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Formula 1 GP del Giappone
F1 | Aston, Stroll lento a Suzuka: l'ala più carica non ha pagato
Il fine settimana di Lance Stroll in Giappone purtroppo non è stato di quelli da ricordare, in cui non ha ottenuto il risultato sperato. Dopo una qualifica chiusa nelle ultime file, il canadese ha provato la rimonta in gara, ma l'ala troppo carica, diversa da quella di Alonso, non ha giocato a suo favore nei sorpassi. Ecco come ha influito.

Gianluca D'Alessandro
Pubblicato: 10 apr 2024, 09:20
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Il fine settimana di Lance Stroll purtroppo non è stato di quelli da ricordare in questo avvio di stagione, dato che il canadese ha concluso il Gran Premio del Giappone fuori dalla zona punti. A pesare in modo negativo sono stati diversi elementi, come le difficoltà a adattarsi al nuovo pacchetto introdotto proprio a Suzuka, testato da Stroll durante le libere del venerdì, ma anche una qualifica deludente che lo ha suo malgrado rilegato nelle ultime file dello schieramento.
Durante la gara, forte di un passo potenzialmente migliore degli avversari, ha tentato di risalire la griglia, ma ritrovarsi indietro comporta sempre grosso difficoltà a partire dal dover effettuare sorpassi sui rivali diretti per la top ten. Sfruttando anche una strategia aggressiva che lo ha visto partire con la soft, il pilota della Aston Martin è stato in grado di recuperare qualche posizione, fino a riportarsi al dodicesimo posto alle spalle di Yuki Tsunoda e Valtteri Bottas.
La decisione del team di posticipare il primo pit stop rispetto alle altre squadre di midfield che avevano preso il via sulla mescola più tenera, così come il fatto che diversi piloti avessero scelto una mescola più dura e flessibile per allungare lo stint di apertura della gara, tra cui Pierre Gasly e Logan Sargeant, ha fatto sì che Stroll sia poi nuovamente scivolato in sedicesima posizione.
Lance Stroll, Aston Martin AMR24
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Il canadese ha provato di tutto per risalire la classifica, inclusa una strategia alternativa a tre soste, nata tenendo a mente proprio le difficoltà nel sopravanzare gli avversari, tra cui le basse velocità di punta sui rettilinei rispetto agli avversari.
“Quella delle tre soste è stata una decisione quasi disperata per cercare di ottenere un punto, perché abbiamo fatto due soste non ottimali e poi mi sono trovato dietro a Tsunoda, undicesimo, con lo stesso tipo di gomme. A quel punto tutto diventa molto complicato e qui è già difficile sorpassare”, ha spiegato lo stesso Stroll a fine gara, prima di menzionare la mancanza di velocità sugli allunghi come uno dei vari problemi che hanno ostacolato la sua rimonta. Data le serie difficoltà nel compiere delle manovre sugli allunghi, Aston Martin ha provato anche a giocare a livello tattico, stravolgendo la strategia per passare alle tre soste contro le due degli avversari.
L’idea è nata perché Stroll si trovava con le stesse gomme di Tsunoda, le hard, di fatto anche cambiate nello stesso giro, per cui non vi era alcun delta di pneumatici da sfruttare. La scuderia di Silverstone ha quindi deciso di fermare il canadese dopo soli dodici giri sulla mescola più dura per montare addirittura la soft, con cui ha poi dovuto completare quasi 20 tornate. Non è un caso, infatti, che Stroll abbia completato parte dei suoi sorpassi in curva, tra cui anche un paio di belle manovre nella sequenza veloce del primo settore, come quella su Esteban Ocon nel corso del diciassettesimo giro all’esterno di curva sei.
Lance Stroll, Aston Martin AMR24
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
“Con la nostra mancanza di velocità in rettilineo non mi sembrava possibile rimontare, quindi abbiamo pensato di fermarci, montare una gomma soft e provare a riprendere Tsunoda alla fine. Ma la gomma poi è calata e abbiamo perso un'altra posizione”.
Durante la stessa gara, Stroll si è lamentato in maniera chiara delle difficoltà della AMR24 sul rettilineo, tanto da aprirsi via radio dicendo un messaggio che quasi ricorda un altro famoso messaggio detto qui a Suzuka nel 2015, ovvero quel “GP2 Engine” pronunciato da Alonso in un momento di frustrazione: “È incredibile quanto sia scarsa la nostra velocità sul rettilineo. È come una categoria diversa!", ha detto Stroll via radio.
Parte dei problemi accusati dal canadese sugli allunghi sono stati causati da un’ala posteriore forse fin troppo carica, che probabilmente avrebbe potuto essere efficace in aria pulita, ma che nel traffico ha invece rappresentato un handicap nel raggiungimento di massime più alte.
Confronto delle ali sulle vetture di Alonso e Stroll nel fine settimana di Suzuka
Foto di: Aston Martin Racing
“È stata davvero dura per la velocità in rettilineo. Credo che oggi avessimo un'ala posteriore sbagliata sulla macchina. Ho dovuto fare tutti i miei sorpassi alla curva 6. Non riuscivo a superare nessuno sui rettilinei, proprio per la mancanza di velocità. Credo che oggi avremmo potuto fare diversamente per quanto riguarda la strategia”, ha poi aggiunto il pilota della Aston Martin.
In realtà, Aston Martin ha portato due diverse specifiche per Suzuka, con un’ala più scarica, poi usata da Alonso sia in qualifica che in gara, e una più carica, quella utilizzata da Stroll. In realtà, entrambi i piloti hanno provato tutte e due le soluzioni a disposizione, ma dopo aver testato la configurazione più scarica anche in FP3, Stroll ha scelto di tornare su quella più carica che garantiva maggior supporto in curva, a discapito chiaramente di qualche km/h di velocità sui rettilinei.
Ad esempio, osservando i riferimenti in qualifica tra i due colori della scuderia britannica, si può notare come la differenza di velocità a DRS aperto prima della staccata di curva 1 sia di 4 km/h, mentre rimane leggermente più contenuta su altri allunghi in cui non era possibile sfruttare l’ala mobile, scendendo attorno ai 2 km/h.
Le difficoltà in rettilineo, così come quelle nel sopravanzare gli avversari, hanno fatto sì che Stroll sia stato costretto anche a stravolgere anche la strategia puntando su qualcosa di diverso, ma alla fine poco è cambiato all’atto pratico, dato che ha subito anche la rimonta di Nico Hulkenberg: “Nel complesso è stato un fine settimana difficile, sia ieri che oggi. È stato uno di quei weekend da dimenticare”, ha raccontato il canadese.
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