F1 | Mercedes: il carico delle novità si sente, ma qui cambia la finestra d'assetto e la W17 diventa un puzzle
Il pacchetto di novità ha dato carico nelle curve veloci, qualcosa di cui si sentiva la mancanza. Tuttavia, la W17 è sembrata piuttosto difficile da leggere su una pista con caratteristiche particolari, senza aver trovato davvero la quadra a livello di setup come mostrato anche dai vari errori. La sensazione è che ci sia ancora margine da estrarre.
Dopo quattro mesi di attesa, finalmente Mercedes ha portato il suo secondo sostanzioso pacchetto di novità tecniche nel corso di questa stagione e, naturalmente, le aspettative alla vigilia erano molto alte, anche perché è chiaro che con questo pacchetto i tecnici abbiano cambiato anche determinati aspetti della filosofia della vettura.
George Russell lo aveva anticipato già al giovedì che sarebbe cambiato un po’ anche il modo di guidare la vettura e, certamente, serve tempo per ottimizzare un pacchetto con un obiettivo molto chiaro: avere a disposizione maggior carico aerodinamico, di cui ormai si sentiva la carenza rispetto ai rivali nelle ultime gare, senza però penalizzare quelle doti in tema di efficienza che hanno fatto la fortuna della W17 in questo campionato.
Per ora, il venerdì è sembrato abbastanza in salita per la Stella. In FP1 la W17 non sembrava essere così efficace sulla lunga distanza, mentre nel secondo turno di libere, più che il ritmo gara, il vero limite lo si è visto sul giro secco, dove i piloti sono stati autori di diversi bloccaggi e lunghi. Anche per questo a fine giornata i due piloti Mercedes hanno siglato il miglior tempo non con la soft, bensì con la media.
George Russell, Mercedes
Foto di: Alex Bierens de Haan / LAT Images via Getty Images
Data la configurazione del tracciato, le gomme che si tendono a surriscaldare e l’intensità del vento che è aumentata progressivamente nel corso della sessione, tutti hanno incontrato delle difficoltà, ma tra i team di vertice Mercedes è sembrata la squadra che ne ha patito maggiormente questi problemi, sia nella simulazione di qualifica che sul long run. Anche per questo trovare il modo di usare il carico extra delle novità è così cruciale.
Tanti bloccaggi e sottosterzo per proteggere il posteriore
Per dare un riferimento, durante il suo giro con la soft, George Russell è arrivato lungo all’ultima staccata finendo all’ingresso della pit lane, complice anche il rifacimento di quella curva qualche anno fa con un camber negativo che spinge i piloti verso l’esterno, mentre Andrea Kimi Antonelli ha sbagliato in due punti differenti: la frenata di curva 1 e quella della 14, dove solo in quest’ultimo tratto ha perso 4 decimi.
In un giro segnato dagli errori, Antonelli era comunque riuscito a siglare il tempo record nell’intertempo centrale, poi battuto solo da Isack Hadjar per qualche millesimo. Segnali che portano a due conclusioni: la prima è che Antonelli ha patito troppo sottosterzo in ingresso e percorrenza curva e che serve ancora trovare il bilanciamento, in parte dovuto al voler proteggere di più il posteriore dopo i riscontri nella FP1, in parte perché, come aveva anticipato ieri Russell, le novità hanno cambiato un po' le caratteristiche della W17.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Il secondo è che nelle curve in cui serve carico, Mercedes ha effettivamente compiuto uno step in avanti, ma sarà abbastanza? “Tutto sta funzionando come previsto. I piloti hanno confermato di percepire la differenza nelle curve ad alta velocità”, ha detto Bradley Lord, vice-Team Principal Mercedes.
“Il quadro competitivo qui, su un circuito con molto più contenuto di curve medio‑veloci e veloci, credo assomigli più a quello visto in Ungheria che non a quello della scorsa settimana a Baku. Le gomme stanno faticando moltissimo, fa davvero caldo. Si surriscaldano sulla superficie e anche la temperatura interna è elevata. Chi riuscirà a gestire meglio questa sfida sarà quello che prospererà nel weekend”.
Più che la posizione di partenza, qui sarà fondamentale la gestione delle gomme durante la gara. E qui esce un po' il tema di fondo. Chi aveva carico da sfruttare, lo ha dimostrato sui long run, mentre chi ha faticato a centrare la finestra ideale, come Mercedes, si è ritrovato a rincorrere per proteggere il posteriore da quel degrado visto in FP1.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Srinivasa Krishnan
Su una pista complessa serve una W17 diversa
Rispetto alla FP1, Mercedes sembra aver compiuto un salto avanti, ma è logico che rispetto a Baku qui ci si confronta anche con un terreno molto diverso, dove il carico puro ha un ruolo molto più impattante. La Stella ha sempre avuto un telaio molto efficiente e questo ha aiutato a stare davanti, ma nel corso degli ultimi mesi non si può negare come altri team abbiano compiuto un salto avanti importante in termini di carico puro, superando la W17.
Secondo gli ingegneri, al momento più ciò che manca davvero alla Stella è soprattutto riuscire a trovare una finestra di funzionamento ideale lato setup, con la convinzione di avere ancora del margine da estrarre in vista di domani. Con una pista molto sporca, scivolosa, che porta al surriscaldamento e il degrado più alto della stagione, le macchine lavorano in una finestra un po' diversa dal solito e centrare subito il setup ideale non è immediato, ancor di più quando i rivali crescono e il margine si assottiglia.
“Penso che, come squadra, non abbiamo ancora portato la macchina davvero dove dovrebbe essere e dobbiamo fare alcune modifiche di set‑up perché siamo un po’ off-pace. Sento il carico aerodinamico in alcune curve, ma con questo livello di surriscaldamento e degrado delle gomme finisce per contare più di tutto il resto. È più una questione di set‑up che dell’aggiornamento in sé. Le vetture stanno operando in una finestra piuttosto diversa rispetto al solito, e credo che noi, come squadra, non siamo riusciti a portare la nostra esattamente nel punto in cui doveva essere oggi”.
C’è poi anche un altro tema. Sui rettilinei, almeno per ora, la W17 non ha mostrato nessun particolare vantaggio rispetto alla concorrenza, quello che era sempre stato il suo vero punto forte e anche quanto guadagnato sul rettilineo di partenza in realtà vale pochi centesimi. C’è del potenziale da sbloccare lato motore, ma non è l’unica area in cui dover cercare: per questo che serve lavorare sul setup per decifrare il puzzle della W17.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments