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Analisi

F1 | Scopriamo quale... impronta avranno le monoposto agili 2026

Il disegno di Piola ci svela alcuni aspetti interessanti delle future F1: l'ala anteriore sarà 20 centimetri più stretta di quella attuale. Si tratta di un dato che non è stato divulgato come il minor passo e la larghezza ridotta, ma che evidenzia quale sarà la nuova filosofia delle monoposto agili. I tecnici dei team scettici che funzioni...

Confronto tra le auto 2024 e 2026

Quale sarà l’impronta delle monoposto 2026 sulla Formula 1? La domanda è interessante perché da quando la FIA ha deciso di pubblicare il 6 giugno la bozza dei nuovi regolamenti di telaio e aerodinamica si è aperto un forte dibattito, ritenendo la proposta necessaria di importanti correzioni per centrare l’obiettivo di dare vita a vetture molto più agili.

L’argomento tornerà certamente in discussione nel weekend di gara a Barcellona, anche perché il Consiglio Mondiale della Federazione Internazionale andrà a ratificare le norme nella seduta fissata per il 28 giugno.

L’intento dello staff di Nikolas Tombazis è quello di ridurre il peso di una trentina di chili, dando il via a un’inversione di tendenza che dovrebbe avere solo effetti positivi. Alcuni esponenti dei team su questo aspetto hanno posto seri dubbi sulla capacità di raggiungere un risultato così significativo a causa della massa maggiore delle nuove power unit che complete arriveranno a 185 kg.

Il disegno di Giorgio Piola, sopra, ci mostra invece la vista dall’alto delle attuali F1 riconoscibili facilmente dal profilo rosso e quella delle monoposto 2026 evidenziando le altre differenze che andranno più facilmente nella direzione delle macchine agili che dovranno essere meno “pachidermiche” di quelle di oggi e più reattive nella percorrenza delle chicane.

La F1 grigia, quindi, rappresenta il layout delle vetture 2026 secondo la pedissequa lettura delle future norme, senza alcuna interpretazione. Il primo aspetto che balza all’occhio è certamente la lunghezza: la riduzione di passo di 200 mm (si passerà da 3.600 a 3.400 mm) nello schema è visualizzato con un accorciamento del retrotreno, cercando di mantenere la massima distanza possibile fra le ruote anteriori e l’imboccatura delle pance.

Impressiona anche quanto l’ala anteriore diventi stretta: dal rendering FIA emerge un taglio di 200 mm, un valore che non è mai stato dichiarato. Ora l’ala è larga 2.000 mm, ma si scenderebbe a soli 1.800. A colpire è anche la presenza di soli tre elementi in luogo dei quattro attuali.

Confronto tra le ali anteriori 2024 e 2026

Confronto tra le ali anteriori 2024 e 2026

Foto di: Giorgio Piola

Nel retrotreno, invece, passeremo da un’ala con profilo principale e un flap mobile a un sistema con un elemento regolabile in più. Questa soluzione è stata pensata con l’idea di “bilanciare” la vettura: nelle simulazioni già effettuate era emerso che applicando la X Mode solo al retrotreno, la perdita di carico al posteriore era così netta da rendere la F1 non governabile anche in rettilineo. La FIA ha cercato di “pareggiare” la perdita di downforce sui due assi, in modo da mantenere un certo equilibrio aerodinamico.

Nell’ala anteriore non sfugge il marciapiede a sbalzo della paratia laterale che sarà quasi a filo con la parte interna della gomma, mentre ora si estendeva fino al bordo esterno della copertura. L’intenzione sarebbe di blindare con una forma “neutra” un’area dove gli aerodinamici dei team sono stati abili nel trovare prestazioni, sviluppando e, poi estremizzando, l’effetto out wash dei flussi. L’intento era di portare molta aria all’esterno della ruota anteriore per gestire con dei vortici accuratamente studiati in galleria del vento la gestione della scia.

Quanto più i tecnici trovavano prestazioni, tanto più andava sporcandosi la scia, riducendo (non solo attraverso l’ala anteriore) la capacità della vettura che segue di stare attaccata a quella che precede.

Proseguendo l’analisi emerge come i bargeboard dietro alle ruote anteriori diventino più grandi arrivando con la superficie più esterna al limite della gomma, cambiando completamente la concezione del loro funzionamento, visto che spariscono i canali Venturi per lasciare spazio a un fondo piatto che si estenderà alla massima larghezza fino alle ruote posteriori, senza concedere alcuna deformazione con slot e flap laterali al bordo d’uscita.

Non ci saranno più i copriruota in carbonio che si integravano alla brake duct: i piloti si sono molto lamentati che limitavano la visibilità, per cui sono stati (giustamente) aboliti.

Con questa configurazione la FIA conta di ridurre il carico aerodinamico del 30% e di aumentare l’efficienza del 55%. Si tratta di un esercizio molto ambizioso per quanto riguarda il calo del drag, mentre si parla già dell’esigenza di aumentare la velocità di percorrenza in curva per cui è auspicabile un certo recupero di downforce.

Quanto sono destinati a cambiare queste forme nei prossimi mesi?

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