F1 | Alpine non è un miracolo: ecco perché Ocon e Gasly erano a podio
Il team di Enstone ha conquistato 33 punti nel GP del Brasile con il secondo posto di Esteban e il terzo di Pierre, mentre prima ne aveva messi insieme solo 14. La pista bagnata ha nascosto il deficit di motore e i piloti sono stati veloci e strategicamente perfetti. L'Alpine col sesto posto nel Costruttori e potrebbe guadagnare 30 milion di euro!
Esteban Ocon, Alpine A524
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
La vera sorpresa del weekend di Interlagos è stata l’Alpine. Il doppio podio conquistato da Esteban Ocon e Pierre Gasly ha stravolto (in positivo) la stagione della squadra nonché la seconda parte della classifica Costruttori.
Nelle prime venti gare l’Alpine aveva ottenuto quattordici punti, nel fine settimana brasiliano trentacinque (il team con il maggior bottino di tappa) balzando al sesto posto del campionato a squadre superando in un sol colpo Williams, Racing Bull e Haas. Un salto che, se confermato a fine stagione, aumenterà di trenta milioni di dollari gli introiti che riceverà da Liberty Media.
Per centrare un risultato clamoroso la squadra ha messo insieme tutto il possibile, sfruttando ogni occasione che si è presentata nell’arco del weekend. Gli sviluppi portati ad Austin hanno consentito un salto in avanti importante sul fronte della performance, rivelandosi perfetti sotto la pioggia di Interlagos.
Esteban Ocon e Pierre Gasly sul podio del GP del Brasile rispettivamente secondo e terzo
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
La pista bagnata ha anche azzerato il gap motoristico di cui l’Alpine soffre da tempo (il team lo stima tra i due ed i tre decimi in base alla tipologia di pista). Al pacchetto si è aggiunta anche una gestione perfetta della corsa, inclusa la scelta di rimandare il pit-stop quando la direzione gara ha esposto la bandiera rossa per l’incidente di Franco Colapinto. Un passaggio decisivo.
“Nella prima parte di gara abbiamo visto che i sorpassi erano molto difficili – ha spiegato il team principal Oliver Oakes dopo aver risposto ad un messaggio inviato dal presidente Luca De Meo – a quel punto la decisione è stata di restare in pista il più possibile per non dover recuperare posizioni”.
Anche quando è uscita la safety car sia Ocon che Gasly sono rimasti in pista, confermandosi in prima e terza posizione nel momento in cui la corsa è stata interrotta. Quando la gara è ripresa il tandem Alpine ha ceduto solo a Verstappen, confermando per trenta giri di meritare pienamente la doppia presenza sul podio.
Oliver Oakes, Team Principal Alpine F1 Team
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
Sono stati proprio i piloti uno dei tasselli più importanti nel perfetto mosaico brasiliano. In una giornata che ha visto commettere errori molti avversari, Ocon ha offerto una prestazione maiuscola, gestendo perfettamente la gara quando si è trovato al comando e capendo subito che non ci sarebbe stato nulla da fare contro Verstappen.
“Esteban e Pierre non hanno sbagliato nulla – ha sottolineato Oakes – hanno meritato sul campo quanto hanno ottenuto, ed è stato bello vederli insieme sul podio. So che hanno avuto dei trascorsi nel loro rapporto, diciamo una differenza di vedute, ma hanno sempre garantito alla squadra un grande contributo, anche nei weekend difficili. Oggi si è potuto vedere quanto la loro parte sia stata importante, le condizioni erano molto difficili ed entrambi sono stati impeccabili”.
Il risultato del Gran Premio del Brasile per l’Alpine è stato esaltante, ma la buona notizia nel lungo periodo è stata la conferma di poter puntare alla Q3 anche su pista asciutta. A patto, però, che non ci siano rettilinei troppo lunghi (come sarà a Las Vegas) dove emergono le carenze motoristiche.
“Lo dite voi – ha sorriso Oakes – io non posso dirlo! Dobbiamo avere fiducia e restare umili, sappiamo che il confronto nella seconda parte della classifica è davvero molto serrato, lo vediamo ogni volta che scendiamo in pista”.
Pierre Gasly, terzo in Brasile con l'Alpine A524
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Il doppio podio brasiliano è stato anche il primo per il giovane team principal dell’Alpine, in carica dallo scorso 31 luglio. “Appena Esteban e Pierre sono transitati sotto la bandiera a scacchi mi ha telefonato Flavio (Briatore, assente in Brasile). Cosa mi ha detto? ‘Perché non mi hai ancora chiamato?’ Gli ho risposto che ero stato un po' impegnato! Sono molto contento per Flavio, credo che questo risultato significhi molto anche per lui”.
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