F1 | La FIA spiega la sua versione: ecco il perché dei ritardi in Belgio
La pioggia ha ritardato il via del GP del Belgio, con partenza lanciata dopo diversi giri dietro la Safety Car. La FIA ha scelto la cautela per motivi di visibilità e sicurezza, in parte anche per quanto concordato con i piloti dopo Silverstone, evitando tra l'altro di far scattare il cronometro delle 3 ore. Ecco le motivazioni della Federazione.
Che alla domenica piovessere era certo e dato per scontato. Ciò su cui i team non erano d'accordo in base alle previsioni era la quantità d'acqua e con quale frequenza sarebbe scesa la pioggia: c'era chi sospettava un acquazzone a intermittenza e chi si aspettava una corsa tendente verso l'asciutto.
La pioggia della domenica mattina, che ha portato anche alla cancellazione della Formula 3, ha fatto temere un ritorno a una situazione del 2021, quando li spettatori assistettero a una "gara" di sole due tornate dietro la Safety Car. Quattro anni dopo, quel copione è stato evitato, ma la corsa è stata tutt’altro che spettacolare, perché da una possibile gara bagnata si è passati a un GP asciutto dove le zone DRS non erano lunge a sufficienza per facilitare i sorpassi, come visto del resto anche nella Sprint di sabato.
Al termine dell’evento, le opinioni nel paddock erano piuttosto contrastanti. Diversi piloti hanno sostenuto la posizione della direzione gara, che ha deciso di attendere, mettendo la sicurezza al primo posto davanti allo spettacolo in base al principio "meglio prevenire che curare". Inoltre, anche Frederic Vasseur ha affermato che è facile giudicare a giochi fatti e che sulla direzione gara pesa comunque una responsabilità che si deve tenere in considerazione.
Foto door: Mark Thompson - Getty Images
C'è chi, però, come Red Bull, Max Verstappen e Lewis Hamilton, ha sottolineato come, invece, il Gran Premio sarebbe dovuto scattare in orario, in un momento in cui in realtà non pioveva, criticando anche i lunghi tempi di attesa per la ripartenza, quando ormai era uscito il sole da quasi trenta minuti. Chiaramente, dal canto loro, sia l'olandese che il britannico avevano tutto l'interesse a correre sul bagnato, essendo tra i migliori in quelle condizioni e avendo un assetto carico che, con gara asciutta, non ha pagato.
In realtà, se si ci si vuole addentrare davvero nel merito, l'assetto più carico ha pagato anche meno di quanto si potrebbe pensare nei pochi giri con le intermedie, perché parte della pista era già asciutta, se non per alcuni punti, come l'Eau Rouge e Les Combes, dove in effetti all'inizio la pista era bagnata. Ma dopo pochi giri, il tracciato si è rapidamente asciugato, tanto che i piloti dopo 5/6 giri sono subito passati alla slick.
In quel caso, a fare la differenza non è tanto l'assetto più carico, che paga in condizioni di vero bagnato offrendo maggior stabilità al posteriore, bensì la capacità di mantenere sotto controllo la temperatura degli pneumatici. Non è un caso che, anche chi avesse un assetto più carico, come lo stesso Hamilton, abbia patito il surriscaldamento del posteriore e questo è uno degli elementi che ha portato Ferrari a spingere per il passaggio alle slick non avendo nulla da perdere.
Safety Car
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
FIA: la partenza posticipata per la visibilità
Ma quali sono i motivi che hanno portato a posticipare l'inizio della gara? Il lungo rinvio è stato il frutto di una serie di circostanze, come emerge dalle informazioni raccolte da Motorsport.com. La FIA intendeva iniziare la gara all’orario previsto delle 15:00, completando dei giri di ricognizione dietro la Safety Car, procedura standard in simili condizioni.
Tuttavia, dopo pochi secondi è subito stata data la bandiera rossa, ancor prima che i piloti giungessero al rilevamento del secondo settore e, a dire il vero, ancor prima che tutto il gruppo completasse il rettilineo del Kemmel, il tratto ritenuto più pericoloso. In parte, la FIA ha ascoltato i primissimi commenti di alcuni piloti, che avevano sottolineato la scarsa visibilità, ma in parte è stata anche una decisione autonoma, quando la direzione gara ha visto le nuvole d'acqua alzarsi proprio sul Kemmel.
A quel punto è stata data bandiera rossa, quasi immediatamente. La FIA ha preso in considerazione l'opzione di ripartire, ma sarebbe stato comunque necessario attendere i 10 minuti di preavviso segnati nel regolamento da dare alle squadre prima di riprendere. Alla fine, l'arrivo di una perturbazione visibile sul radar da diversi minuti ha fatto tramontare l’idea di una ripartenza immediata, fermando la ripartenza ancor prima che si potesse concretizzare.
Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
La questione delle tre ore: quanto ha influito?
Tutto ciò ha sollevato un’altra questione: il cronometro delle tre ore era già partito? Anche tra i team non c’era chiarezza. McLaren ha comunicato a Lando Norris che il tempo in cui deve essere completato il GP non era ancora partito, dato che la gara non era ufficialmente iniziata con la procedura di partenza sospesa.
Di parere opposto Ayao Komatsu e quindi anche il team Haas. L’equivoco è comprensibile: l’articolo 5.4d del regolamento sportivo stabilisce che "se il giro di formazione inizia dietro la safety car, il tempo massimo di tre ore comincia nel momento in cui si accendono le luci verdi per indicare che la safety car lascia la griglia". Questo è accaduto effettivamente alle 15:00, ma la FIA ha chiarito che quell’articolo si applica solo in caso di ripresa della gara, non durante la procedura di partenza iniziale.
Qui emerge un tema interessante: se la gara fosse partita, anche solo dietro la Safety Car, a quel punto sarebbe scattato anche il cronometro delle tre ore e la Formula 1 avrebbe dovuto attendere che la pioggia smettesse di cadere prima di riprendere la corsa. Ipotizzando che la gara fosse rimasta ferma due ore, riprendendo alle 17:00, a quel punto la corsa si sarebbe dovuta concludere entro le 18:00 locali, come avvenne a Suzka nel 2022 quando furono tagliati dei giri per rientrare nel tempo massimo.
Non dando il via alla gara e fermando subito la procedura di partenza, invece, la FIA non ha fatto scattare il cronometro, per cui, anche nel caso la gara fosse partita tardi, vi sarebbe stata potenzialmente la chance di completare l'intera distanza prevista.
Safety Car
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
L'approccio cauto dalla FIA deriva anche da Silverstone
Secondo la FIA, la pioggia dopo la prima interruzione è durata circa mezz’ora. Dopodiché si è atteso ancora un po’ e alle 16:00 è stata mandata in pista la medical car per valutare le condizioni, nonostante in quel momento avesse già smesso di piovere da una decina di minuti e fosse uscito il sole ed è in quella fase che si è perso molto tempo.
Il pilota Alan van der Merwe ha riferito alla direzione gara che c’era ancora acqua stagnante in alcuni punti, specie nella zona di Eau Rouge e del Kemmel e ha consigliato di concedere ai commissari altri dieci minuti per ripulire la pista. Questo ha portato al preavviso di 10 minuti alle 16:10, con l’azione in pista ripresa attorno alle 16:20.
Una volta tornati in pista, l’idea era quella di fare due giri dietro la safety car e, con condizioni ad ogni modo più favoreoli di quelle viste nel primo tentativo di partenza, alcuni piloti hanno spinto per ripartire subito. Al contrario, altri, soprattutto chi era verso la fine del gruppo, hanno suggerito di percorrere qualche altro giro con la Safety Car, in modo da rimuovere parte dell'acqua in pista nei punti critici e migliorare la visibilità.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Peter Fox / Getty Images
Il fatto che il tratto più bagnato fosse proprio quello che porta dall'Eau Rouge al Kemmel, dove in realtà non sono intervenuti i marshal in maniera costante, ha spinto la FIA alla prudenza. Questo per un duplice motivo: da una parte si tratta di un punto "critico" della pista, ma dall'altra è anche conseguenza di quanto successo a Silverstone.
In Gran Bretagna, infatti, diversi piloti si erano lamentati che la direzione gara non avesse subito neutralizzato la corsa quando arrivò la pioggia battente. Inoltre, venne criticato anche il fatto che si decise di anticipare la ripartenza nonostante diversi piloti avessero riportato via radio la scarsa visibilità, come si è potuto notare nell'incidente tra Isack Hadjar e Andrea Kimi Antonelli.
Safety car prolungata: partenza da fermo o lanciata?
Ciò ha spinto la FIA a un approccio più cauto, concordato con i piloti, che però qui si è spinto all'estremo opposto, con una Federazione molto cauta, anche sulla ripartenza, con quella da fermo ritenuta più pericolosa. Tuttavia, l'organo di governo ha dovuto considerare un altro fattore: la quantità di acqua stagnante sulla griglia era differente tra il lato sinistro e il lato destro dello schieramento.
Il lato “pulito” della pista era nettamente migliore, e ciò avrebbe rappresentato un forte svantaggio per metà dello schieramento, tanto che via radio è stato chiesto ai piloti di passare sulla propria casella per rimuovre l'acqua stagnante. Inoltre, la FIA ha fatto sapere che sul lato sinistro c’erano ancora alcune pozzanghere, il che avrebbe potuto creare problemi in caso di partenza da fermo.
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