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Il direttore tecnico, James Allison, dopo gli ultimi tre GP deludenti ha fatto il punto con la squadra per ritrovare quella competitività che sembra scomparsa. Gli sviluppi hanno reso la freccia nero e argento più difficile da guidare e le voci di mercato non hanno contribuito a rendere i pilotitranquilli. In ungheria la musica dovrebbe cambiare...

George Russell, Mercedes

Il successo di Montreal è stato bugiardo. In modo quasi beffardo, proprio dopo la prima (e finora unica) vittoria stagionale, la Mercedes è entrata in un periodo di difficoltà. Negli ultimi tre Gran Premi ha conquistato meno punti della Sauber, lontanissima non solo dal rendimento della McLaren, ma anche di Ferrari e Red Bull. Nulla a che fare con l’estate 2024, il periodo migliore vissuto dalla squadra nell’era a effetto suolo, ma anche in quel caso fu una fiammata (tre successi in quattro GP) che non ebbe continuità. Nonostante questo, la scorsa stagione sembra essere un benchmark scomodo per la Mercedes 2025.

James Allison, direttore tecnico Mercedes

James Allison, direttore tecnico Mercedes

Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Il gap di performance evidenziato nel weekend di Spa-Francorchamps ha fatto scattare un allarme importante all’interno della squadra. Il debrief di lunedì scorso nella sede di Brackley è stato più lungo del solito e con la presenza di tutti i vertici, piloti inclusi.
“Ci siamo trovati in una situazione in cui tutti i nostri avversari diretti sembrano aver fatto un passo avanti – ha spiegato il direttore tecnico James Allison – dobbiamo capire se davvero c’è stato un improvviso salto in avanti della concorrenza o se siamo stati noi a sbagliare qualcosa. Non è solo questione di tempi sul giro, ma anche di quanto viene riportato dai nostri piloti, entrambi descrivono una monoposto che soffre di instabilità alle alte velocità, sia in frenata che in curva”.

Ad inizio stagione la Mercedes aveva una buona finestra di funzionamento, la messa a punto non era un problema per gli ingegneri, incluso il setup da qualifica. “Non eravamoin grado di rendere difficile la vita alla McLaren – ha ammesso Allison – ma abbastanza per essere competitivi in campionato, ed il tutto era molto più facile da gestire rispetto ad oggi”. Quando sono iniziati ad arrivare i primi sviluppi, la situazione si è complicata. La ricerca della performance è andata a scapito della guidabilità della monoposto, innescando un percorso a ritroso.

I sospetti si sono indirizzati sulla sospensione posteriore introdotta nel weekend di Imola e successivamente a Montreal, una modifica che avrebbe dovuto aiutare a risolvere il problema del surriscaldamento degli pneumatici posteriori. Il successo canadese ha portato gli ingegneri fuori strada.

La nuova ala anteriore che ha debuttato a Spa sulla W16

La nuova ala anteriore che ha debuttato a Spa sulla W16

Foto di: AG Galli

Nel paddock c’è anche chi fa notare che l’involuzione della Mercedes è coincisa con l’introduzione delle nuove normative in materia di flessibilità delle ali anteriori, un passaggio che ha imposto a tutte le squadre di dover reimpostare il bilanciamento delle monoposto. Una valutazione che in modo neanche tanto nascosto ha confermato George Russell. Da qui la ricerca dell’azzardo sul setup (come avvenuto a Spa) nella speranza di pescare un jolly, ma non è questo l’approccio che ci si aspetta da una squadra come Mercedes.

In un momento di certo non brillante sul fronte tecnico è emersa anche una politica non così lineare sul fronte del mercato piloti. È innegabile che Russell stia disputando la sua miglior stagione da quando è in Formula 1, nel girone d’andata nel 2025 è stato probabilmente il pilota più consistente in assoluto. Eppure, George è (ancora oggi) senza un contratto che gli assicuri un sedile per la prossima stagione. Arriverà, è certo, ma non è questo il punto. Russell è stato tenuto sulle spine per mesi, con Toto Wolff infatuato (per la seconda volta in tre anni) dalla prospettiva di poter avere in squadra Max Verstappen.

Come è accaduto due anni fa, anche in questa occasione il quattro volte campione del mondo resterà dov’è, ringraziando Mercedes per avergli offerto una leva perfetta per ottenere sempre più dal suo contratto con Red Bull. Già nel 2014, quando era al suo primo anno in monoposto nel campionato europeo di Formula 3, Jos Verstappen intavolò un'asta tra Marko e Wolff, che portò la Red Bull all’unico rilancio possibile: l’esordio diretto in F.1. Nel 2023 l’alternativa Mercedes consentì a Max di imporsi nella lotta interna scoppiata ad inizio stagione, due anni dopo lo scenario di un possibile passaggio a Brackley ha comportato la spallata finale a Christian Horner.

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Marcel van Dorst / EYE4images / NurPhoto via Getty Images

Ma Verstappen ha mai pensato davvero di voler andare in Mercedes o usa questa opportunità solo per mettere ottenere ciò che vuole in casa Red Bull? L’unico effetto che finora ha avuto questa situazione è quella di non rendere piacevole l’inizio estate di Russell, per lo più in un momento in cui avrebbe meritato un rinnovo per acclamazione. George sarà nel team nel 2026, una stagione in cui dovrebbe essere in corsa per il titolo mondiale.

Se arriverà ci saranno grandi applausi e pacche sulle, con la Mercedes in prima linea ad affermare di aver sempre creduto nel suo pilota, sin dai suoi primi anni nelle formule minori. Se lo scenario sarà differente al punto da non essere accattivante per Verstappen, dovrà sperare che Russell non decida di cambiare aria…

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