F1 | Leclerc 5°: "Avevo un setup troppo aggressivo. Ma ho fiducia per la gara: ho fatto scelte diverse dagli altri"
C'è un pizzico di rammarico nella parole di Leclerc dopo le qualifiche, perché il 4° posto in griglia grazie alle penalità di Hadjar significa costruire una gara più in salita. In qualifica ha pagato il surriscaldamento delle gomme con un setup più aggressivo, ma per la corsa è fiducioso perché sente di aver fatto scelte diverse dagli altri.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images
Il quinto posto di oggi non fa sorridere Charles Leclerc, ma nel disappunto c’è anche una notizia in parte positiva: pensa di sapere cosa lo ha portato a sbagliare la Q3, avendo puntato un setup anche fin troppo aggressivo che lo ha spinto a surriscaldare gli pneumatici, aspetto che qui a Sepang, su un circuito con un asfalto così abrasivo, rischia di costare diversi decimi di secondo.
In entrambi i tentativi, infatti, il monegasco non è stato esattamente perfetto e quanto detto trova delle conferme analizzando i suoi giri nell’ultima manche. Nel primo run ha commesso due sbavature: una in curva 5/6, costata un decimo dalle analisi della squadra, e una all’ultima curva. È interessante proprio andare a capire l’errore nella chicane 5/6, perché spiega parte delle sue difficoltà.
Era evidente che in quel tratto la Ferrari toccasse e fosse al limite anche con gli pneumatici, dato che al fine di rispondere agli avversari, doveva costruire il tempo proprio in quei tratti. Leclerc ha quindi perso il posteriore della vettura, allargando leggermente la traiettoria. Tuttavia, anche nel secondo tentativo il problema dal punto di vista del surriscaldamento degli pneumatici ha pesato.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Ashwith S Pai
“Penso che Lewis abbia fatto davvero un ottimo lavoro in Q3, ma per quanto mi riguarda in realtà ero molto soddisfatto in Q1. In Q2 ho iniziato a faticare un po’ di più con il surriscaldamento del posteriore: ero stato piuttosto aggressivo con il setup e lo sapevo. In Q3 più spingevo e più surriscaldavo le gomme posteriori, e ho perso abbastanza prestazione”, ha raccontato il monegasco dopo le qualifiche.
In effetti, qui a Sepang capire dove e come sfruttare la gomma era fondamentale, perché le temperature elevate, sia dell’asfalto che di esercizio degli pneumatici, portano inevitabilmente a dei compromessi. Osservando i dati, appare subito evidente proprio come Hamilton abbia avuto più fiducia in percorrenza del tratto veloce della chicane rapida 5/6, al punto da portare quasi 10 km/h in più.
Solo in quel tratto, il britannico ha pagato quasi due decimi, con un margine che si è poi ampliato nella zona di curva 7/8 e la staccata successiva. Leclerc ha spiegato di aver provato a trovare un anteriore molto preciso dal punto di vista dell'assetto, lavorando anche con il setting dell'ala, ma questo è andato a discapito proprio del retrotreno.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
Da curva 9 in poi, in particolare sul rettilineo che porta all’ultima curva, dove Leclerc ha registrato una velocità superiore di 12 km/h al compagno di squadra (in parte dovuta anche a come hanno affrontato il resto del giro), Charles è riuscito a recuperare qualcosa, ma rimanendo comunque a oltre due decimi da Hamilton e mezzo secondo dalla pole di Verstappen.
Domani il pilota del Cavallino erediterà comunque la quarta casella in griglia per la penalizzazione di Isack Hadjar, sulla cui vettura è stata sostituita la Power Unit. Un aspetto che, dal suo punto di vista, lo lascia comunque in lotta per un buon risultato, ancor di più considerando che, tendenzialmente, il punto di forza della SF-26 non è trovare la massima performance sul giro secco, bensì in gara.
"Penso che su una pista così tutto si gioca in gara. Su quello abbiamo fatto delle scelte un pochino diverse rispetto agli altri, non troppo rispetto a Max, ma un pochino diverse. Sono fiducioso delle nostre scelte, poi solo il tempo ci dirà se abbiamo fatto bene o no", ha aggiunto Leclerc a Sky.
Al suo fianco in seconda fila ci sarà Andrea Kimi Antonelli, che è riuscito a conquistare una buona posizione in griglia nonostante in Q3 avesse un solo tentativo avendo dovuto usare due set di soft in Q2 dopo che gli era stato cancellato un tempo. Su una pista da così alto degrado, con temperature così alte e dove bisogna capire come far funzionare le gomme, la Stella sembra essere andata più in difficoltà.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Alex Bierens de Haan / LAT Images via Getty Images
“È stato un weekend un po’ strano per la Mercedes, credo: in alcuni giri sono stati estremamente forti, in altri hanno faticato. Se riusciranno a ripetere con costanza quei loro giri davvero molto competitivi, penso che domani sarà difficile batterli. Ma se ci sarà l’opportunità di capitalizzare sul fatto che questo weekend sono stati un po’ più incostanti, dovremo coglierla”, ha aggiunto Leclerc.
La lotta sarà però anche con la Red Bull, sembrata già ieri molto competitiva sul giro secco, ma anche sul passo gara, con Verstappen che ha dedicato particolare attenzione proprio al ritmo sulla lunga distanza, al punto da rinunciare a un tentativo sulla soft nella seconda sessione. È ormai da tempo che la Red Bull riesce a salire sul podio, tanto che l’olandese, sfruttando anche delle occasioni, vanta ben cinque podi nelle ultime sei gare, segnale che c’è un trend di crescita.
Anche qui a Sepang, la RB22 è sembrata competitiva nei tratti lenti e sui rettilinei, pagando in quelli più veloci. Tuttavia, le novità hanno dato ulteriore impulso e Leclerc ha rilanciato il motivo della scorsa settimana dopo la gara di Baku, ossia che servono delle novità: “È ormai da qualche weekend che la Rd Bull è più competitiva: sembra che stiano facendo qualcosa di buono, sicuramente”.
“Per tutto il weekend sono stati molto forti, e lo sono con entrambe le vetture. Dobbiamo lavorare, lo sappiamo, e dobbiamo portare aggiornamenti il prima possibile per non perdere troppo terreno nella lotta con loro. È anche vero che questo weekend, soprattutto guardando il giro di Lewis in Q3, non siamo così lontani, ma dobbiamo batterli”.
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