F1 | Norris: "Nessuno si preoccupa abbastanza degli impeding"
Lando Norris sostiene che i suoi colleghi piloti di Formula 1 non si "preoccupano abbastanza" di non ostacolare i rivali in qualifica, essendone stato vittima lui stesso più volte in questa stagione.
Norris ha fatto questo commento sulla scia di una controversia dopo le qualifiche di Singapore, quando Max Verstappen è statto sazionato solo con un paio di ammonizioni anziché con una penalità in griglia per aver creato degli ostacoli ad altri piloti.
Il primo ha riguardato l'impeding nei confronti di Yuki Tsunoda, che secondo i commissari sportivi è stato in gran parte dovuto al fatto che la Red Bull non ha fornito al suo pilota informazioni sufficienti.
Il secondo è stato causato da Verstappen, che ha aspettato alla fine della pitlane per creare un gap prima di uscire in pista, creando una coda di monoposto alle sue spalle.
I richiami sono stati una sorpresa per i team rivali, che di solito si aspettano penalizzazioni sulla griglia di partenza in caso di situazioni di questo tipo.
Dopo la gara di Singapore, Pierre Gasly ha insistito sul fatto che chiederà alla FIA, nel fine settimana di Suzuka, di spiegare la mancanza di una punizione più severa per Verstappen, e anche Norris ha espresso la sua frustrazione.
"Non voglio dire troppo, perché creerei solo polemiche", ha detto il pilota della McLaren interpellato da Motorsport.com sul caso Verstappen. "Ma credo che l'impeding fosse quello che avrebbe dovuto essere sanzionato. Ha bloccato qualcuno".
"Non è solo colpa della squadra. So che la squadra ha ricevuto la multa alla fine, ma dovrebbe essere anche compito del pilota guardare gli specchietti e vedere se c'è qualcuno. Per tutto il giro non devi fare altro che guardare negli specchietti, e sembra che molte persone facciano fatica a farlo".
Ha poi aggiunto: "Penso che dovrebbero esserci delle penalità più severe per chi blocca gli altri piloti, perché lo fanno in tanti. Rovina il giro, rovina la qualifica, ha messo fuori gioco Yuki in qualifica, che era primo in Q1".
"Nessuno sembra preoccuparsi abbastanza. È successo spesso in questa stagione, a me è capitato diverse volte, soprattutto con alcuni team. Ma spetta anche ai piloti guardare negli specchietti, come se avessero altro da fare che premere il pulsante di ricarica e guardare gli specchietti. Sembra che facciano tutti fatica a farlo e in F1 è una sorpresa".
Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno concordato sul fatto che i piloti devono mantenere un dialogo aperto con la FIA sulle sanzioni.
"Ovviamente ero nella corsia dei box quando tutti si sono fermati e non potevo vedere cosa stava accadendo davanti a me", ha detto Hamilton. "Noi lavoriamo il più possibile a stretto contatto con la FIA per avere coerenza e c'è ancora qualche variazione, quindi dobbiamo continuare a lavorarci".
Leclerc ha aggiunto: "Sono rimasto un po' sorpreso. Soprattutto da quello nella corsia dei box, perché potrebbe aprire situazioni molto spiacevoli in futuro. Ma ancora una volta, come ha detto Lewis, c'è sempre una discussione aperta con la FIA, cercando di spiegare loro qual è il nostro punto di vista e di migliorare. E sono sicuro che ne discuteremo domani sera durante il briefing".
Lo stesso Verstappen ha minimizzato la polemica sul suo aver evitato delle penalità, affermando che tutto ciò che ha fatto è stato fornire la sua versione della storia.
"Ogni singolo caso è diverso", ha detto. "L'unica cosa che posso dire di Singapore è che ho spiegato cosa è successo mentre ero seduto in macchina e le informazioni che mi sono state date, e questa è l'unica cosa che posso fare. Poi toccherà ai commissari sportivi prendere una decisione".
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