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Analisi

F1 | Vietati i canali Venturi nel 2026: si torna al fondo piatto

Il rendering diffuso dalla Federazione Internazionale non ha reso facilmente visibili come cambieranno le vetture nella zona del fondo: spariranno i canali Venturi e il pavimento non avrà slot o flap. I disegni di Giorgio Piola mostrano le novità, ma difficilmente vedremo davvero della F1 così per recuperare le prestazioni mancanti.

Confronto tra le auto del 2024 e quelle del 2026

La FIA di fatto ha deciso di cancellare l’effetto suolo. Il regolamento delle F1 2026 va in controtendenza rispetto alle monoposto che stanno correndo il mondiale 2024 con le regole varate nel 2022. Nella bozza di regolamento che la Federazione Internazionale ha pubblicato alla vigilia del GP del Canada si fa riferimento alla volontà di ridurre il carico aerodinamico di circa il 30%, abbattendo la resistenza all’avanzamento addirittura del 55%.

Rendering dell'auto F1 2026 FIA

Rendering dell'auto F1 2026 FIA

Foto di: FIA

Numeri importanti che sono destinati a cambiare l’approccio dei tecnici alle nuove monoposto “agili”: si è detto e scritto molto sulle dimensioni (200 mm di passo più corto e 100 mm di larghezza in meno) e sul peso con l’obiettivo di un risparmio di 30 kg, ma dal rendering diffuso a Montreal dallo staff tecnico diretto da Nikolas Tombazis non si capiva l’effettiva portata dei provvedimenti.

La F1 del 2024 con i canali Venturi dell'effetto suolo

La F1 del 2024 con i canali Venturi dell'effetto suolo

Foto di: Giorgio Piola

La F1 del 2026 con il fondo piatto

La F1 del 2026 con il fondo piatto

Foto di: Giorgio Piola

Si parlava generalmente di un ritorno del fondo piatto e di una sensibile riduzione dell’estrattore posteriore per abbattere la downforce. I disegni di Giorgio Piola, invece, hanno il potere di rendere molto più chiaro il concetto che la FIA intende portare avanti: sulle F1 che entreranno in gestazione dal 1 gennaio 2025 (fino a quella data qualsiasi studio in galleria del vento è vietato dal regolamento, ma niente vieta di fare analisi preliminari approfondite al CFD) spariranno i canali Venturi così come i deviatori di flusso e i generatori di vortice che hanno il compito di spingere l’aria all’esterno delle ruote posteriori, energizzando la zona di bassa pressione che va dal centro macchina verso il retrotreno.

In giallo le parti del fondo delle F1 2024 che spariranno con le regole 2026

In giallo le parti del fondo delle F1 2024 che spariranno con le regole 2026

Foto di: Giorgio Piola

Di fatto si tratta di una totale sconfessione del regolamento attuale, visto che anche il diffusore posteriore avrà una portata decisamente minore, tornando più indietro rispetto alle norme delle vetture 20217.

Non ci sorprendono affatto le lamentele di chi, come Andrea Stella, team principal McLaren, ha posto l’accento su F1 che saranno troppo lente in curve e troppo veloci in rettilineo. L’attenzione dello staff FIA si è focalizzata nel ridurre il drag per compensare con una bassa resistenza all’avanzamento l’incapacità della nuova power unit di garantire la necessaria energia dell’ibrido nell’arco dell’intero giro.

Il legislatore ha varato delle norme che riducono in proporzione la potenza elettrica al crescere della velocità, nella speranza di parcellizzare l’erogazione dei 350 kW che saranno disponibili, ma c’è il fondato dubbio che le prestazioni che ne scaturiranno saranno più vicine alle attuali F2 che alle F1.

Tombazis, consapevole del problema, si augura che con la collaborazione delle dieci squadre, dei Costruttori di motore e il promotore si possano varare delle soluzioni utili a superare i problemi anche dopo il 28 giugno, quando il Consiglio Mondiale FIA dovrebbe ratificare le proposte.

Il primo provvedimento logico sarebbe quello di rompere un elemento che è parso fin troppo ideologico e dogmatico: disporre del 50% della potenza dal motore endotermico e il restante 50% dall’ibrido. L’idea è di tornare verso una limitata prevalenza dell’ICE aumentando la disponibilità di e-fuel.

Confronto tra le ali anteriori per il 2026 e quella 2024

Confronto tra le ali anteriori per il 2026 e quella 2024

Foto di: Giorgio Piola

Ma è sempre più chiaro che saranno necessari dei correttivi di natura aerodinamica per facilitare una buona velocità di percorrenza in curva a scapito di un po’ di velocità massima. Per consentire alle monoposto 2026 di stare in scia una all’altra sono pensate forme che non devono generare vortici: l’ala anteriore, per esempio, sarà di 1.900 mm (100 in meno di adesso).

L’effetto benefico sarà che i piccoli contatti non provocheranno danni importanti perché le bandelle laterali non arriveranno alla larghezza degli pneumatici, quello negativo è che l’ala avrà una limitata capacità di generare carico: oggi c’è il profilo principale più tre flap, mentre nel 2026 gli elementi totali saranno solo tre, definiti in un volume molto più ristretto. Non solo, ma grazie all’X Mode i due profili superiori, che saranno mobili, potranno ulteriormente essere scaricati ogni volta che le ruote anteriori saranno dritte.

Da osservare la paratia laterale che nella parte esterna è stata pensata con un disegno a cucchiaio: la volontà è di azzerare l’effetto out wash che era limitato sulle monoposto a effetto suolo all’inizio del 2022 e che, con il passare del tempo, è sempre più stato estremizzato fino alle esasperazioni che vediamo sulle ali anteriori di oggi.

L'ala anteriore della McLaren MP4-21 del 2006

L'ala anteriore della McLaren MP4-21 del 2006

Foto di: Giorgio Piola

Volendo trovare un’analogia fra le soluzioni proposte per il 2026 e le forme del passato non si può dimenticare l’ala anteriore della McLaren MP4-21 del 2006 con concetti simili. Si tratta di una vettura che, sebbene fosse guidata da Kimi Raikkonen e Pablo Montoya non ebbe un grande successo all’epoca.

È facile pensare che le effettive monoposto che correranno fra due anni saranno il frutto di importanti cambiamenti che ancora dovranno essere discussi…

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