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Formula 1 GP d'Arabia Saudita
F1 | Mercedes ha “cotto” le gomme: come la Stella si è sciolta a Jeddah
Mercedes ha vissuto un weekend a due facce a Jeddah: dopo una buona qualifica, in gara ha sofferto di il surriscaldamento degli pneumatici fino ad arrivare blistering, fenomeno raramente visto in Arabia Saudita ma che non ha permesso alla Stella di brillare. Su una pista che si doveva ben adattare alla W16, Mercedes torna più domande che risposte.

Gianluca D'Alessandro
Modificato: 21 apr 2025, 15:08
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Alla vigilia del Gran Premio dell’Arabia Saudita, una delle parole chiave che sembrava poter caratterizzare il weekend era graining. Questo fenomeno si manifesta sugli pneumatici quando vengono stressati prima di entrare nella giusta finestra operativa, oppure quando le temperature ambientali sono troppo basse per permettere alle gomme di lavorare correttamente.
Eppure, in casa Mercedes si è verificato l’esatto opposto: niente graining, ma... blistering. Un’anomalia, di cui molto raramente si è parlato da quando si è iniziato a correre in Arabia Saudita, perché l’ottimo asfalto di Jeddah ha sempre garantito tanto grip, spostando la corsa proprio verso il problema del graining.
In questo caso, si potrebbe dire che Mercedes ha letteralmente “cotto” le gomme, faticando a gestire il degrado termico degli pneumatici. Non si tratta tanto di una pura usura accelerata, ma piuttosto di una cattiva gestione delle temperature, ovvero lo stesso problema che aveva fatto storcere il naso anche a Max Verstappen durante i long run del venerdì.
George Russell, Mercedes
Foto di: Peter Fox - Getty Images
Compiendo un passo indietro, sia nelle libere che in qualifica si era notato come, dando modo alla gomma di raffreddarsi, gli pneumatici riuscissero a recuperare prestazione. Ciò lo si poteva apprezzare anche da come, persino sulla soft, fosse possibile effettuare due o più tentativi senza un reale crollo della gomma.
Tuttavia, in gara non vi è l’opportunità di rallentare e lasciar respirare le coperture, motivo per cui la temperatura continua a salire in modo incontrollabile, innescando un effetto a cascata che riduce il grip, aumenta lo scivolamento e, a sua volta, surriscalda ulteriormente gli pneumatici. Mentre Ferrari ha gestito perfettamente la situazione, riuscendo a spingere anche nel finale del primo stint e sorprendendo i rivali, al contrario la Stella ha letteralmente “cotto” le gomme.
Una situazione inaspettata, anche perché nelle prime gare stagionali la W16 aveva dimostrato di saper controllare bene il comportamento termico degli pneumatici, come in Bahrain, dove il team aveva completato l’ultimo stint con la soft, una strategia che Ferrari considerava addirittura impraticabile.
George Russell, Mercedes
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Non a caso, Mercedes stessa aveva individuato Sakhir come un banco di prova per valutare se i suoi problemi di gestione delle temperature, individuati lo scorso anno e che spesso penalizzavano la W15 su piste più calde, fossero davvero superati, ottenendo indicazioni positive.
Anche per questo regnava un clima di fiducia per l’appuntamento saudita, nonostante Pirelli avesse deciso di portare pneumatici uno step più morbidi sia per aumentare la gestione della gomma e aggiungere una variabile in più sul fronte strategico.
Sulla carta, quella di Jeddah avrebbe dovuto e potuto essere una pista adatta alle caratteristiche della W16, che in questo avvio di campionato ha mostrato di riuscire a mantenere il ritmo nelle curve a media-alta velocità, patendo qualcosina in più nei tratti lenti. Per questo non ha sorpreso la competitività sul giro secco dove, se non fosse stato per il tornantino finale, in realtà Russell avrebbe potuto centrare la pole.
George Russell, Mercedes
Foto di: Lars Baron - Motorsport Images
Ma fin dai primi giri, è apparso chiaro che Russell faticasse a tenere il passo dei leader, uscendo rapidamente dalla zona DRS di Piastri e dalla scia sporca, per cui è irrealistico che a rallentarlo sia stato lo stesso problema di Piastri che, nel tentativo di rimanere incollato a Verstappen nella prima parte di gara, ha stressato eccessivamente le coperture dovendo così anticipare la sosta.
I dati della gara evidenziano un circolo vizioso, ovvero quanto l’aumento delle temperature sulla W16 di Russell abbia innescato una riduzione del grip sempre più marcata, togliendo così aderenza nelle curve a media-alta velocità, specie quelle del secondo settore, che al sabato avevano rappresentato il punto di forza della Mercedes.
“Per qualche motivo abbiamo generato più temperatura rispetto ai nostri avversari. Improvvisamente si arriva a un punto in cui gli pneumatici sono come un palloncino. Abbiamo avuto blistering sull'anteriore, un blister sul posteriore, e poi improvvisamente non c'è più aderenza con le gomme” ha detto Russell al termine della gara.
Confronto telemetrico Verstappen-Russell gara Jeddah
Foto di: Gianluca D'Alessandro
In effetti, osservando i dati telemetrici verso la fine dello stint, si possono notare delle differenze quasi abissali nei confronti di chi era in testa alla gara, con picchi anche di 20 km/h di differenza in quei tratti dove, a gomma nuova in qualifica, in realtà la W16 riusciva a reggere il ritmo degli avversari. Anche nelle zone dove al sabato guadagnava, come nel lungo curvone della 13 o nelle chicane rapide della 16/17 o della 22/23, la Stella non ha più potuto godere di quel vantaggio, perdendo decimi preziosi.
“All’improvviso le gomme si sono surriscaldate troppo. Da lì in poi abbiamo registrato un crollo: negli ultimi sette, otto giri perdevo un secondo al giro. Il quinto posto è quello che ci meritiamo oggi, ma la prestazione nel complesso è stata piuttosto deludente” ha aggiunto il britannico, il quale ha rimarcato come non aver girato con costanza nelle libere, complici le interruzioni, possa aver sorpreso il team.
L'aspetto curioso è la differenza di approccio tra i due piloti Mercedes, di fatto totalmente opposta: mentre Russell ha patito il degrado con il procedere dello stint, al contrario proprio sul finale Andrea Kimi Antonelli ha registrato i suoi migliori parziali, arrivando a girare a qualche decimo dal passo di Charles Leclerc.
Confronto passo gara GP dell'Arabia Saudita tra Antonelli, Russell e Leclerc
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Il problema risiede nel fatto che l'italiano abbia di fatto sacrificato tutta la prima parte del secondo stint, girando a tratti anche 7/8 decimi al giro più lento del compagno di squadra. Non a caso, il gap tra Russell e Antonelli si è ridotto in maniera importante solo negli ultimi giri, quando l'inglese ha accusato un crollo totale, accorciandosi solo di un paio di secondi di quello che era il divario prima della sosta.
“Il weekend sembrava promettente, ma non abbiamo fatto giri sulla lunga distanza nelle prove libere, quindi immagino che non siamo riusciti a cogliere il fatto che forse non avevamo un buon passo gara, o a capire quali potessero essere i problemi potenziali”, ha aggiunto Russell.
“È interessante: non ci aspettavamo di andare così bene in Bahrain, e invece ci aspettavamo di essere più forti qui, ma è andata esattamente al contrario. Questa è la natura di questo sport, e tutti stanno lavorando duramente per cercare di trovare più prestazione”.
Dai primi dati, Mercedes non ha ancora trovato una spiegazione ai problemi visti in gara, ma Toto Wolff ha sottolineato come quella di Jeddah sia stata la performance peggiore dell’anno per la Mercedes. “No, non abbiamo una risposta. Sicuramente è la nostra performance peggiore di questa stagione. Il passo non c’era e abbiamo avuto dei problemi di surriscaldamento e di blister sulle gomme, ma non abbiamo una spiegazione”.
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