F1 | Hamilton deluso: "Fatico, ma per ora non c'è una soluzione. Sarà un anno duro"
Lewis Hamilton ha chiuso un weekend difficile a Jeddah, culminato con i quasi 30 secondi di distacco in gara dal compagno di squadra, Charles Leclerc. Il britannico ha spiegato di non avere risposte sui suoi problemi: fatica con il bilanciamento, manca il passo, e non intravede soluzioni a breve.
Sei decimi in qualifica e trenta secondi tondi in gara. Il distacco di Lewis Hamilton dal compagno di squadra a Jeddah è chiaramente un passivo importante, che mette a nudo tutte le difficoltà che il britannico sta attraversando, difficoltà che non si limitano al singolo Gran Premio dell’Arabia Saudita, ma che si estendono più in generale alle ultime gare. La tripletta fuori dal Vecchio Continente, infatti, ha riservato ben poche soddisfazioni.
Un’amarezza che traspare anche dalle parole dello stesso Hamilton, che al termine della corsa non ha nascosto né la sua delusione né la sua preoccupazione, soprattutto perché, al momento, non ha risposte su come recuperare quei decimi che mancano per avvicinarsi a Leclerc — solo ipotesi, attorno a cui continua a girare a vuoto.
Non è un caso che, durante le interviste, Hamilton abbia esordito con un messaggio molto chiaro, che va dritto al nocciolo della questione: “Non ci sono aspetti positivi da oggi, solo Charles [Leclerc] che ha chiuso sul podio, il che è fantastico per la squadra”, ha raccontato l’inglese, amareggiato per una gara che ha avuto ben poco da dire.
Lewis Hamilton, Ferrari, Lando Norris, McLaren
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
“È stato orribile, per niente piacevole. Scivolavo dappertutto. Nel primo stint ho avuto tanto sovrasterzo e la macchina non girava, con un degrado enorme. Nel secondo stint ho trovato un bilanciamento leggermente migliore, ma comunque mancava completamente il passo, quindi sì, in generale è andata piuttosto male”, ha spiegato Lewis.
L’inglese ha subito guadagnato la posizione su Carlos Sainz alla partenza con un ottimo scatto dalla sua casella, portandosi al sesto posto. Da quel momento in poi, al di là dell’eccellente difesa su Lando Norris durata un paio di giri, soprattutto nella gestione del DRS, Hamilton non è riuscito a trovare un ritmo migliore, rimanendo nella terra di nessuno.
Troppo veloce per i piloti di centro gruppo alle spalle, ma suo malgrado anche troppo lento per pensare di infastidire anche solo le due Mercedes, nonostante le W16 abbiano sofferto un calo abbastanza netto degli pneumatici.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Il problema di fondo è che, sebbene sia vero che Lewis abbia sofferto nelle curve a media-alta velocità — in particolare in quelle dove è fondamentale affidarsi alla fiducia nel mezzo in fase d’ingresso —, allo stesso tempo non ha spiegazioni concrete sui suoi problemi.
“Non ho una risposta. Sto faticando. Il bilanciamento… faccio fatica a sentire la macchina sotto di me. Ma sì, non c’è niente di specifico. Non c’è nulla che ti porti a dire: ‘ecco, questo è il problema’”.
“Anche a Miami credo che sarò in difficoltà. Non so per quanto ancora continuerò a faticare, ma è senza dubbio frustrante”, ha aggiunto Lewis, prima di entrare nel paragone con Leclerc. Il monegasco ha sicuramente una conoscenza più approfondita del comportamento della Rossa e delle caratteristiche della Power Unit Ferrari, ma ha anche adattato il proprio stile per estrarre il meglio dalla SF-25.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
“Beh, voglio dire, lui [Leclerc] guida questa macchina da tanto tempo, quindi sicuramente la conosce molto bene. Nei dati c’è sicuramente tanto da vedere. Onestamente, non sembra esserci una differenza enorme. È solo che sei più lento nelle curve”, ha spiegato Hamilton, sottolineando come dai dati telemetrici emerga una differenza di velocità a centro curva rispetto al monegasco.
“Abbiamo assetti leggermente diversi. Devo guardare se magari quello è l’assetto che la macchina preferisce. E sì, lui e il suo lato del box stanno sicuramente facendo un lavoro migliore”.
“Al momento non c’è una soluzione. Andrà così anche per il resto dell'anno. Sarà doloroso”.
“In qualifica si tratta di tirare fuori tutto il potenziale, e oggi in gara… ho fatto letteralmente tutto, ho provato di tutto, ma la macchina semplicemente non voleva collaborare”.
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