WEC | Da 11°, con una gomma forata, a podio: Drudi dà spettacolo anche al Fuji
Dopo la vittoria di Austin assieme a James e Robichon, il riminese è secondo in Giappone al termine di una corsa che a 58' dalla fine si era messa molto male. Ma dal grande rischio di finire K.O. è invece arrivata l'opportunità di recuperare con la sua solita grinta.
#27 Heart of Racing Team Aston Martin Vantage AMR LMGT3: Ian James, Zacharie Robichon, Mattia Drudi
Foto di: Aston Martin Racing
Mattia Drudi sale ancora sul podio del FIA World Endurance Championship, seppur scendendo di un gradino rispetto ad Austin, ma autore nuovamente di una prestazione da grandissimo pilota e con un brivido notevole.
Dopo il successo ottenuto alla Lone Star Le Mans, il riminese si è quasi ripetuto alla 6h del Fuji. Quasi, sì, perché al traguardo la Aston Martin #27 condivisa con Ian James e Zach Robichon è transitata seconda ad 1"062 dalla BMW-WRT #32, con una risalita furibonda negli ultimi 20' in realtà figlia di un episodio che ha rimescolato le carte in tavola in tutte le categorie.
A 58' dalla conclusione, Drudi era in battaglia con la McLaren #58 di Finn Gehrsitz, il quale ha provato a sottrarre la 11a posizione alla Vantage di Heart of Racing affiancandola sulla sua sinistra in fondo al rettilineo principale. Il romagnolo ha mantenuto il volante dritto nella sua linea cercando di dirigersi verso la traiettoria più esterna per impostare meglio la curva 1 a destra.
Appoggiandosi alla Aston, in un caso totalmente fortuito, la 720S si è agganciata alla vettura rivale ed è stata letteralmente sbalzata verso le barriere, sulle quali è franata rovinosamente, ma senza che il pilota della Garage 59 riportasse danni fisici.
L'episodio, messo sotto investigazione dai Commissari Sportivi, è stato poi archiviato come incidente di gara, con Drudi che è riuscito a proseguire nonostante la foratura della posteriore sinistra.
#58 Garage 59 McLaren 720s GT3 EVO: Alexander West, Finn Gehrsitz, Benjamin Goethe crash
Foto di: FIA WEC / DPPI
"È stato difficile, ma anche divertente. Nel primo stint ho faticato a trovare il passo ideale perché il bilanciamento della vettura non era ottimale, per cui abbiamo perso qualche secondo rispetto ai rivali che ci precedevano", spiega Mattia.
"Il contatto con la McLaren è stato un episodio sfortunato e mi dispiace molto per Finn e la sua squadra, a noi è andata molto bene dato che abbiamo riportato solamente una foratura senza ulteriori danni".
"Quello che ho detto subito ai commissari, quando siamo stati convocati per parlare dell'episodio, è che si trattava di un incidente di gara, secondo il mio parere. In quel momento stavamo combattendo fianco a fianco ed essendo ormai in prossimità della prima curva, dopo l'uscita dei box, ognuno ha cercato di spostarsi verso l'altro per provare a prendere un vantaggio in frenata e traiettoria".
"In una situazione come questa, è impossibile dare la colpa ad uno o l'altro, purtroppo sono cose che possono accadere e, ripeto, noi siamo stati più fortunati di McLaren e Finn, ma era difficile prevedere che una piccola mossa e contatto del genere potessero avere conseguenze così grandi".
"Di solito le sportellate si verificano senza che accada null'altro, qui si sono toccate le ruote e a noi è andata meglio, riuscendo a rimanere in pista senza rompere nulla sull'auto".
La Direzione Gara ha immediatamente chiamato l'ingresso della Safety Car chiudendo la corsia box. E qui la gara di Drudi ha subito, incredibilmente, una svolta positiva. Ritrovandosi con la gomma posteriore sinistra forata e la carcassa staccatasi dal cerchio, è comunque riuscito ad appoggiarsi su di esso e a fare lentamente rientro ai box per montare il nuovo pneumatico e rabboccare la piccola quantità di energia consentita dal cosiddetto 'emergency pit', che da regolamento è approvato per fare sì che le vetture non rimangano prive di carburante quando la pit-lane non è accessibile.
La Vantage è ritornata in pista dopo 1'03"258 di sosta e qui il colpaccio, perché nonostante tutto è riuscita a rimanere nel giro di testa del leader di categoria, ma anche non perdendo posizioni dato che José Maria Lopez, che era 12° dietro a Drudi, era il primo dei doppiati.
Qualche minuto più tardi, la corsia box è nuovamente stata aperta per dare modo alle squadre di completare le loro soste: la Aston #27 è tornata dentro per montare le Goodyear nuove e, terminando le operazioni in 56"495, ha potuto riguadagnare la pista da 8a nell'ordine, mentre altri rivali dovevano ancora concludere cambio pneumatici e rifornimento.
#27 Heart of Racing Team Aston Martin Vantage AMR LMGT3: Ian James, Zacharie Robichon, Mattia Drudi
Foto di: Aston Martin Racing
"Sono riuscito a rientrare ai box e cambiare la gomma, ma è nell'ultimo pit-stop che il team ha fatto un grande lavoro montandomi pneumatici freschi e consentendomi di guadagnare alcune posizioni con un'operazione d'uscita rapida".
E alla ripartenza della gara, con 20' sul cronometro, Drudi si è potuto scatenare dando ancora una volta dimostrazione della sua forza e bravura, combattendo con i rivali e rimanendo fuori dal caos quando sono incominciati i doppiaggi delle Hypercar. Sorpasso dopo sorpasso, Mattia è risalito fino alla piazza d'onore e peccato non aver avuto un paio di giri in più, probabilmente utili per sperare di raggiungere anche Farfus e puntare al massimo premio.
"Nel finale alcune altre vetture avevano gomme nuove, io sono riuscito a sfruttare benissimo le mie e ad andare davvero molto forte, superando i rivali salendo secondo. Probabilmente c'era anche la possibilità di ottenere la seconda vittoria di fila, ma considerando come eravamo partiti e quel che è successo all'inizio dell'ultima ora, dobbiamo essere felicissimi di questo piazzamento a podio".
#27 Heart of Racing Team Aston Martin Vantage AMR LMGT3: Ian James, Zacharie Robichon, Mattia Drudi
Foto di: Aston Martin Racing
Con le fantastiche prove di Austin e Fuji, adesso Drudi/Robichon/James hanno portato la Vantage #27 seconda in classifica LMGT3 a 62 punti, contro gli 86 della Corvette-TF Sport #33, i cui piloti Edgar/Catsburg/Keating occupano le prime tre piazze della graduatoria, rispettivamente a 86, 82 e 64 lunghezze (poiché il solo Edgar ha preso parte a tutti gli eventi del calendario, fino ad ora).
Lecito è pensare che il trio della Vantage possa puntare ancora al titolo, fino a quando la matematica non emetterà la sua condanna, ma per il momento Drudi sorride al pensiero di quanto stia facendo bene in questo 2026 con i suoi colleghi.
"Siamo reduci da due grandissime gare, il rimpianto maggiore resta i tanti punti persi a Le Mans che avrebbero avuto un notevole peso in classifica e ci avrebbero permesso di essere molto più in alto".
"Ad ogni modo, siamo già riusciti a salire due volte sul podio e a vincere una gara; risultati già più positivi rispetto allo scorso anno. Ad inizio stagione ci eravamo prefissati l'obiettivo di essere più consistenti e a lottare sempre per la Top5 e le posizioni del podio".
"Per il momento ci siamo riusciti, ma è altresì vero che ogni volta che saliamo sul podio ci viene assegnata la zavorra, il che complica parecchio le cose. Ma fino ad oggi la stagione è sicuramente positiva e sono contento".
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