F1 | Red Bull in un vicolo cieco: Max ha lasciato sbagliare i tecnici, ma ora corregge il tiro
Non deve sorprendere vedere Hadjar a 28 millesimi dal quattro volte campione del mondo dopo le qualifiche in Canada: gli ingegneri hanno fatto esperimenti sulla RB22 dell'olandese che non hanno funzionato. Le gomme non andavano in temperatura e sul dritto non c'era velocità massima.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Il weekend della Red Bull sarà uno di quelli da segnare in agenda: Max Verstappen, quattro volte campione del mondo, è sesto in griglia di partenza nel GP del Canada seguito dal giovane compagno di squadra, Isack Hadjar, ad appena 28 millesimi di secondo. Un niente. L’olandese si è lamentato della RB22: la vettura non manda le gomme nella finestra di temperatura e manca di velocità massima sui rettilinei.
Due aspetti determinanti per cercare le prestazioni a Montreal. Alla speed trap Max è risultato 4,9 km/h più lento del francese: Isack è sesto, mentre l’olandese è solo 16esimo. Ma cosa sta succedendo?
La nuova ala anteriore della Red Bull RB22
Foto di: Getty Images
A prima vista verrebbe da dire che l’ulteriore aggiornamento del pacchetto che aveva debuttato a Miami non ha funzionato. La squadra di Milton Keynes ha introdotto sulla pista intitolata a Gilles Villeneuve una nuova ala anteriore, una modifica al fondo e due interventi finalizzati all’affidabilità con sfoghi d’aria maggiorati nel cofano motore e prese dei freni più grandi pensate per le impegnative staccate di Montreal.
Red Bull RB22: il supporto del bargeboard ha sempre più una funzione aerodinamica
Foto di: Getty Images
Ma a mettere in difficoltà Verstappen non sono state le modifiche, quanto le scelte di assetto che sono state decise dal direttore tecnico, Pierre Waché, e dal capo degli ingegneri di pista, Gianpiero Lambiase.
Isack Hadjar, Red Bull Racing, ha usato in qualifica un assetto standard
Foto di: Clive Mason / Getty Images
La Red Bull, mantenuto l’assetto base sulla RB22 di Hadjar, ha voluto sperimentare delle regolazioni solo sulla monoposto #3, nella convinzione che si potesse aprire un filone di sviluppo che avrebbe dovuto consentire un buon salto di qualità. I tecnici hanno dovuto insistere, perché Verstappen era contrario alle scelte fatte. E già questa è una notizia...
“È stato fatto qualcosa di diverso sulla mia macchina, ma era quello che voleva il team. Chiaramente, non ha funzionato come avrebbe dovuto. Ma a volte bisogna lasciare che il team faccia le sue scelte per fargli capire che non funzionano...”.
Ci siamo trovati di fronte a un cambiamento insolito: d’abitudine la Red Bull segue le indicazioni di Max come oro colato e negli anni ne abbiamo avuto infinite dimostrazioni. L’olandese ha sempre estremizzato le sue scelte, rendendo le monoposto velocissime ma molto difficile da guidare, tanto da mettere puntualmente in difficoltà i compagni di squadra.
Pierre Waché, direttore tecnico Red Bull Racing
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Questa volta gli ingegneri hanno... imposto una loro scelta, ma i fatti hanno dimostrato che era sbagliata.
"Certo, mi ascoltano sempre o molto spesso, ma non questa volta, perché erano convinti di essere sulla strada giusta. Io avrei lasciato la macchina com’era perché andava già abbastanza bene, ma almeno ora hanno capito. Non mi accontento facilmente di una macchina. Voglio lottare per la vittoria, non per il settimo posto".
La minaccia di pioggia consentirà ai team di fare delle modifiche di assetto, secondo le nuove regole, e Verstappen potrebbe beneficiarne, tanto più che l’olandese sull’acqua mostra spesso una marcia in più. Chi lo considera un tagliato fuori da un buon risultato, potrebbe dover rivedere il suo giudizio.
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