F1 | Ceccarelli e l'ombra di Lewis: "Non si parla dei dossier in pubblico"
Secondo il mental coach viareggino il sette volte campione del mondo è giusto che contribuisca con il suo bagaglio d'esperienza alla crescita della Ferrari, ma lo deve fare all'interno del Reparto Corse senza parlare di dossier con la stampa, dando la sensazione di uno scavalcamento dei ruoli. Mentre sulla sfida Piastri - Norris emerge che...
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images
Oscar Piastri a Spa-Francorchamps ha piazzato un cazzotto in faccia a Lando Norris vincendo il GP del Belgio con un sorpasso magistrale che ha stordito l’inglese. Ma l’inglese, poi, montato le gomme hard ci ha provato a fare la rimonta. Come dobbiamo leggere la gara nei boschi delle Ardenne? Lo chiediamo a Riccardo Ceccareli, titolare di Formula Medicine, e apprezzato mental coach...
“Tanto per cominciare c’è stata un’altra doppietta McLaren, e un’altra battaglia Norris-Piastri molto corretta. Sono due piloti che si equivalgono, sono due piloti fortissimi, giovani e con grande potenziale. Se io dovessi esprimere un giudizio da bar, mi verrebbe da dire che Norris forse ha un millesimo di secondo di velocità in più di Piastri”.
“Se è vero che fra i due talentuosi il più veloce resta Norris, bisogna dire che Piastri sa mettere a terra le sue capacità più di Norris. E a Spa ne abbiamo avuta una chiara dimostrazione: in qualifica Lando ha prevalso, ma al primo Oscar ha fatto un sorpasso capolavoro per andare in vantaggio per poi gestire il primato in modo perfetto. Ha portato in fondo la gara pur avendo il dubbio se la gomma media avrebbe retto la distanza. È arrivato in fondo senza sbavature, mentre Lando all’inseguimento qualche errorino lo ha commesso. Il Belgio ci ha dato la perfetta fotografia della situazione”.
Piastri festeggia la vittoria nel GP del Belgio con Norris battuto
Foto di: Andy Hone / LAT Images via Getty Images
È corretto dire che Norris cerca il risultato gara per gara, mentre Oscar costruisce la stagione pensando al titolo mondiale?
“Norris è più spontaneo. Quando scende dalla macchina e sorride alle interviste, anche se è arrivato secondo. L’inglese è ragazzo allegro, spontaneo, come se vivesse ogni GP come un piacere che va al di là del risultato. Piastri ha un’espressione è più volitiva, è un calcolatore che guarda lontano, e punta a finalizzare nel lungo termine. Hanno un body language molto diverso che ci spiega tante cose”.
“Norris ha sempre un sorriso. Sembra più un pilota d’altri tempi, all'americana che si goda l’essere in F1 al di là del fatto che possa vincere o no il mondiale, mentre Piastri si focalizza molto sul risultato".
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Yves Herman / Pool / AFP via Getty Images
L’altro argomento di discussione è Lewis Hamilton, ha commesso degli errori nelle due qualifiche e ha fatto delle dichiarazioni che hanno scatenato una certa reazione perché avrebbe consegnato alla Ferrari due dossier sul come si potrebbe migliorare non solo la costruzione della macchina del 2026 per essere vincente, ma anche intervenire in alcuni reparti che vede necessari di rinforzi. Cosa ne pensi?
“Io credo che dipenda un po' da come vengono fatte le cose. Un sette volte campione del mondo e che ha corso per tanti anni in un team inglese vincente, possa anche portare delle informazioni utili a un team come la Ferrari su tanti aspetti. Però dipende da come lo fai, cioè se ti siedi al tavolo con le persone giuste nel momento giusto e usi le parole giuste avendo programmato degli incontri, degli scambi di opinione, io penso che ognuno possa portare un valore aggiunto”.
“Questi temi dovrebbero rimanere all'interno delle quattro mura del Reparto Corse: preparare i dossier e comunicarlo alla stampa non mi sembra la modalità giusta per voler portare qualcosa di positivo all'interno di un team, anche all'esterno viene visto come uno scavalcamento di ruoli. Quindi io credo che una squadra funzioni bene quando c'è il rispetto dei ruoli”.
“È come se ora la Ferrari facesse un dossier per insegnare a Hamilton come non commettere errori dopo Spa, comunicando alla stampa che un driver coach ha scritto a Hamilton dei consigli di guida. Sarebbe assurdo. All'interno di una squadra ci sono valori che, se utilizzati bene, possono portare soltanto positività. Ma se si utilizzano male possono creare fastidio e andare a rompere quel clima ideale che invece si dovrebbe creare”.
“L’uscita di Lewis mi ha lasciato molto perplesso. Non è stata una cosa bella anche verso Fred Vasseur che è attualmente il team principal.”
Frederic Vasseur, Ferrari
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Vasseur pare venga rinnovato, non si sa per quale durata. I cattivi dicono perché la Ferrari non ha trovato nessuno disposto a prendere il ruolo di team principal che a Maranello è così bollente...
“Sì, ce lo siamo già chiesti quante chance avesse Fred Vasseur di rimanere in Ferrari, considerate tutte le difficoltà che ha incontrato quest'anno. Lo conosco da tanti anni e ho molta stima di lui, per cui non posso che essere contento se gli viene rinnovato il contratto. È chiaro che si riducono i margini di tolleranza perché d’ora in avanti la Ferrari dovrà diventare protagonista. La possiamo considerare, un'ultima chance”.
“Non credo che la Ferrari non abbia trovato nessuno per sostituirlo perché chiunque andrebbe a Maranello di corsa, soprattutto ora che la Ferrari non è vincente: chiunque venisse avrebbe la possibilità di far vedere il suo valore riportando la Scuderia a competere per il Mondiale”.
Negli assetti dalla squadra cresce l’importanza di Jerome D’Ambrosio che è il vice di Vasseur...
“Conosco molto bene anche il belga: l’avevo visto in azione da pilota e abbiamo lavorato insieme. Mi sono convinto che possa fare bene con la Ferrari: se ne parla sempre di più di Jerome D'Ambrosio, lo vedo sempre più nel ruolo di delfino di Fred. Anche perché rispetto a quando è arrivato al Cavallino sono aumentate le responsabilità che gli sono state attribuite”.
“Ipotizzo che dare una chance al binomio possa diventare un’opportunità per vedere se dopo un po' di affiatamento insieme, ci potranno essere dei cambiamenti che potranno aiutare la Ferrari a crescere. La chiave potrebbe essere questa: far crescere Jerome sotto l’ala protettrice di Vasseur”.
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