F1 | Mercedes nel buco nero: riunione d’emergenza a Brackley per correggere la W16
La Stella è sprofondata in una crisi tecnica evidente: dopo il difficile weekend a Spa, il team ha convocato una riunione d’emergenza a Brackley per analizzare il crollo della W16. Al centro del confronto ci sono il retrotreno nervoso, il bilanciamento instabile e gli sviluppi. Sul tavolo c'è l'idea di fare un passo indietro sulle novità.
Il difficile weekend di Spa è stato uno dei punti più bassi della stagione per la Mercedes, non tanto dal punto di vista del mero risultato, perché George Russell è riuscito a portare a casa un ottimo sesto posto per come si era messo il fine settimana. Nelle sessioni sprint, infatti, erano emerse tutte le criticità della W16, parzialmente ribaltate il sabato pomeriggio con uno splendido giro del britannico in qualifica.
Tuttavia, al di là del risultato finale, è chiaro che negli ultimi appuntamenti la Mercedes abbia compiuto un chiaro passo indietro sul fronte della competitività, anche su quelle piste con basse temperature che sulla carta dovevano permettere alla W16 di superare i suoi problemi di gestione termica delle gomme, a conferma di come il problema sia ben più profondo.
Il weekend negativo di Spa ha spinto la Stella a organizzare una riunione d’emergenza nella sede inglese di Brackley, dove viene realizzato il telaio della monoposto, cercando di individuare assieme di due piloti le cause e le conseguenze di una crisi che vede Mercedes in una sorta di buco nero che, weekend dopo weekend, la trascina sempre più giù.
George Russell, Mercedes
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Dopo un inizio di stagione promettente, in cui si era inserita come una delle principali antagoniste della Red Bull insieme alla McLaren, tanto da restare a lungo seconda forza nel costruttori e da permettere a George Russell di salire sul podio in quattro delle prime sei gare, la situazione si è complicata.
Anche il buon risultato ottenuto in Canada, con la vittoria e il terzo posto in una pista che valorizzava le qualità della W16, su un asfalto che toccava i 50°C, non ha invertito la tendenza: il rendimento generale è calato, culminando in una prestazione opaca a Spa, tale da portare a un confronto interno. Il problema è che, al di là dell’exploit a Montréal, per Mercedes sta diventando impossibile anche lottare con Ferrari e Red Bull.
"La prestazione è stata molto deludente. Dobbiamo davvero capire cosa stia succedendo e perché abbiamo fatto un passo indietro così grande. Queste condizioni, in teoria, dovrebbero essere ideali per noi e per la nostra macchina. Invece, ancora una volta, è stata la peggior prestazione della stagione. Faremo una lunga riunione questa settimana per cercare di capirci qualcosa”, aveva spiegato Russell dopo la gara di Spa, dove ha osservato sia Max Verstappen che Charles Leclerc solo da distante.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Il problema principale identificato dal team riguarda la mancanza di stabilità del retrotreno in ingresso curva, un aspetto che sta mettendo in difficoltà entrambi i piloti e, ancor di più, Andrea Kimi Antonelli, alla sua prima stagione in F1 e che non ha, per ovvie ragioni, la stessa esperienza e sensibilità al volante del suo compagno di squadra, che ormai conosce bene queste vetture.
Il sospetto della Mercedes è che alcune novità portate negli ultimi Gran Premi abbiano inavvertitamente peggiorato il bilanciamento della vettura, allontanandola da una finestra di funzionamento efficace, un po’ come avvenuto negli ultimi anni in Aston Martin dove, per tentare di aggiungere carico aerodinamico e migliorare le performance, la monoposto è diventata sempre più sbilanciata e difficile per i piloti.
Ciò avviene soprattutto nelle curve ad alta velocità, che avevano rappresentato un po’ il punto di forza della Stella fino ad ora, come dimostrato in qualifica a Jeddah o a Imola, appuntamenti in cui era stata in grado di inserirsi nella lotta per la pole position. Sebbene sul giro secco la W16 fosse più rapida, ciò non vuol dire che non vi fosse una carenza di carico, specie nei tratti ad altissima velocità.
Andrew Shovlin, direttore dell’ingegneria in pista di Mercedes, ha spiegato che il team sta cercando di individuare quale modifica abbia innescato questo declino prestazionale: "A inizio anno avevamo una macchina che funzionava bene su quasi tutti i circuiti. In generale, lottavamo per la seconda fila, se non per la prima”.
George Russell, Mercedes
Foto di: Erik Junius
“È probabile che qualche modifica sulla vettura ci abbia fatto perdere terreno, e dobbiamo tornare a una base più stabile, dove tutto funzioni in modo più regolare”, ha aggiunto il britannico. Ciò vuol dire dover fare un passo indietro, come successo lo scorso anno, quando verso la pausa estiva un nuovo fondo venne bocciato perché non aveva restituito quanto sperato.
Il problema di fondo è che ora la vettura è diventata nervosa, instabile e spesso sbilanciata. Tra i fattori finiti sotto osservazione c’è anche la modifica all’ala anteriore resa necessaria dalla direttiva tecnica imposta dalla FIA a partire dal GP di Spagna. Quella tipologia di ali serviva proprio per bilanciare meglio la vettura nei tratti veloci, riducendo quell’instabilità in ingresso al posteriore.
George Russell ha lasciato intendere che quel cambiamento potrebbe aver avuto conseguenze negative più ampie sul bilanciamento generale della monoposto: "Abbiamo preso una direzione diversa dopo quella gara per affrontare le modifiche richieste all’ala anteriore, e chiaramente da quel momento in poi abbiamo fatto un passo indietro enorme," ha spiegato.
"Potrebbe bastare tornare a qualcosa che usavamo all’inizio dell’anno. Ovviamente non si può tornare indietro con l’ala anteriore, ma per quanto riguarda il resto dell’assetto, non so. È davvero strano il modo in cui siamo regrediti così tanto”, ha aggiunto il pilota britannico. Non bisogna scordare che la Mercedes era una di quelle squadre che più aveva investito su quella tipologia di ali anteriore flessibili.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Shovlin, però, ha invitato alla prudenza, sottolineando che il problema sia più ampio e non riconducibile solo a quel particolare tema. Come raccontato, infatti, anche da Imola, prima che venisse introdotta la direttiva sulle ali, Mercedes stava già sperimentato sul setup, tra alti e bassi, anche se la macchina non sembrava avere lo stesso carattere nervoso visto nelle ultime settimane o, quantomeno, non in maniera così marcata.
"È probabile che per chiunque la direttiva tecnica sull’ala flessibile abbia peggiorato la stabilità. Ma avevamo già questa nuova ala a Montreal, e lì ha funzionato bene. Il fatto è che altri riescono a bilanciare meglio le proprie vetture. Quindi, senza dubbio, c’è una soluzione anche per noi. Stiamo esaminando tutti i passi che abbiamo fatto nello sviluppo della macchina nelle ultime gare. Non è cambiata solo l’ala anteriore, e sono sicuro che abbiamo ancora tanto da imparare”.
Shovlin ha evidenziato come il confronto diretto con Russell e Antonelli, che più sta patendo l’instabilità in inserimento della W16, possa aiutare a individuare l’area tecnica in cui la W16 ha perso competitività, magari già con qualche intervento in vista di Budapest, anche se è decisamente più probabile che per vedere modifiche di un certo peso bisognerà attendere il ritorno dopo la pausa estiva.
"Sì, è possibile cambiare alcune cose in vista di Budapest. Quanto in profondità andremo dipenderà da quali componenti abbiamo a disposizione. Abbiamo cambiato davvero molto ultimamente, quindi sarà importante l’incontro con i piloti per analizzare tutto ciò che abbiamo fatto durante l’anno e assicurarci che i nostri sforzi siano mirati alle aree giuste, senza modificare elementi solo per il gusto di farlo”.
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