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Formula 1 Monaco
F1 | Antonelli conquista Monaco: la pole capolavoro che ha sorpreso il paddock
Sul circuito dove il pilota sale in cattedra, Kimi ha conquistato una partenza al palo da veterano. Un segnale forte per il tutto il Circus, per Russell e per chi attribuiva il dominio della Mercedes soltanto alla superiorità della power unit.

Roberto Chinchero
Modificato: 6 giu 2026, 18:12
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Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Quando la tecnica non riesce a definire le gerarchie in modo chiaro, la parola passa ai piloti. Quella di Monte Carlo è una tappa del Mondiale che non di rado viene messa in discussione: che senso ha correre su una pista dove sorpassare è tecnicamente impossibile? I pareri sono discordi, ma su un aspetto tutti convergono: le qualifiche nel Principato sono le più intense, difficili e spettacolari della stagione. I motivi sono diversi. A Monaco la pole position equivale a una possibilità di successo come in nessun’altra pista, ma soprattutto rappresenta per i piloti una sfida a tutto campo, dove servono tecnica e nervi saldi.
In questo scenario Kimi Antonelli ha fatto la differenza, una notizia che sotto certi aspetti fa più rumore delle quattro vittorie consecutive conquistate nelle ultime gare. Il paddock non se lo aspettava. Per quanto Antonelli sia leader del Mondiale con un ampio margine, conquistare la pole position a Monaco è un’altra storia. La Mercedes non era arrivata nel Principato con i favori del pronostico e, sulla carta, l’esperienza degli avversari, a cominciare da George Russell, non giocava a favore di Kimi.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Erik Junius
La pista ha detto altro. Antonelli è stato impeccabile nell’interpretazione delle zone più iconiche del circuito: impressionante il suo passaggio alla chicane del porto e l’equilibrio con cui ha affrontato le Piscine. Quando la partita si gioca tutta su questi aspetti, nella Formula 1 di oggi gli avversari di riferimento sono Max Verstappen e Charles Leclerc. È stato così fino alla Q3, poi è stato Charles a naufragare con due errori, mentre Max ha dato tutto arrendendosi per appena 43 millesimi. Kimi è stato subito consapevole della sua impresa. I festeggiamenti sono iniziati già dopo la Sainte Devote, quando Peter Bonnington, uno che ha vinto davvero tanto ma oggi era visibilmente emozionato, gli ha comunicato di essere in pole position.
Dopo le qualifiche è stato proprio ‘Bono’ a rendere omaggio al suo pilota. “Che Kimi fosse veloce ce ne siamo accorti prima ancora che iniziasse il suo percorso in Formula 1. Abbiamo fatto un programma di test TPC e posso dire che normalmente un giovane ha bisogno di un po' di tempo prima di mettere tutto a fuoco. Beh, credo che a Kimi siano serviti circa quattro giri per essere subito al livello richiesto alle alte velocità e, se riesci a fare una cosa del genere, sai che il ragazzo ha del talento. Quindi sapevamo fin da subito che era un diamante grezzo, aveva solo bisogno di un po' di lucidatura, e tradizionalmente è sempre nel secondo anno che emerge per ciò che è”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Una pole position come quella conquistata oggi a Monte Carlo richiede un vasto pacchetto di qualità, tra le quali la velocità è soltanto una componente. Per andare forte tra i muri serve soprattutto una grande lucidità, la consapevolezza di osare senza oltrepassare quel limite oltre il quale si rischia di gettare tutto al vento. Non è un caso che Antonelli abbia ottenuto la sua pole position senza far segnare il miglior tempo in nessuno dei tre settori del circuito.
Kimi ha trovato l’equilibrio perfetto, costruendo un giro che nessuno aveva visto arrivare fino alla bandiera a scacchi. Le gomme sono rimaste nella finestra ideale dalla Sainte Devote alla Rascasse, senza sbavature, con punti di frenata perfetti, traiettorie impeccabili e una padronanza quasi innaturale per un ragazzo di 19 anni. Nel paddock c’è stato uno ‘chapeau’ generale, anche da parte degli stessi avversari.
Come è naturale che sia, più che Verstappen, comunque soddisfatto per aver portato la Red Bull in prima fila, ad accusare il colpo è stato George Russell. Non essere riuscito ad andare oltre la sesta posizione è stato un duro colpo per il suo morale. Le qualifiche di Monaco sono le più attese della stagione, una sfida nella sfida, e i primi a saperlo sono proprio i piloti. I quattro decimi di ritardo accusati da George pesano, e questa volta non c’è la sfortuna di mezzo. Non è neanche una questione di punti in classifica, quelli si assegneranno domani, quanto piuttosto di una prova di forza subita da parte del giovane compagno di squadra.
Toto Wolff, Mercedes
Foto di: Clive Mason/Getty Images
Toto Wolff si trova nella condizione, come già accaduto a Montreal, di non poter festeggiare a tutto campo. Farlo vorrebbe dire infliggere un ulteriore colpo al morale di Russell, ma dietro l’espressione e le parole pronunciate davanti alle telecamere si nasconde una soddisfazione enorme. Su una pista in cui la power unit ha un impatto minimo sulla prestazione complessiva, la parola passa al telaio, al lavoro di preparazione e al pilota.
La Mercedes teneva moltissimo a dare una risposta chiara a chi sosteneva che il dominio iniziato a Melbourne fosse soltanto una questione di motore, e la risposta è arrivata. Per di più nel weekend in cui la FIA ha introdotto le verifiche sul rapporto di compressione “a caldo”, uno dei tormentoni tecnici dello scorso inverno. Di fatto non è cambiato nulla, così come non era cambiato nulla lo scorso anno quando la FIA introdusse, dal Gran Premio di Spagna, le nuove norme sulle ali flessibili che avrebbero dovuto tarpare le ali alla McLaren. Casi per lo più mediatici, nati sotto i riflettori e poi scomparsi nel silenzio generale.
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