F1 | Aston: Alonso e la strategia sono le chiavi del buon weekend
Anche in Giappone Alonso è stato tra i protagonisti del fine settimana, ma questa volta senza le polemiche viste dopo l'Australia. Lo spagnolo ha disputato un gran weekend in cui Aston ha portato degli aggiornamenti, difendendo astutamente il sesto posto, ma alla base di questo risultato c'è anche la strategia aggressiva scelta dal team.
Sia Fernando Alonso che Mike Krack, Team Principal dell’Aston Martin, sono concordi che in Giappone il team britannico sia riuscito a conquistare qualcosa in più rispetto a quello che, tendenzialmente, è il valore della AMR24. La nuova monoposto, infatti, non è certo quella che nel 2023 impressionò tutti per le sue performance e la sua costanza, per cui anche per la stessa Aston Martin si tratta di sfruttare ogni occasione che propone la pista.
Curiosamente, inoltre, dodici mesi dopo la tendenza si è invertita e la AMR24 si è dimostrata più efficace sul giro secco che sulla lunga distanza, tanto che anche Fernando Alonso ha sottolineato come il team debba iniziare a lavorare concretamente per migliorare il passo gara.
Aston Martin si è presenta a Suzuka con un pacchetto che, secondo i piloti, effettivamente ha dato qualcosa in più e sembra funzionare come sperato. Il condizionale, chiaramente, è d’obbligo in questo caso, in parte perché, come sottolineato dalla stesso Team Principal, si tratta solamente di una gara, un riferimento troppo esiguo per tirare delle conclusioni definitive, in parte perché l’andamento altalenante del 2023 dimostra come sia necessario procedere con cautela nel valutare le novità.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24 Oscar Piastri, McLaren MCL38
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Tuttavia, non sempre è semplice riuscire a fare la differenza solo in termini di passo puro, soprattutto contro vetture sulla carta più veloci, per questo alle volte è fondamentale giocare di strategia. Proprio su questo aspetto, Aston Martin ha giocato di fantasia in Giappone, facendo le scelte giuste e sfruttando al meglio le occasioni che si sono create.
Come anticipato prima della gara, Aston Martin era tra quelle squadre che aveva effettuato una scelta differente in termini di set da lasciare per il fine settimana, tenendo da parte un set di soft nuovo. Anche se non garantiva buone prestazioni sulla lunga distanza, la scelta della mescola tenera poteva rivelarsi particolarmente interessante nella primissima parte di gara, dato l’ampio gap prestazionale in termini di grip tra la soft e la media.
In generale, per quanto il degrado della soft sia stato molto marcato, secondo gli ingegneri Pirelli il delta a favore della mescola tenera nei primi 5 giri di gara potenzialmente sarebbe andato a compensare il tempo perso per consumo fino al decimo passaggio, indicato come il momento ideale per il primo pit stop. Tuttavia, il grip aggiuntivo garantito nelle prime 5 tornate avrebbe permesso di essere più aggressivi in partenza o nel primo stint.
Per Aston Martin, che quest’anno ha dimostrato una tendenza nel ben figurare in qualifica, anche grazie a un DRS più efficiente che in passato, la scelta della soft avrebbe permesso di difendere la posizione conquistata al sabato, mantenendo alle spalle vetture potenzialmente più veloci. Così è stato nelle due partenze e, già dal principio, Alonso è così stato in grado di conservare un ottimo quinto posto su cui continuare a costruire la sua corsa. Anzi, la bandiera rossa paradossalmente ha quasi rappresentato un vantaggio, perché ha permesso di accorciare la gara di un paio di giri, riducendo così lo stress di pensare a come dover gestire gli altri due stint.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24, Oscar Piastri, McLaren MCL38
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
“Ovviamente anche quando si parte con le soft, se c'è un'interruzione o una Safety Car, questo aiuta sempre a fare una fase di introduzione delle gomme più lenta. D'altra parte, come è noto, statisticamente abbiamo avuto molte Safety Car all'inizio della gara. Si è trattato quindi di scelte strategiche”, ha raccontato Krack alla fine della corsa.
In realtà, durante la fase di bandiera rossa, Aston ha pensato anche a qualcosa di differente in termini di strategia, non escludendo nemmeno la singola sosta, ma alla fine si è deciso di confermare la tattica originale, ripartendo sulla morbida: “La possibilità di cambiare strategia durante la bandiera rossa è una cosa di cui abbiamo discusso a lungo. Ma poi abbiamo deciso di non modificare nulla. E credo che alla fine, specie se si guarda a quello che ha fatto la Mercedes, che ha cercato di arrivare alla fine con due hard, la nostra è stata la scelta giusta”.
Sfruttando quel grip aggiuntivo, Alonso è stato in grado di gestire bene il primo stint, fino al momento della sosta. Aston ha centrato la finestra ideale, ma in realtà tutto ciò è nato dalla McLaren, che ha dato il via al valzer dei pit stop con un effetto a cascata. La squadra di Woking è stata la prima a fermarsi con Norris, mentre nel giro successivo è rientrato ai box anche Oscar Piastri, il quale si trovava proprio alle spalle di Alonso.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Il problema è che l’australiano è rientrato nel traffico, di fatto scongiurando un possibile tentativo di undercut. In questo caso, l’idea della scuderia inglese era quella di provare a sopravanzare Alonso pensando di avere un passo più convincente, sfruttare il fatto di avere due hard per allungare gli stint e mettere sotto scacco gli avversari più diretti, ma la strategia non si è rivelata propriamente efficace. Il traffico ha dato l’opportunità ad Alonso di riposizionarsi nuovamente davanti nel momento del suo pit stop, per poi affrontare il resto della corsa in due stint con mescole differenti: media e hard.
È però interessante sottolineare come nel secondo stint, Alonso in effetti sia stato in grado di mantenere un buon passo nei confronti di Piastri, fino ad allungare intorno ai quattro secondi il proprio vantaggio. È proprio in questo momento che McLaren ha provato, nuovamente, a giocarsi un’altra carta, come nel caso di Norris forse più in una sorta di scelta forzata per tentare il tutto per tutto che per ottimizzare al meglio la strategia. Piastri è tornato ai box alla fine del trentaduesimo giro, quando mancavano ancora oltre una ventina di passaggi alla bandiera a scacchi.
La speranza era che, su una mescola differente come la hard, Alonso non avesse il medesimo passo avuto in precedenza con la media, avvicinando così le prestazioni tra le due vetture. Per questo McLaren ha scelto nuovamente di forzare la sosta anticipando i tempi, sfruttando il grip aggiuntivo offerto dalla gomma nuova per tentare di riavvicinarsi. In effetti, nei primi giri dello stint Piastri è riuscito a richiudere buona parte del gap accusato in precedenza, avvicinandosi allo spagnolo, fino a portarsi in zona DRS.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
A quel punto è uscita fuori tutta l’esperienza e il talento del due volte campione del mondo, che è stato in grado di gestire l’australiano fino alla bandiera a scacchi. Fondamentale è stata anche la tattica di gestione delle Mercedes, in rimonta dopo aver sbagliato la strategia nella prima parte di gara: Alonso ha cercato costantemente di dare a Piastri il DRS, mettendo così il pilota della McLaren nelle condizioni di provare a difendersi quanto più a lungo possibile, come una sorta di scudo. Il sorpasso è arrivato solo nell’ultima tornata della corsa, di fatto privando George Russell della possibilità di andare ad attaccare anche Fernando Alonso.
“Se guardiamo al passato e a questo avvio di stagione, siamo stati, in media, la quinta squadra più veloce. Forse a volte la quarta, il che significa che di solito si lotta per le posizioni dalla settima alla decima. Ma per ottenere la posizione in pista bisogna qualificarsi bene. Quindi, da questo punto di vista, credo di essere d’accordo con Fernando, abbiamo conquistato più del previsto”, ha aggiunto Krack, commentando la performance dello spagnolo, che ha inserito il weekend tra i migliori della sua carriera.
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