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F1 | Pirelli: in Bahrain pressioni più alte e un asfalto aggressivo

Dopo il Giappone, la Formula 1 si sposta in Bahrain per la quarta tappa del mondiale, anche se i team non partono da zero. Le squadra hanno girato proprio a Sakhir per i test prestagionali, ma in quel caso il clima fu più fresco del solito. Ora, invece, le temperature e le pressioni saranno più alte, rendendo più complesso gestire il degrado.

Pneumatici Pirelli

Dopo il Giappone, la Formula 1 non si ferma e già durante questo fine settimana tornerà in pista, ma ad ottomila chilometri di distanza, ovvero a Sakhir, null’arcipelago semidesertico del Bahrain, situato nel Golfo Persico.

Un balzo importante su più livelli, non solo perché ci saranno temperature totalmente differenti, visto che si passerà dalle massime inferiori ai 20 °C e dalla pioggia della scorsa domenica mattina ai circa 30 °C previsti per il prossimo fine settimana, ma anche per i layout che presentano caratteristiche diverse.

Suzuka privilegia le curve a media-alta velocità, motivo per il quale è fondamentale avere un anteriore preciso ed efficace che possa trasmettere fiducia al pilota, mentre a Sakhir ci sono tante zone più lente in cui è necessario avere un retrotreno saldo che non faccia scivolare gli pneumatici aumentandone lo scivolamento.

Pneumatici Pirelli P Zero Medium sulla McLaren MCL38

Pneumatici Pirelli P Zero Medium sulla McLaren MCL38

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Proprio queste due variabili giocheranno un ruolo chiave nella gestione delle gomme per la quarta gara della stagione. Paradossalmente, pur essendo tracciati totalmente diversi, sia a Suzuka che in Bahrain saranno presenti mescole totalmente differenti, le più dure della gamma Pirelli 2025, ovvero C1 come Hard, C2 come Medium e C3 come Soft.

Pur non essendoci le stesse curve ad alta velocità con forti carichi laterali che stressano gli pneumatici come in Giappone, la scelta di portare compound così duri anche in Bahrain è legata alle caratteristiche dell’asfalto, uno dei più aggressivi dell’intero calendario. L’asfalto della pista di Sakhir, infatti, non è mai stato rinnovato ed è ancora lo stesso di quando si disputò il primo Gran Premio nel lontano 2004.

Tutti i team partiranno da una base piuttosto consolidata, visto che sul circuito di Sakhir si è svolta, durante l’ultima settimana di febbraio, l’unica sessione di prove prestagionali del 2025. Grazie alle tre giornate di prove, le squadre avranno tanti dati, anche se quest’anno i test  sono stati condizionati dalla pioggia e da temperature molte più fresche del normale.

Pneumatici Pirelli

Pneumatici Pirelli

Foto di: Pirelli

Nelle 24 ore di test in totale furono completati 3.897 giri, pari a 21.090,564 chilometri. Le mescole scelte per la gara furono le protagoniste quasi assolute: la C3 fece parte del leone con il 67,17% dei giri percorsi, seguita dalla C2 (20,88%) e dalla C1 (9,26%); marginali i 101 giri percorsi dalla C4 e i tre con le Intermedie.

Da segnalare che le pressioni minime di partenza sono state alzate sia rispetto alla gara del 2024 (+1 psi sull’asse anteriore e +2 su quello posteriore) sia rispetto ai test di febbraio, di 0,5 psi su ciascun asse, con un affinamento definito proprio sulla base dell’analisi dei dati raccolti in quell’occasione. Ne consegue che le pressioni minime prescritte per questo appuntamento saranno di 23 psi sull’anteriore e 21 sul posteriore.

La pista è una delle più impegnative del calendario per gli pneumatici, soprattutto in fase di frenata e di trazione. L’aggregato utilizzato per l’asfalto continua ad essere molto abrasivo, per quanto fornisca una buona aderenza. L’usura in sé non è un problema, ma ciò che fa davvero differenza qui in Bahrain è il degrado termico, che generalmente porta la gara su due soste e, soprattutto, permette di variare sul piano strategico con degli undercut.

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