F1 | Ferrari: in Ungheria conta il massimo carico e un buon raffreddamento
Federica Cimarosti, aerodinamica del Cavallino dal 2006, ci spiega quali sono le caratteristiche della pista magiara e come è stata preparata la SF-25. Con un solo rettilineo conta avere alte velocità di percorrenza nelle molte curve a bassa e media percorrenza. Importante è dosare la portata d'aria per raffreddare motore e freni.
Ferrari SF-25 dettaglio tecnico
Foto di: Circuitpics.de
Il circuito dell’Hungaroring è noto per il suo layout stretto e tortuoso, con pochissimi tratti ad alta velocità. In che modo queste caratteristiche influenzano il setup aerodinamico della Ferrari SF-25 e quali sono i principali compromessi da affrontare su una pista di questo tipo?
A raccontarcelo è Federica Cimarosti, friulana di Magnago, mamma di due figli, a Maranello dal 2006 in diversi ruoli nel reparto aerodinamico. Ha cominciato con i test in galleria del vento per poi diventare Aerodynamic Team Leader. All’interno dell'Aero Track Group si è occupata di raffreddamento dei freni e dello sviluppo degli pneumatici in galleria del vento, mentre ora affronta una nuova sfida, volta a massimizzare l’integrazione del programma aerodinamico.
Cosa ci possiamo aspettare dalla prossima trasferta?
“L’Hungaroring è uno dei circuiti meno veloci del calendario. Le sue curve lente e a media velocità, unite alla presenza di pochi rettilinei, hanno un impatto significativo sul setup aerodinamico delle nostre vetture. Si tratta di una gara in cui si corre con carichi aerodinamici alti: le monoposto adottano ali posteriori di maggiori dimensioni e angoli più aggressivi sull’ala anteriore, con l’obiettivo di massimizzare la performance nelle numerose curve del tracciato”.
In Ungheria si usa l'ala posteriore da massimo carico vista a Monte Carlo
Foto di: Peter Fox / Getty Images
“Il corretto bilanciamento tra velocità di punta e prestazione in curva è sempre un aspetto cruciale: all’Hungaroring la penalizzazione dovuta all’aumento del drag generato da un assetto più carico è relativamente contenuta, poiché il rettilineo principale è corto e le sezioni da percorrere in pieno sono poche. Questo consente al team di sacrificare la velocità massima a favore di una maggiore deportanza, migliorando i tempi sul giro grazie a velocità di percorrenza in curva più elevate e a una migliore trazione in uscita dalle curve lente”.
“Un maggiore carico aerodinamico contribuisce anche a proteggere gli pneumatici, ma un assetto troppo aggressivo può portare a un degrado più rapido durante lo stint; per questo motivo, anche il grip meccanico e la gestione delle gomme assumono un ruolo fondamentale”.
Ferrari SF-25, dettaglio della nuova sospensione che ha debuttato a Spa
Foto di: AG Galli
Le alte temperature dell’asfalto e i rettilinei brevi rendono la gestione del raffreddamento un aspetto fondamentale a Budapest. Come si bilancia la necessità di un raffreddamento adeguato con l’obiettivo di minimizzare la resistenza aerodinamica in condizioni così impegnative?
“Anche in questo caso si tratta di trovare il giusto compromesso tra le esigenze di raffreddamento e l’efficienza aerodinamica, ovvero tra affidabilità e prestazione. La SF-25 è stata progettata con diverse configurazioni di raffreddamento, pensate per coprire un ampio spettro di necessità, mantenendo sempre il motore e i freni entro limiti di sicurezza, al minor costo aerodinamico possibile (principalmente legato all’aumento di resistenza aerodinamica dovuto a configurazioni di raffreddamento più spinte)”.
“Ogni livello di raffreddamento viene ottenuto attraverso una serie di componenti specifici e modulari sia in ingresso (imbocchi pance, prese d'aria per il raffreddamento dei freni), che in uscita (veneziane, aperture sul cofano motore, camini). Ognuno di questi elementi può essere parzializzato in base alle condizioni operative. Infine, a Budapest il costo aerodinamico dovuto all’aumento della resistenza è meno penalizzante rispetto ad altri circuiti, proprio per l’assenza di lunghi rettilinei, dove la velocità di punta è meno determinante”.
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