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F1 | Per Vasseur il mondiale 2025 si deciderà in qualifica, ma sarà così?

Per il Team Principal della Ferrari, il mondiale di questa stagione potrebbe concretamente trasformarsi in una lotta decisa totalmente dai risultati della qualifica, dato l'incremento dell'effetto dell'aria sporca a cui si è assistito negli anni che si è aggiunto a un basso degrado degli pneumatici in questi primi 3 GP. Ma sarà davvero così?

Lewis Hamilton, Ferrari, Max Verstappen, Red Bull Racing

Il Gran Premio del Giappone ha fatto emergere una domanda: il mondiale 2025 potrebbe essere deciso dai risultati in qualifica? Il fatto che a Suzuka non vi siano stati sorpassi tra i primi e che l’effetto dell’aria sporca abbia penalizzato i duelli ha fatto riemergere questa considerazione, in quello che è l’ultimo anno di un ciclo regolamentare che aveva promesso più spettacolo in pista.

Uno scenario condiviso da Frederic Vasseur che, al termine della tappa nipponica ha detto proprio che i titoli di questa stagione potrebbe essere decisi in qualifica al sabato, non solo perché ciò ti garantisce una buona posizione sulla griglia di partenza, ma anche perché più i gap tra le vetture sono ridotti, più è difficile sopravanzare un rivale.

“Sicuramente le qualifiche sono sempre cruciali. Più si è vicini, più il divario tra le vetture è ridotto, e questo è ancora più vero perché si è nel gruppo di vetture. Non è che sei in lotta solo con il pilota avanti a te. Sì, probabilmente sarà un campionato deciso dalla qualifica”, ha detto il Team Principal della Rossa dopo la corsa a Suzuka.

La partenza del GP del Giappone

La partenza del GP del Giappone

Foto di: Mohd Rasfan - AFP - Getty Images

Ma sarà davvero così? Realisticamente non c’è una risposta univoca, ma in diverse circostanze i risultati della qualifica hanno avuto un peso specifico importante in quelli che sono stati gli equilibri in gara. La tappa di Suzuka, con una sola zona DRS, il basso degrado dato dal nuovo asfalto e la lunga sequenza di curve veloci, ha rappresentato l’estremo di questo discorso, come spesso lo è stato anche Monte Carlo.

A Monaco la sede stradale ristretta rende di fatto quasi impossibili i sorpassi e, se ci si aggiunge che le vetture attuali hanno dimensioni importanti, si crea un mix perfetto che rende la strategia l’unico vero strumento per influenzare un destino che sembra già scritto dopo il sabato. In Giappone sono stati altri gli elementi che hanno pesato, ma sono emersi degli aspetti comuni visti con altre gare.

Ogni tracciato ha un suo “delta” di performance necessario per riuscire a sopravanzare un avversario, a Suzuka stimato sui sette/otto decimi secondo Andrea Stella. Un valore che, effettivamente, trova un suo riscontro, sia perché le tante curve ad alta velocità rendono estremamente complesso seguire da vicino un’altra monoposto, sia per la perdita di carico che per il rischio di far surriscaldare le gomme.

L'attuale generazione di vetture di F1 era stata progettata per facilitare le opportunità di sorpasso, grazie a una riduzione delle turbolenze generate dalle vetture e una suscettibilità minore alla perdita di carico quando si segue a un’altra macchina da vicino.

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Ovviamente, però, le macchine tendono a evolvere negli anni e il fatto che la FIA abbia lasciato libertà alle scuderie di lavorare in aree chiave, come sulle ali anteriori e nelle parti esterne del fondo, ha incrementato la sensibilità delle vetture alle turbolenze. Se a ciò si aggiunge che ogni auto produce più carico rispetto a qualche stagione fa, è logico che ora restare in scia sia molto più complesso rispetto a tre anni fa.

“Continuiamo ad aggiungere carico aerodinamico, il che significa che le perdite sono ancora maggiori” - ha spiegato il team principal della McLaren Andrea Stella -. “L'aria sporca è un problema, lo abbiamo visto anche in Cina. Se vedete [Lewis] Hamilton quando era in testa alla sprint, poteva fare praticamente tutto quello che voleva, anche se lo pneumatico aveva del graining”.

Ma c’è un altro elemento che realisticamente ha ancor più importanza da questo punto di vista, ovvero il degrado degli pneumatici. In passato, i sette/otto decimi a cui si riferiva Andrea Stella per superare un avversario a Suzuka erano generati proprio dal degrado gomma, che era conseguenza di un asfalto molto aggressivo nel primo settore, dove le coperture devono resistere agli alti carichi nelle curve veloci.

Il fatto che quell'intertempo sia stato riasfaltato ha però ridotto considerevolmente il consumo, tanto che quella gara che l’anno scorso si era giocata su due soste, alla fine in questa stagione si è trasformata in una corsa con un solo pit stop. Inoltre, la mescola più dura avrebbe potuto proseguire ancora a lungo senza mostrare particolari segnali di cedimento. Ciò ha permesso ai piloti di spingere liberamente, senza innescare l’unica variabile che avrebbe potuto cambiare il corso del Gran Premio.

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Clive Mason/Getty Images

Se si osserva l’andamento delle prime tre gare, è stato proprio il degrado l’elemento che ha permesso i sorpassi. In Australia, la prima parte di gara è stata piuttosto lineare e le uniche manovre si sono viste in una fase in cui qualcuno ha provato a forzare mentre altri stavano cercando di gestire le intermedie, in modo da non surriscaldarla su un asfalto che a tratti si stava asciugando.

In Cina si è seguito lo stesso schema, con i sorpassi che sono arrivati o subito a inizio stint, in una fase in cui diversi piloti avevano optato per un introduzione più lenta per salvare la gomma, oppure sul finale, quando si sono visti segnali di degrado. Questo è l’elemento chiave, il consumo. Ci saranno gare, come già la prossima in Bahrain, dove i lunghi rettilinei e l’alto degrado delle gomme garantiranno ai piloti più chance di duellare, specie verso fine stint o per undercut.

Sarà quindi un mondiale giocato sulla qualifica? Per quanto si è visto fino ad ora, le prove ufficiali spesso hanno messo le vetture in “ordine” in base al loro effettivo valore in termini generali, eccezion fatta per Suzuka, ed è difficile che si assista a un totale ribaltamento in gara. Ma quando i valori sono vicini, come tra compagni di squadra o tra il gruppo degli inseguitori, la qualifica inizia a giocare un ruolo decisivo.

Lo si è visto anche tra i due piloti McLaren in Cina, dove i due portacolori papaya si sono marcati a vicenda per tutta la gara senza potersi attaccare: non per una mancanza di passo, ma perché nel momento in cui si entrava nell’aria sporca, tra i due non vi era una differenza di ritmo sufficiente per tentare il sorpasso. Ci saranno tracciati che favoriranno i duelli in futuro e che saranno meno estremi di Suzuka ma, in effetti, la qualifica continuerà ad avere un’importanza chiave.

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