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MotoGP | Rivola: "Aprilia aveva fatto un'offerta a Bezzecchi già 4 anni fa"

La Casa di Noale ha modificato completamente la sua line-up per il 2025: dopo l'ingaggio del leader iridato Jorge Martin, oggi è stato ufficializzato quello di Marco Bezzecchi. Il CEO ha spiegato cosa ha portato l'Aprilia a scegliere proprio il riminese, ma ha commentato anche l'uscita a fine anno in parte inattesa di Maverick Vinales.

Massimo Rivola, Aprilia Racing CEO

L'Aprilia rinnoverà completamente la sua line-up in MotoGP nella prossima stagione e a Noale si respira grande entusiamo. Per quanto il legame con il "Capitano" Aleix Espargaro, che si ritirerà a fine stagione e con Maverick Vinales, che invece andrà in KTM Tech3, fosse molto forte, l'aver convinto due talenti in rampa di lancio come il leader del Mondiale Jorge Martin e Marco Bezzecchi ad abbracciare il progetto dimostra quanto Massimo Rivola e tutti i suoi uomini siano molto ambiziosi.

In occasione dell'annuncio della firma del pilota riminese, il CEO del reparto corse veneto ha parlato di questo grande cambiamento, che potrebbe portare il marchio a fare un altro passo avanti importante sulla griglia della classe regina. 

"Sono molto felice. E' una coppia di giovani talenti veramente forte. Lo scorso anno hanno fatto secondo e terzo nel Mondiale, la speranza è che facciano anche meglio l'anno prossimo con noi. E' vero che quando cambi entrambi i piloti non è mai una scelta saggia, nel senso che la continuità sappiamo che paga, ma di fronte a due talenti di questo tipo credo che valga la pena di prendere questo piccolo rischio e che vada accettato con grande entusiamo", ha detto Rivola.

Perché hai scelto proprio Bezzecchi?
"Vi dico un aneddoto: il Bez è stato il primo a cui ho offerto la sella quattro anni fa, quando ci siamo trovati nella merda (quando Andrea Iannone era stato squalificato per doping, ndr). Lui fu uno di quelli che rifiutarono, ma lo fece con cognizione di causa. Lui aveva già una sella in Moto2 con la VR46, che era un team molto forte, quindi puntava a vincere il Mondiale e sapeva che se avesse fatto bene avrebbe avuto la strada spianata in MotoGP con la squadra di Valentino. A me è dispiaciuto, ma non me la sono presa. Anzi, credo che un anno in più in Moto2 gli sia stato utile. Perché il Bez? E' vero che quest'anno è un po' più in difficoltà, ma quello che ha fatto vedere l'anno scorso, al suo secondo anno, è un segnale di talento enorme. Mi ha impressionato in Argentina sul bagnato ed ancora di più in India, che era l'unica pista che non conosceva nessuno, a parte me che c'ero stato con la F1, ma io non faccio testo (ride). Guardando la carriera di un pilota, ci sono segnali che ti fanno saltare all'occhio il suo talento e la sua velocità. Poi sicuramente è un personaggio un po' alla Vale, un po' alla Simoncelli, che in MotoGP ci stanno alla grande. Però, detto questo, l'abbiamo preso perché ci dà del gran gas, non perché è un personaggio".

Quest'anno però non si sta vedendo lo stesso Bezzecchi del 2023...
"Sì, è vero. È una buona osservazione. Quando un anno un pilota si comporta in modo così buono e l'anno successivo non è lo stesso, ci si chiede se questo significhi che non c'è abbastanza talento o se ci sono altri problemi che potrebbero derivare da diverse parti, non necessariamente dal punto di vista tecnico o altro. Alla fine la mia sensazione è che il vero Bez sia quello dell'anno scorso e non quello di quest'anno e per questa stagione spero ancora che rimanga il falso per ottenere risultati migliori per noi (ride). Confido molto nella sua velocità e nel suo talento. Mi sembra che abbia un carattere abbastanza latino e siamo abituati a questo. Aleix, ad esempio, è uno di questi. Anche Jorge sembra esserlo. Sarà un box molto motivante quello di Aprilia Racing, ma non vedo l'ora".

Avete già parlato con la VR46 della possibilità di portare il capo tecnico Matteo Flamigni o qualcuno dei suoi ragazzi da voi?
"No, non ne abbiamo ancora parlato. Ci siamo concentrati prima sul mercato piloti, ma quello dei tecnici inizierà a brevissimo. Noi dobbiamo rispettare prima la nostra squadra, ma anche quelle da cui vengono i piloti. Cercheremo di rompere meno equilibri possibile, a meno che un pilota non senta proprio di avere bisogno di qualcuno. Faccio l'esempio di Maverick con Manu Cazeaux, che aveva decisamente bisogno di lui. Comunque non so ancora rispondere a questa domanda, perché la priorità non era quella".

L'approccio verso Bezzecchi quando è iniziato? Come si è arrivati alla firma?
"La verità è che il suo manager, con il quale mi sono trovato molto bene, ci ha approciati già ad inizio stagione. Noi abbiamo prima aspettato la decisione di Aleix, poi il Mugello, quindi ci siamo concentrati sullo smarcare le priorità, che chiaramente erano i piloti. La cosa che mi ha fatto piacere è che è stato tutto molto naturale, nel senso che Marco voleva venire da noi, a guidare la nostra moto, e questo chiaramente fa tanto piacere".

Pensi che Bezzecchi abbia uno stile di guida adatto a quello che richiede l'Aprilia?
"Sulla carta lo vedo bene. Marco è uno che è sempre andato molto forte sulle piste veloci. La nostra è una moto che da quel punto di vista si sposa bene. Le volte che l'ho visto cadere, e mi viene in mente Silverstone l'anno scorso, sono state sempre chiusure d'anteriore perché magari arrivava un po' lungo in frenata, e la nostra è una moto che aiuta da quel punto di vista. Dovremo conoscerci, capire per prima cosa come metterlo in sella, perché l'ergonomia del pilota è una cosa fondamentale e lui sono anni ormai che guida lo stesso tipo di moto. Ci vorrà un minimo d'adattamento, ma spero il meno possibile, perché abbiamo bisogno di portare a casa i risultati in fretta".

Bezzecchi e Massimo Rivola

Bezzecchi e Massimo Rivola

Foto di: Aprilia Racing

Considerato l'ottimo rapporto all'interno del team con Aleix e Maverick, vi sareste mai aspettati una rivoluzione così grande?
"Sinceramente no. Potevo aspettarmi il ritiro di Aleix, ma pensavo e speravo di poter continuare con Maverick. La vittoria ad Austin è stata il raggiungimento di un obiettivo che ci eravamo dati come squadra, ma anche personalmente, di vincere con lui. E' stata una soddisfazione enorme e ora ripetere Austin è quello che vorremmo fare. All'inizio dell'anno non avrei pensato di cambiare i due piloti, ma oggi, per come si è mosso velocemente il mercato, penso che Aprilia abbia fatto un gran lavoro. Quindi non posso che essere molto contento".

Hai dato fiducia a Maverick in un momento difficilissimo per lui e ha continuato a parlare bene dell'Aprilia, poi vi ha mollato così. Ti sei sentito un po' tradito dalla sua partenza? Non te l'aspettavi?
"I piloti sono così ed è giusto che facciano i loro interessi. Sta a noi, nel nostro mestiere, far sì che noi possiamo essere i loro migliori interessi. Non mi sono sentito tradito, come non credo che si sia sentito tradito lui quando abbiamo annunciato Jorge. Al tempo stesso, ogni pilota probabilmente ha bisogno di seguire i propri istinti, le proprie tentazioni, soprattutto uno come Maverick. Noi ci troviamo molto bene con lui. Sappiamo che è un pilota che può avere dei picchi enormi, e Austin ne è stata la prova. Forse ha ritenuto che fosse arrivato il tempo per cambiare. Forse il suo grande obiettivo oggi è arrivare a vincere con quattro Case differenti. Noi però rispettiamo la sua scelta e cercheremo di massimizzare i risultati dei prossimi Gran Premi, perché comunque la stagione davanti a noi è ancora molto lunga".

Ora avete definito la squadra ufficiale, ci puoi dire qualcosa anche su Trackhouse?
"Non ho molto da dire, nel senso che l'accordo con Trackhouse è che siano loro a decidere. Ovviamente noi diciamo la nostra, ma la decisione finale sarà di Davide Brivio e di Justin Marks. E' ovvio che a me piacerebbe continuare con Oliveira e Raul Fernandez, perché sono stati una mia scelta, nella quale credo ancora. Cercheremo di spingere questa decisione, anche perché cambiando noi due piloti avere continuità dall'altra parte sarebbe importante".

Parlando di continuità, ritieni che perdere sia Aleix che Maverick possa essere un problema per lo sviluppo della RS-GP25?
"Ad essere onesti, dobbiamo dare credito a Lorenzo Savadori, che è stato il nostro collaudatore da molti anni finora. La sua moto non sembra molto competitiva quando fa le wild card. Direi che è un po' una nostra vittima. Bisogna avere l'attitudine e l'amore per la propria squadra, la propria fabbrica, il proprio produttore per fare ciò che si deve fare. E finora siamo sempre andati nella direzione giusta. Sicuramente l'aiuto dello stile di guida di Maverick ci ha dato un'ulteriore spinta allo sviluppo perché Aleix era già con noi da molti anni e sicuramente avere un team satellite è stato un altro passo avanti. Presto ci saranno quattro RS-GP 24 e questo sarebbe un altro modo per fare un passo avanti. Ma pensiamo che l'ufficio tecnico ed il team di collaudo di Noale stiano facendo un ottimo lavoro. Ovviamente non è ancora abbastanza e so che non sarà mai abbastanza. Ma contiamo e confidiamo molto nel loro lavoro".

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