F1 | Komatsu: "Haas antisportiva a Jeddah? Sono str...!"
Il team principal della Haas, Ayao Komatsu, ha dichiarato che le accuse di comportamento antisportivo subite dalla squadra dopo il Gran Premio dell'Arabia Saudita sono delle "stronzate".
La gara di Kevin Magnussen a Jeddah è stata rovinata da una penalità di 10 secondi per un contatto con Alex Albon, quando è incappato in una seconda per aver superato Yuki Tsunoda senza rispettare i limiti della pista.
Il danese ha poi eseguito l'ordine di rallentare il giapponese e gli altri piloti che lo seguivano, allo scopo di consentire al compagno di squadra Nico Hulkenberg di creare una finestra utile a fare un pit stop "gratis".
Dopo la gara, la Racing Bulls ha definito come "antisportiva" la strategia della Haas, mentre Albon, che era anche lui tra i piloti che sono stati rallentati, ha parlato di manovra "sfacciata" riferendosi al sorpasso di Magnussen ai danni di Tsunoda.
Komatsu ha ammesso che il team non si è reso conto che Magnussen fosse uscito dalla pista per effettuare il sorpasso su Tsunoda, ed ha sottolineato che in quel caso gli avrebbe chiesto di restituire la posizione al giapponese.
"Accetto le critiche", ha detto quando gli è stato chiesto di commentare la situazione da Motorsport.com. "La critica riguarda il fatto che noi, come squadra, non sapevamo che Kevin avesse superato Tsunoda uscendo dalla pista. Non lo sapevamo in quel momento".
"Quindi questa è una critica che accetto totalmente, avremmo dovuto saperlo subito come squadra. E poi Kevin avrebbe dovuto restituire la posizione da solo. Ma se non l'avesse fatto, come squadra avremmo dovuto chiedergli di farlo subito".
"E se l'avessimo fatto, non si sarebbe state discussioni. Poi avremmo superato Tsunoda in ogni caso, perché avevamo il passo per farlo".
Ayao Komatsu, Team Principal, Haas F1 Team, talks to the press
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
Tuttavia, Komatsu non si è pentito del modo in cui Magnussen ha rallentato chi lo seguiva per permettere ad Hulkenberg di avvantaggiarsi.
"A quel punto avevamo già una penalità di 10 secondi per il contatto con Albon", ha detto. "Quindi, non appena lo abbiamo saputo, sapevamo anche che Kevin ormai era fuori dalla lotta per la zona punti. Ecco perché ci ha appoggiati per far fare un punto a Nico. E per questa stategia non mi scuso".
"In termini di creazione di gap, è una cosa standard. Non è la norma, ma è la cosa più ovvia e se non la fai, non stai facendo bene il tuo lavoro. E' ovvio quello che dovevamo fare. L'unica possibilità che avevamo era con Nico. Qualsiasi altra squadra avrebbe fatto la stessa cosa. E se qualcuno dice: 'No, no, è antisportivo', sono tutte stronzate".
Avendo accettato che Magnussen avrebbe dovuto restituire il posto, Komatsu ha dichiarato che d'ora in poi il team avrà più persone che lavorano presso la sua struttura di Banbury durante le gare, monitorando le riprese onboard delle proprie vetture ed ascoltando le radio dei rivali.
Ciò consentirà al team di avere maggiori possibilità di dire ai propri piloti di restituire una posizione nel caso in cui questa sia stata conquistata in maniera sleale.
"Abbiamo messo in atto delle misure interne per assicurarci che, se dovesse riaccadere la stessa cosa, potremo capirlo subito", ha detto. "E' nostro compito monitorare la situazione, cosa che non abbiamo fatto. Ma siamo troppo sparpagliati in termini di squadra ed abbiamo delle risorse limitate".
"Non siamo come le altre squadre, che hanno il control mission o come lo chiamano loro. Hanno tante persone che controllano tutto e hanno le conversazioni di tutti. Noi non possiamo farlo. Ma almeno ora abbiamo un paio di persone a seguire costantemente l'onboard di ogni pilota, ascoltando anche la radio di quelli che stanno lottando con i nostri".
"Riascoltando Tsunoda, aveva detto subito che Kevin era andato fuori dalla pista. Quindi, se avessimo guardato gli onboard ed ascoltato Yuki ce ne saremmo accorti subito. Hai una finestra molto piccola per recuperare una posizione, ma non c'è dubbio che avremmo dovuto farlo. L'errore è stato quello di non essercene accorti subito. Non possiamo ripetere lo stesso errore".
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments