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F1 | Piastri cambia le gerarchie, Leclerc spreme al massimo la Ferrari

Con il terzo successo Oscar si porta al comando del mondiale piloti con dieci punti di vantaggio su Norris. Verstappen, secondo, dà valore al salto di qualità della Red Bull. Il primo podio di Charles dà morale alla Scuderia, ma ora servono delle novità per guardare più in alto del terzo posto.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

Tre successi in cinque gare sono il bottino di un pilota che ha un solo obiettivo. Oscar Piastri ha recuperato quanto perso nella sua gara di casa in Australia, portandosi al comando della classifica di campionato. In quattro weekend è passato dal passivo di -22 rimediato a Melbourne nei confronti di Norris, al +10 certificato sotto la bandiera a scacchi di Jeddah. Il terzo successo stagionale è arrivato al termine di una corsa iniziata con una partenza impeccabile (“abbiamo lavorato su questo”, ha confermato appena sceso dalla sua monoposto) e una buona dose di tecnica e cinismo che gli ha permesso di mettere all’angolo di curva 1 nientemeno che Max Verstappen.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

La storia della sua corsa è cambiata quando ha appreso dei cinque secondi di penalità inflitti al campione del mondo, a quel punto l’aggressività si è trasformata in tattica. Piastri è arrivato al giro 18 (quando è passato dalle gomme medie montate al via alle hard) con un gap di 2”664 da Verstappen, dopo la sosta di Max (durante la quale ha scontato la penalità) la McLaren numero 81 è sfilata virtualmente al comando con tre secondi di vantaggio sulla Red Bull.

Ovviamente la domanda è come sarebbe stata la gara tra i due senza la sanzione arrivata dal collegio dei commissari sportivi, ma è un esercizio teorico che lascia il tempo che trova. La McLaren si è confermata, come previsto, la vettura più veloce in pista, lasciando anche l’impressione che Piastri abbia spinto al massimo solo in pochi dei cinquanta giri complessivi.

È però altrettanto innegabile l’incredibile salto avanti fatto dalla Red Bull rispetto al passo gara visto nei long-run di venerdì. Al termine della corsa Verstappen era visibilmente contrariato per la penalità subita dalla FIA, ma nel suo team radio subito dopo la bandiera a scacchi ha radiografato bene la situazione: “La buona notizia è che abbiamo trovato molta performance”.

Finora la Red Bull ha viaggiato ad intermittenza, alternando weekend difficili (come in Bahrain) ed altri fine settimana (come Suzuka e Jeddah) nei quali si è confermata l’unica monoposto in grado di impensierire la McLaren. È difficile pensare che possa mettersi alle spalle la MCL39 attuale, ma sfruttare tutto al meglio in attesa degli sviluppi è comunque parecchio.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Lars Baron

La conferma arriva dalla classifica generale, dove Verstappen (terzo) è a due punti da Norris e a dodici da Piastri. Lando ha limitato i danni con una quarta posizione arrivata al termine di una gara molto veloce sul ritmo ma non priva di sbavature. I tre secondi persi nella bagarre con Hamilton sono costati il podio, e soprattutto tre punti in più nel passivo di tappa nei confronti di Piastri.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Lars Baron

I cinquanta giri di Jeddah hanno portato ad un cambio di valori nelle forze in campo per quanto riguarda la terza posizione. Dietro McLaren e Red Bull la qualifica aveva promosso la Mercedes, la gara ha detto Ferrari. La gestione della corsa ha premiato la strategia della Scuderia, l’allungamento del primo stint è stato il passaggio chiave per la gara di un ottimo Leclerc, veloce, freddo e abile nel difendersi dall’assalto finale di Norris. Il primo podio del 2025 è stato il giusto premio arrivato al termine di un fine settimana in cui il tandem Ferrari/Leclerc ha dato l’impressione di aver spremuto il massimo dalla monoposto.

Russell e Antonelli hanno lottato con le gomme più del previsto. George non ha potuto nulla contro Leclerc, Kimi è riuscito a difendere con i denti la sesta piazza dall’assalto intermittente di Hamilton, nonostante abbia corso in condizioni fisiche non perfette in una corsa che per il fisico è tra le più massacranti della stagione. Un altro scoglio superato da Antonelli, un’altra gara di sofferenza per Lewis.

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