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F1 | McLaren: strategie poco efficaci, ma Stella difende il team

Andrea Stella ha difeso la strategia adottata dalla squadra per Lando Norris durante il Gran Premio del Giappone, che di fatto è costata al britannico quantomeno il quarto posto. Secondo il Team Principal, la tattica così aggressiva in termini di soste anticipate è stata pensata per lottare per il podio, ma di fatto si è rivelata controproducente.

Lando Norris, McLaren MCL38

I primi tre Gran Premi della stagione avevano visto Ferrari affermarsi come seconda forza in ognuno dei tre eventi. Nonostante non avesse il passo della Rossa, in Australia la McLaren non era poi così distante dalla scuderia del Cavallino e vi era la speranza che la pista di Suzuka, tra le più adatte del calendario alla MCL38, potesse cambiare i valori in campo.

In effetti, al sabato Lando Norris è stato in grado di conquistare un bel terzo posto mettendosi alle spalle la prima SF-24 di circa due decimi. La Rossa si è dimostrata molto competitiva nel secondo settore, ma non altrettanto nel primo intertempo, in parte per le difficoltà evidenziate nella gestione delle coperture nel giro secco, sia dal punto di vista del warm-up che di amministrazione durante l’intera tornata, tanto che i piloti hanno provato anche approcci differenti nel corso della qualifica.

McLaren era consapevole che, dai dati del venerdì e del sabato, potenzialmente la scuderia di Maranello avrebbe avuto un buon passo gara, anche se rimaneva l’incognita carburante e mappature utilizzate. La speranza era comunque quella di poter centrare il podio e mettersi alle spalle le due SF-24, soprattutto quella di Carlos Sainz, il quale partiva dalla quarta casella sulla griglia di partenza.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Ferrari e McLaren, inoltre, avevano opzioni differenti in termini di set a disposizione della gomma: se la squadra italiana poteva contare su due treni di medie e solo uno di hard, il team inglese si trovava nella situazione opposta, con due set di gomme a banda bianca e solo uno di quella media. Una scelta che, secondo McLaren, avrebbe dovuto garantire maggior flessibilità strategica, soprattutto nel caso i valori di degrado riscontrato fossero stati superiori alle aspettative.

Partendo con la media, Norris ha mantenuto la sua terza posizione conquistata in qualifica, per quanto alle sue spalle Sainz sia sempre stato in grado di rimanere sotto il secondo e mezzo di distacco. Tuttavia, in realtà, il britannico è stato uno dei primi a fermarsi nel corso dell’undicesimo giro, ovvero percorrendo solo una decina di giri sulla gomma media. Una sosta molto anticipata rispetto a quelle che erano anche le previsioni della stessa Pirelli, che per uno stint così breve in realtà aveva suggerito la soft, dato che il rapporto tra prestazioni extra in termini di grip e degrado sarebbe andato quasi a favore della mescola più morbida, come fatto da Fernando Alonso e altri piloti di centro gruppo.

Chiaramente, anticipare così tanto la sosta ha permesso agli altri di provare a estendere, se pur non in modo così marcato, perché le due soste in sequenza delle MCL38 hanno poi avuto un effetto a cascata anche sulle altre squadre, a partire dalla Aston Martin. Dopo la corsa, Stella ha spiegato le motivazioni di questa strategia così aggressiva: “Credo che fossimo un po' a corto di opzioni perché, quando abbiamo fermato Lando all'inizio, sapevamo che la Ferrari era pronta a farci un undercut”, ha raccontato il Team Principal della McLaren.

"Quindi abbiamo voluto giocare d'anticipo. Avevamo due set di dure, quindi potevamo fermarci in anticipo, e fermando Lando in anticipo volevamo vedere se potevamo puntare al podio? E abbiamo anche cercato di capire se possiamo puntare a battere Perez”.

Lando Norris, McLaren MCL38, Carlos Sainz, Ferrari SF-24, Fernando Alonso, Aston Martin AMR24

Lando Norris, McLaren MCL38, Carlos Sainz, Ferrari SF-24, Fernando Alonso, Aston Martin AMR24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

"Abbiamo pensato che valesse la pena provarci. In definitiva, questo ci ha portato a fare una gara che poteva essere stata leggermente svantaggiosa dal punto di vista del tempo complessivo [della gara], ma credo che sia valsa la pena provarci. Quindi, da parte di Lando, siamo felici di aver voluto provare a finire sul podio".

Come ha giustamente sottolineato Stella, la strategia provata con Norris è stata di fatto mal ottimizzata, spinta prevalentemente dal fatto di avere due set di gomme hard con cui provare ad allungare gli stint. La speranza era che il tempo guadagnato a inizio di ogni stint anticipato e il degrado più contenuto della mescola più dura potesse in qualche modo andare a compensare l’offset a sfavore in termini di vita delle coperture creato rispetto agli avversari.

Dagli otto secondi di distacco accumulati da Norris nel momento della sua prima sosta in cui ha optato per le medie contro le hard del britannico, Sainz è stato in grado di ricucire il distacco sotto i due secondi, avvicinandosi così pericolosamente alla McLaren. Un aspetto menzionato anche dallo stesso Andrea Stella, il quale ha però voluto rimarcare anche il ruolo di Leclerc, che in quel momento si trovava di fronte a Norris, quasi in procinto di effettuare quella che sarebbe stata la sua unica sosta.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

“La tempistica della seconda sosta è stata forzata da Leclerc. Inoltre, Carlos si stava avvicinando a Lando”, ha raccontato il Team Principal, senza però andare nei dettagli. Forse il dubbio era che Leclerc potesse fare in qualche modo da tappo permettendo allo spagnolo di riavvicinarsi? Come già discusso prima della corsa, l’opzione della singola sosta era stata lasciata più sullo sfondo, non perché non fosse possibile, ma perché in termini di tempo complessivo non sarebbe valsa una tattica a due soste. Dato che quella avrebbe dovuto comunque essere la finestra ideale per la sosta del monegasco, il suo ruolo sembra passare più in secondo piano.

È vero che, invece, Sainz avrebbe potuto tentare l’attacco in pista, più che un vero undercut, perché ciò avrebbe esposto lo spagnolo a un lunghissimo terzo stint senza una reale motivazione. In quel caso gli scenari della corsa sarebbero cambiati ed è per questo che, ancora una volta, la squadra di Woking ha voluto tentare qualcosa di differente, anticipando notevolmente la sosta di Norris.

Per dare l’idea di quanto sia stato anticipato, basti pensare che il britannico ha percorso 14 giri sulla hard, che grossomodo corrisponde alla distanza percorsa dai rivali sulla media nella prima parte di gara a serbatoio pieno. Inoltre, il pilota della McLaren si è fermato nel medesimo giro di Leclerc, il quale al contrario era su una strategia differente. Di fatto, quello del team papaya è sembrato più un tentativo forzato di proteggersi che una scelta ben ottimizzata.

George Russell, Mercedes F1 W15, Lando Norris, McLaren MCL38

George Russell, Mercedes F1 W15, Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

“Forse Carlos avrebbe sorpassato Lando e, una volta che Carlos ha superato Lando, Lando avrebbe perso del tempo in scia, ritrovandosi dietro Hamilton e Russell”, ha aggiunto il Team Principal. Tuttavia, è utile menzionare come, in realtà, non solo Norris sia uscito dietro il connazionale della Mercedes dopo la sua seconda sosta, ma anche che la squadra di Brackley, a sua volta, era su una strategia totalmente mal ottimizzata nel momento in cui era stato deciso di passare da una tattica a una sosta a una a due pit stop.

“Quando lotti con così tante auto, bisogna considerare diverse implicazioni. Non è come se si corresse con una sola auto. Non so quanto sia divertente per gli spettatori, ma per noi rende la gara piuttosto complessa”.

Dopo la gara, pur ammettendo che ci si aspettava che le Ferrari avessero un ritmo di gara più elevato, anche Norris ha suggerito che avrebbe potuto fare qualcosa di diverso, allungando lo stint centrale. A quel punto, infatti, il problema non è diventato il solo Sainz, ma anche lo stesso Leclerc, ormai da superare in pista, di fatto perdendo anche il quarto posto. Tra lo spagnolo e il britannico, infatti, si è poi creato un delta in termini di vita della gomma di ben dieci giri, impossibile da colmare in quel contesto.

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