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F1 | Ecco dove e come Leclerc ha costruito il primo podio stagionale della Ferrari

Leclerc ha regalato alla Ferrari il primo podio stagionale dopo una grande gara a Jeddah. Ripercorriamo la sua gara per capire quale sia stato il momento in cui il monegasco e la SF-25 hanno fatto la differenza sui diretti rivali.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Il primo podio stagionale della Ferrari conquistato a Jeddah da Leclerc ha preso forma nei dieci giri a cavallo di metà gara. Dopo una partenza lineare nella quale ha mantenuto la quarta posizione conquistata in qualifica, Charles si è accodato a Russell, senza avere mai una possibilità di portare un attacco nonostante le tre zone DRS presenti sul circuito di Jeddah. Al giro 19 la Mercedes è tornata ai box per il pit-stop, potendo contare su un vantaggio di più di due secondi sulla Ferrari, ed è a questo punto che la gara di Leclerc ha preso una svolta positiva.

Dai box hanno indicato a Charles di restare in pista qualche giro in più (la strategia originale prevedeva la sosta per il passaggio alle gomme hard a ridosso del ventesimo passaggio) e qui Leclerc (e la sua SF-25) hanno iniziato a stupire. Nel primo passaggio in aria pulita Charles ha girato subito sotto il minuto e trentaquattro secondi, abbassando di tre decimi il suo miglior crono precedente, e giri dopo giro ha progressivamente migliorato i suoi tempi fino ad arrivare al 1’33”368 del giro 28. Quando dopo la gara è stato chiesto a Frederic Vasseur una spiegazione sulla sorprendente progressione di Leclerc, la risposta è stata eloquente: “Onestamente non abbiamo un’idea chiara”.

Dopo aver completato la sosta al giro 29, Leclerc è tornato in pista con lo stesso distacco da Russell che aveva prima della sosta di George, ovvero, con gomma usata di 20 giri Charles è stato in grado di tenere lo stesso ritmo della Mercedes con pneumatici hard nuovi. Dopo la sosta Leclerc ha iniziato un stint molto spettacolare, ma in questo caso la spiegazione c’è, ovvero la possibilità di poter disporre di un set di gomme molto più fresco rispetto ai suoi avversari diretti. Il vero exploit è stato quello messo a segno dei dieci giri finali dello stint precedente.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Lars Baron

“La cosa più difficile da spiegare è la differenza tra il ritmo in qualifica e quello in gara – ha commentato Vasseur - credo che fossimo sullo stesso ritmo di Max negli ultimi 35 o 40 giri, ma sabato eravamo indietro di quattro decimi ed è questo che ci condiziona. Abbiamo visto in Cina che quando parti davanti la gara è diversa, sei in aria pulita, nei primi cinque o sei giri guadagni sei o sette secondi sugli avversari invece di essere subito a meno sei”. “Credo che per noi sarebbe stata una storia completamente diversa se fossimo partiti davanti – ha proseguito Vasseur - il potenziale c'è, ma in qualifica non abbiamo messo tutto insieme. Non dobbiamo puntare il dito contro qualcuno, ma solo fare un lavoro migliore, operando come una squadra, tutti insieme, siamo in un momento negativo, ma onestamente credo che da questo fine settimana possiamo trarre diversi aspetti positivi”.

C’è meno di positivo da estrarre dal weekend di Hamilton. “Troveremo la soluzione e i risultati ha concluso Vasseur - ma, onestamente, non sono troppo preoccupato. Se si guarda quello che ha fatto in Cina o alla gara in Bahrain della scorsa settimana, si può vedere che il potenziale c'è, di sicuro, dobbiamo solo aggiustare il bilanciamento. Stiamo lottando con il setup della sua vettura perché ha un effetto negativo sulle gomme, ma non c'è dubbio sul potenziale della vettura. In Cina Lewis era in pole position, è stato in testa dal primo al diciottesimo giro e ha vinto con 10 secondi di vantaggio su Piastri e Verstappen. Di sicuro ora è in difficoltà, perché quando finisci la gara al settimo posto e il tuo compagno di squadra è sul podio non c’è molto da aggiungere. Dobbiamo reagire insieme, e sarà questo il modo in cui lavoreremo in futuro”.

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