F1 | V10: se ne parla in Bahrain, ma la maggioranza vuole anche il KERS
La FIA ha organizzato per venerdì a Sakhir un incontro per discutere sui motori del futuro: il presidente FIA, Ben Sulayem, ha proposto il ritorno agli aspirati, ma fra i Costruttori cresce il fronte, aperto da Honda, che pretende che si introduca, in forma ridotta, anche l'ibrido. L'atmosferico potrebbe debuttare in anticipo nel 2029.
Il motore V10 della Ferrari
Foto di: Franco Nugnes
Motori V10 aspirati: il tema di cui tanto si dibatte nel paddock diventa oggetto di discussione fra i Costruttori. Per passare dalle chiacchiere alle eventuali proposte. Venerdì mattina in Bahrain ci sarà un primo incontro organizzato dalla FIA per valutare quali sono le disponibilità delle squadre e dei motoristi nell’andare incontro a un drastico cambiamento delle regole, analizzando più nel concreto l’idea che è stata lanciata da Mohammed Ben Sulayem, presidente della Federazione Internazionale.
Koji Watanabe, presidente HRC, ha confermato la partecipazione al meeting che si terrà a Sakhir, cominciando a mettere dei paletti sulla disponibilità Honda ad allungare la presenza in F1.
Koji Watanabe, Presidente di Honda Racing Corporation
Foto di: Rudy Carezzevoli / Motorsport Images
Ogni giorno che passa sembra sempre più evidente che la sparata preelettorale di Ben Sulayem che si candida a un rinnovo del mandato federale, è servita a gettare un sasso nello stagno, perché il regolamento 2026 delle monoposto ibride presenta ancora troppe lacune e, primo fra tutti, il promotore Liberty Media, teme che ci possa essere un calo di attenzione sui GP, proprio quando tutti gli indicatori mostrano numeri da record sia in materia di ascolti che commerciali.
Il tentativo è quello di anticipare l’uscita delle power unit con la parità della ripartizione della potenza fra l’elettrico e l’endotermico, un esercizio tecnico molto difficile che sta mettendo seriamente in difficoltà i Costruttori e in particolare le new entry come Red Bull Powertrain e Audi.
Il promotore sarebbe felicissimo di riportare il suono dei V10, promuovendo grazie all’e-fuel la campagna delle benzine chimiche pulite senza derivati dal carbone e la FIA si è messa in scia a Stefano Domenicali, ma la posizione dei Costruttori è tutt’altro che unitaria: se a General Motors potrebbe piacere una semplificazione dei motori con un passaggio ad unità atmosferiche, dovendo partire da zero (l’anno prossimo debutterà con la PU Ferrari, ma dal 2028 si è impegnata a fare in proprio), ci sono altri marchi che non sono interessati al ritorno dell’aspirato.
Venerdì, quindi, inizierà una partita politica con la conta di chi sarebbe favorevole ai V10 e, chi, e pare sia la maggioranza, accetti il nuovo frazionamento a condizione che resti anche l’ibrido: “Ho ricevuto l'ordine del giorno dell’incontro in Bahrain – ha detto Watanabe - e ho l’intenzione di leggerlo attentamente per decidere la posizione di Honda. Deve essere chiaro che il motivo per cui abbiamo deciso di tornare in F1 ufficialmente dal 2026 è perché siamo stati attratti dall'importanza dell'elettrificazione. Se si trattasse semplicemente di un ritorno ai motori a combustione interna, anche con carburanti a zero emissioni di carbonio, non credo che potremmo supportarlo pienamente”.
Audi è contraria all'adozione di un motore aspirato V10, ma l'idea di aggiungere l'ibrido piace
Foto di: Audi
La posizione dei giapponesi che, proprio a Suzuka sono tornati a vincere con uno strepitoso Max Verstappen, è chiara, sarà da vedere quale sarà l’atteggiamento degli altri brand: molti chiederanno l’accoppiamento del V10 a un piccolo KERS da 100 kW in modo da mantenere una linea politica e strategica che sia in linea con il grande prodotto di serie. Ferrari, Mercedes sarebbero favorevoli e anche Audi, che ha espresso un no all’atmosferico, potrebbe allinearsi se ci sarà anche l’ibrido.
Il fatto incredibile è che potrebbe essere più facile definire il motore del futuro (magari in anticipo di due anni sul ciclo previsto dagli attuali regolamenti), piuttosto che definire in modo definitivo le norme del 2026: tutte le squadre stanno lavorando sulle macchine del prossimo anno, ma non esiste ancora un layout definitivo delle vetture.
Oltre alla tipologia del propulsore, sarà tema di discussione anche quando introdurre i nuovi V10: la tempistica potrebbe essere divisoria, perché non si vuole aspettare il 2031, portando a compimento il piano quinquennale delle PU 2026 e ci sarà chi cercherà un anticipo al 2028 o 2029. Siccome i motori bisognerà progettarli, costruirli e svilupparli sarà meglio darsi un periodo triennale, lasciando che i costi astronomici delle prossime motorizzazioni possano essere ammortizzati.
L’operazione V10 + KERS coagulerà molti pareri favorevoli perché il costo di un propulsore così concepito sarebbe clamorosamente inferiore alle PU del prossimo anno che hanno toccato punte esorbitanti.
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