F1 | Sei rookie nelle FP1 in Bahrain: perché le squadre giocano d'anticipo?
Oltre a Dino Beganovic al debutto con la Ferrari, a Sakhir vedremo altri cinque rookie, Ayumu Iwasa (Red Bull), Frederik Vesti (Mercedes), Felipe Drugovich (Aston Martin), Ryo Hirakawa (Haas) e Luke Browning (Williams). Scopriamo perché i team anticipano le quattro sessione previste a regolamento da quest'anno.
Dino Beganovic, Ferrari Driver Academy
Foto di: Ferrari
Saranno ben sei i rookie che scenderanno in pista venerdì nella sessione FP1 che aprirà il weekend del Gran Premio del Bahrain. Per Dino Beganovic, pilota della Ferrari Driver Academy, sarà l’esordio assoluto in un fine settimana di gara al volante di una Formula 1, e lo farà con la monoposto di Charles Leclerc. Per il resto i nomi sono già noti: Ayumu Iwasa (Red Bull), Frederik Vesti (Mercedes), Felipe Drugovich (Aston Martin), Ryo Hirakawa (Haas) e Luke Browning (Williams).
A partire da questa stagione le FIA ha portato da due a quattro i turni di prove del venerdì mattina che ogni squadra deve obbligatoriamente dedicare ad un ‘rookie’, ovvero un giovane che non abbia mai corso in Formula 1. C’è una deroga concessa a chi ha disputato al massimo due Gran Premi, ma per lo più si tratta di piloti che militano ancora nelle categorie propedeutiche inseriti nei programmi junior dei vari team.
Ryo Hirakawa, dopo aver guidato l'Alpine a Suzuka, salirà sulla Haas a Sakhir
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Il raddoppio delle sessioni da dedicare ai rookie ha costretto le squadre a pianificare con largo anticipo i weekend in cui dovranno chiedere ad uno dei due piloti titolari di indossare i panni dello spettatore, e nonostante il calendario sia composto da ben 24 appuntamenti, il numero di fine settimana idonei per far scendere in pista un esordiente non sono poi tanti.
I primi weekend esclusi sono ovviamente i sei con format sprint poiché prevedono una sola sessione di prove libere, poi seguono i primi due GP stagionali, fine settimana nei quali i titolari sono ancora alla ricerca del miglior feeling con le nuove monoposto.
E poi è ilturno degli appuntamenti sui circuiti cittadini. Molto raramente una squadra priva un titolare di una sessione di prove libere dove il feeling con la pista è fondamentale ai fini della performance, nei weekend di Jeddah, Miami, Monaco, Montreal, Baku, Singapore e Las Vegas, non mancherebbero lamentele se un team chiedesse ad un proprio titolare di rinunciare ad una sessione di prove libere. Restano nove weekend, ma una squadra tende ad escludere i fine settimana dove sono previsti esordi di pacchetti di aggiornamenti o in generale quando ci sono novità tecniche.
Luke Browning, con la Williams nei test di Monza della scorsa settimana
Foto di: Jacopo Rava
Non sorprenda, quindi, che in Bahrain ci siano bei sei rookie. La pista di Sakhir è stata la sede dei test pre-campionato e, per quanto le monoposto fossero ai loro primi chilometri, tutti i piloti titolari hanno avuto modo di macinare molti chilometri. Il lavoro di setup richiesto nel weekend di gara sarà meno corposo del solito (le squadre hanno già molti dati a disposizione) ed anche chi porterà in pista qualche upgrade tecnico potrà contare su più tempo del solito per la sua valutazione.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Con il fine settimana del Bahrain tutte le squadre avranno disputato almeno un rookie test ad eccezione della McLaren, che sta rimandando le prove con gli esordienti alla stagione europea. Mercedes, Racing Bulls e Sauber hanno già smarcato due sessioni rookie sfruttando una piega del regolamento sportivo che sarà probabilmente corretta in vista della prossima stagione. Nei weekend di Melbourne e Shanghai, Antonelli, Hadjar e Bortoleto erano a tutti gli effetti dei rookie, non avendo ancora disputato due Gran Premi, così le rispettive squadre hanno dichiarato le due sessioni FP1 come test esordienti.
Curiosamente non lo ha fatto l’Alpine, che a Melbourne avrebbe potuto registrare come rookie test la sessione FP1 di Doohan (Jack ha disputato un solo GP nel 2024), probabilmente per lasciare spazio al nutrito gruppo di piloti contrattualizzati dalla squadra.
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