F1 | Crash Tsunoda-Gasly: nessuno dei due vuole prendersi la colpa
Sia Tsunoda che Gasly insistono sul fatto che non avrebbero potuto fare nulla di diverso per evitare l'incidente al primo giro del Gran Premio dell'Arabia Saudita.
Yuki Tsunoda e Pierre Gasly si sono entrambi rifiutati di prendersi la colpa per l'incidente che li ha visti protagonisti nel corso del primo giro della gara di Jeddah. La Red Bull di Tsunoda è entrata in contatto con l'Alpine di Gasly alla curva 4, ed entrambi sono stati subito costretti al ritiro.
Nel corso del primo giri abbiamo assistito ad una serie di manovre emozionanti, con il vincitore della gara Oscar Piastri e Max Verstappen che hanno avuto subito da discutere per il taglio del pilota olandese alla prima staccata, che poi ha portato ad una penalità di cinque secondi per quest'ultimo. Ma è stata l'altra RB21 di Tsunoda a scontrarsi con Gasly prima che entrambi finissero in testacoda contro le barriere.
Una volta arrivato alle interviste di rito, Tsunoda ha dichiarato: "È difficile dare la colpa a me o a Pierre. Ho fatto tutto il possibile per evitarlo. Avevo il pieno controllo in termini di velocità e non ero troppo vicino alla vettura che mi precedeva, che era Carlos (Sainz)".
"Avevo il pieno controllo e ho cercato di evitare di colpire Pierre, soprattutto perché probabilmente è la curva più stretta di questo tracciato. È un peccato che sia finita così. Si potrebbe dire che c'era spazio, ma dal mio punto di vista non ne avevo e ho cercato di rallentare il più possibile per evitarlo".
Pierre Gasly, Alpine
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Nel frattempo Gasly, che la scorsa settimana in Bahrain aveva ottenuto un settimo posto molto positivo sia per lui che l'Alpine, ha dichiarato di ritenere di non avere alcuna colpa per quanto accaduto.
Anche il francese ha dato la sua versione dei fatti: "Non c'è bisogno di parlarne troppo. Lo conosco. Non è stato intenzionale, ma da parte mia avevo una buona traiettoria in entrata alla curva 4, potevo frenare abbastanza tardi e cercare di lasciare più spazio possibile all'esterno".
"Quindi avevo già la macchina che passava la linea bianca. Ho dovuto tenere le due ruote all'interno della pista per assicurarmi di completare il sorpasso. Insomma, in fin dei conti si tratta di una piccola toccata, ma è un peccato che abbia messo fine a entrambe le nostre gare".
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