F1 | Red Bull, Verstappen torna in pole: non è una magia, la RB22 è rinata
Max conquista a Sepang la prima pole del 2026 con tre decimi di margine, al termine di una qualifica dominata dalla Q1 alla Q3. Non è un exploit: gli aggiornamenti hanno corretto alcuni punti deboli della RB22 e anche Hadjar conferma il salto in avanti. Verstappen: “Abbiamo capito meglio la macchina e tutto ciò che abbiamo portato ha funzionato”.
La canicola di Sepang ha finito per rompere anche qualche protocollo. Un’ora dopo la conclusione delle qualifiche Stefano Domenicali e Chase Carey sono passati davanti all’hospitality Red Bull per congratularsi con Max Verstappen per la splendida pole position appena conquistata. Max si è presentato in ciabatte, con un pizzico di imbarazzo. È stato Domenicali a toglierlo subito d’impaccio: “Dopo il giro che hai fatto oggi puoi indossare ciò che vuoi”.
In fondo, Verstappen se lo è meritato. La prima pole position della sua stagione è arrivata con un giro perfetto, ma soprattutto al termine di una qualifica nella quale non c’è mai stata la sensazione di assistere a un exploit. Max è stato davanti in Q1, ha continuato a dettare il passo in Q2 e quando è arrivato il momento di giocarsi la pole ha completato il lavoro con tre decimi di margine. È questo l’aspetto più significativo del sabato di Sepang. La Red Bull non ha tirato fuori dal cilindro un giro inatteso: è stata semplicemente la monoposto di riferimento della giornata.
“Considerando come abbiamo iniziato la stagione e i progressi che abbiamo fatto, è un risultato incredibile – ha spiegato Verstappen – su alcune piste eravamo riusciti ad avvicinarci, ma questo weekend finora è stato molto positivo. Siamo partiti bene già dalla FP1 e da quel momento abbiamo continuato a cercare di migliorare la macchina. Essere in pole qui è incredibile”.
La RB22 ha mostrato una qualità che per una lunga parte della stagione era mancata: una finestra di funzionamento sufficientemente ampia da permettere a pilota e squadra di seguire l’evoluzione della pista senza inseguire continuamente il bilanciamento della monoposto. Un aspetto ancora più importante a Sepang, dove temperature elevatissime e un asfalto molto aggressivo rendono gli pneumatici particolarmente sensibili.
Verstappen ha indicato proprio nel lavoro svolto negli ultimi mesi la chiave del salto in avanti. “Nelle ultime gare abbiamo probabilmente capito un po’ meglio la macchina, ma anche gli aggiornamenti hanno eliminato alcuni dei nostri punti deboli. Abbiamo continuato ad aggiungere componenti e hanno funzionato. È semplice: quando funzionano guadagni tempo sul giro e ottieni un bilanciamento complessivo migliore”.
Un equilibrio che, secondo Max, diventa determinante quando entrano in gioco pneumatici così sensibili alle variazioni del bilanciamento. “Su una pista dove fa così caldo hai bisogno di una macchina stabile, con un comportamento coerente. È qualcosa che abbiamo trovato maggiormente negli ultimi weekend”.
La conferma che non si tratti soltanto del feeling speciale tra Verstappen e la sua monoposto è arrivata dall’altra Red Bull. Isack Hadjar ha concluso le qualifiche con il terzo tempo, anche se domani scatterà ottavo a causa della penalità legata all’utilizzo di una nuova power unit.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Isack Hadjar, Red Bull Racing
Foto di: Sona Maleterova / Getty Images
Hadjar ha fornito anche un punto di osservazione interessante. Dopo essere rimasto fuori dalla monoposto per tre gare, al suo ritorno ha trovato una Red Bull differente. “Ho avuto la sensazione di essere salito su una macchina molto migliore rispetto a quella che avevo lasciato a Budapest – ha confermato – quando rimani fuori per tre gare e poi torni, riesci a percepire maggiormente la differenza. Sono sorpreso da come si comporta questa macchina”.
È un’indicazione importante anche per un altro motivo. Baku e Sepang non potrebbero essere due circuiti più differenti, eppure la Red Bull ha mostrato competitività su entrambi. Non significa che tutti i problemi siano risolti, ma è un segnale che il progresso non sembra più legato esclusivamente alle caratteristiche di una singola pista.
Per Verstappen è un ritorno a una normalità che nel 2026 normale non è mai stata. Domani scatterà dalla pole position e, per la prima volta in questa stagione, lo farà presentandosi al via con il ruolo di riferimento. Già questo è indicativo del percorso compiuto dalla Red Bull considerando dove si trovava soltanto pochi mesi fa.
Max, però, sa bene che la qualifica di Sepang racconta soltanto una parte della storia. Il caldo metterà alla prova piloti, pneumatici, freni e monoposto, mentre il degrado potrebbe aprire scenari strategici molto differenti. “Qui è sempre dura – ha ricordato – fa molto caldo per noi, ma anche per le macchine, i freni e le gomme. In gara bisognerà gestire molte cose ed è impossibile sapere adesso chi riuscirà a farlo meglio. Poi c’è la partenza, dove possono succedere tante cose. Dovremo essere pronti e vedere quanto saremo competitivi”.
Non è prudenza di circostanza. La gestione degli pneumatici sarà probabilmente il punto centrale del Gran Premio e la Red Bull dovrà dimostrare sulla distanza di gara ciò che oggi ha mostrato sul giro secco. Verstappen, però, non nasconde il feeling ritrovato: “Finora mi sono sentito bene, sono fiducioso e spero che riusciremo a confermarlo anche domani”.
La pole di Sepang non sembra averlo sorpreso. Dopo il miglior tempo in Q1, Q2 e Q3, Max aveva capito che l’occasione era concreta. “A quel punto pensi che ci sia una grande opportunità. Devi solo aspettare e vedere cosa faranno gli altri”. Gli altri, questa volta, non sono arrivati.
Ed è probabilmente questa la notizia più importante del sabato malese. Verstappen torna in pole, ma soprattutto la Red Bull torna a mettere il suo pilota nella condizione di esserci senza dover inventare qualcosa. Max ha di nuovo una monoposto che gli consente di guardare tutti dall’alto e sembra avere una voglia molto serena di riprendersi quei piani alti che per tanto tempo sono stati il suo habitat naturale. Domani scoprirà se la Red Bull è pronta a restarci anche per la distanza di un Gran Premio.
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