e del layout della pista, Fernando Alonso ha suggerito che la F1 è sempre stata così, anche in passato, e di non lasciarsi prendere dal panico, ma piuttosto di amare la categoria per quella che è.
La gara di Suzuka ha riaperto un tema che, ciclicamente, si ripropone dopo una corsa con poca azione in pista: la Formula 1 è noiosa? Il Gran Premio della scorsa settimana non è stato propriamente ciò che si definirebbe emozionante, perché i sorpassi si sono potuti contare sulle dita di una mano. Il layout del tracciato, la mancanza di un’altra zona DRS e il degrado contenuto degli pneumatici non hanno favorito le manovre di attacco.
In effetti, se si guarda la classifica finale, al di là di Lewis Hamilton che ha conquistato il settimo posto ai danni di Isack Hadjar, l’ordine d’arrivo è rimasto pressoché invariato rispetto a quello stabilito dalle qualifiche. Questo nonostante, ad esempio, la McLaren fosse più veloce della Red Bull e, probabilmente, la Mercedes avesse qualcosa in più della Ferrari.
Durante la stagione ci sono spesso appuntamenti che mettono in risalto l’importanza della qualifica e limitano le opportunità di sorpasso, non solo per via del layout delle piste, ma anche perché il consumo delle gomme è talmente limitato da creare poche possibilità di ribaltare la classifica, se non con qualche stratagemma tattico.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Più in generale, è proprio la differenza nel degrado degli pneumatici a introdurre quegli elementi che possono movimentare una gara, sia durante gli stint che nelle soste ai box. Tuttavia, portando il discorso all’estremo, si possono anche verificare corse in cui tutti cercano talmente tanto di preservare le gomme che, al contrario, l’azione in pista ne risente.
Nel Gran Premio del Giappone della scorsa settimana, il basso degrado ha permesso ai piloti di spingere senza la necessità di gestire le coperture. Da un certo punto di vista, ha ricordato il GP del Qatar 2023, dove la FIA e Pirelli imposero per motivi di sicurezza una lunghezza massima degli stint. Tuttavia, in quel caso, i piloti riuscirono comunque a mantenere un ritmo sostenuto per quasi tutta la durata dei loro stint.
Di fatto, è stata una gara molto diversa da quei Gran Premi privi di spettacolo perché i piloti devono gestire il passo: qui è accaduto l’opposto, ma su un tracciato che riduce le chance di sorpasso, si è vista comunque poca azione. C’è chi ha apprezzato la possibilità e la bellezza di una gara in cui i piloti hanno potuto spingere senza compromessi, e chi invece ha criticato l’assenza di sorpassi o variazioni strategiche.
Charles Leclerc, Ferrari, Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Secondo Fernando Alonso, però, il clamore suscitato dalla mancanza di sorpassi in F1 è esagerato, poiché le vetture attuali sono ancora "molto lontane" da quella diminuzione di carico in sica delle monoposto del 2021, ultimo anno del precedente ciclo tecnico, quando seguire da vicino un’altra auto era davvero difficile.
Parlando del fatto che il GP di Suzuka sia stato definito noioso, Alonso ha cercato di smorzare i toni: "La Formula 1 è sempre stata così. A volte si guarda una gara del 1986, c’è una sola sosta, ed è bellissima da vedere. Magari le prime due vetture hanno 45 secondi di vantaggio sulla terza", ha detto lo spagnolo, sottolineando come, con team sempre più ravvicinati, sia anche più difficile assistere a sorpassi.
"Ora siamo alla costante ricerca di più sorpassi, più pit stop, ma avvicinando tutti i team. Ci sono altre bellissime categorie da guardare. Questa è la Formula 1, e dobbiamo amarla così com’è".
Fernando Alonso, Aston Martin Racing, Pierre Gasly, Alpine
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Dopo la gara nipponica, George Russell ha subito parlato della necessità di utilizzare mescole più morbide per movimentare la situazione. Anche Alex Albon ha sottolineato un altro aspetto da tenere in considerazione: le prestazioni delle vetture sono ormai talmente ravvicinate che non è sempre facile creare spettacolo. Inoltre, tutti vorrebbero gomme che non si surriscaldino quando si è in scia, ma che allo stesso tempo permettano strategie variate — un equilibrio difficile da trovare.
“È complicato, perché ovviamente vogliamo pneumatici con cui possiamo seguire un’altra vettura senza che si surriscaldino facilmente. Allo stesso tempo, le auto oggi sono così vicine tra loro. In termini di velocità in rettilineo, tutti i team sono a meno di 2 km/h di differenza. Più ci avviciniamo, più abbiamo tutti quasi le stesse debolezze e gli stessi punti di forza. Ma non credo che dobbiamo farci prendere dal panico. Melbourne, ad esempio, è stata una buona gara. Aspettiamo qualche altro Gran Premio", ha detto Albon.
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