Iscriviti

Sign up for free

  • Get quick access to your favorite articles

  • Manage alerts on breaking news and favorite drivers

  • Make your voice heard with article commenting.

Motorsport prime

Discover premium content
Iscriviti

Edizione

Italia Italia
Intervista

Pirelli: perché la sostenibilità è fondamentale nel programma F1

La sostenibilità rappresenta un tema importante per le aziende di tutto il mondo e, per quelle direttamente coinvolte in Formula 1, come il fornitore unico di pneumatici Pirelli, il programma Net Zero 2030 è un obiettivo fondamentale.

Pneumatici Pirelli

L'argomento è stato anche uno degli elementi chiave dell’ultimo tender per la fornitura degli pneumatici di F1 lanciato dalla FIA e relativo alle stagioni 2025-28.

Tuttavia, molto prima di presentare la propria offerta con cui è stata in grado di vincere il tender, Pirelli aveva già ottenuto delle credenziali di sostenibilità. Infatti, nel novembre 2021 è stata la prima azienda di pneumatici a ricevere una certificazione a tre stelle nell'ambito del programma di sostenibilità ambientale della FIA, chiamato FIA Environmental Accreditation Programme.

Mario Isola, responsabile di Pirelli Motorsport

Mario Isola, responsabile di Pirelli Motorsport

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

"Abbiamo ottenuto la certificazione FIA più di un anno prima dell’avvio del tender", spiega Mario Isola, direttore Motorsport di Pirelli.

"Quindi abbiamo iniziato già molto tempo prima a lavorare sul tema della sostenibilità. Inoltre, se parliamo di sostenibilità all'interno dell'azienda, avevamo già iniziato con le prime azioni concrete verso questa direzione molti anni fa”.

"Per esempio, i nostri stabilimenti utilizzano energia elettrica da fonti rinnovabili, e non è una cosa che si può fare da un giorno all'altro. È un percorso lungo e abbiamo altri progetti per il futuro".

Le iniziative di Pirelli per la sostenibilità in F1 presentano molteplici aspetti e uno dei parametri chiave riguarda i materiali e prodotti utilizzati nella produzione.

Parallelamente alla vittoria ottenuta nel tender della FIA, Pirelli ha raggiunto un'altra importante pietra miliare quando i suoi pneumatici di Formula 1 per la stagione 2024 sono stati certificati dal Forestry Stewardship Council.

"Le tre stelle FIA rappresentano una certificazione per la quale si devono soddisfare alcuni requisiti. Solo a quel punto si può ricevere la certificazione", dice Isola.

"Tuttavia, la strategia di sostenibilità dell'azienda è qualcosa di completamente separato dalla certificazione delle tre stelle FIA”.

Ecco un pneumatico FSC per la F1: Pirelli ha lavorato per la sostenibilità senza che ci fosse un obbligo di certificazione

Ecco un pneumatico FSC per la F1: Pirelli ha lavorato per la sostenibilità senza che ci fosse un obbligo di certificazione

Foto di: Pirelli

"Per esempio, non c'è alcun obbligo di produrre uno pneumatico certificato dalla FSC. È stato un nostro progetto sviluppare uno pneumatico certificato FSC in F1, perché fa parte di un'attività che abbiamo iniziato con BMW nel 2021, con le prime gomme stradali certificate dalla FSC”.

"E come naturale estensione di questo programma, stavamo valutando di avere questa attestazione anche per gli pneumatici di F1. Quindi abbiamo lavorato per ottenere questa certificazione”.

"Dimostra che rispettiamo una serie di condizioni in tutto il ciclo di vita di uno pneumatico, dalla piantagione di gomma, passando per il modo in cui estraiamo la gomma dagli alberi, il rispetto della biodiversità, il rispetto della popolazione locale, così come il modo in cui utilizziamo la gomma”.

"La FSC segue tutto il ciclo di vita dello pneumatico, fino alla fine del ciclo di vita, ovvero il modo in cui li ricicliamo".

Pirelli presta anche molta attenzione alla complessa miscela di ingredienti utilizzati nella produzione dei suoi pneumatici di F1.

"Potremmo dire che questo fa parte di un normale aggiornamento dei nostri materiali", racconta Isola. “Ovviamente alcuni ingredienti che molti anni fa erano consentiti ora non lo sono più".

Probabilmente è qualcosa che non si vede, ma ogni anno testiamo alcuni prototipi e soluzioni che sostituiscono i materiali con nuovi concept che hanno un minore impatto sull'ambiente".

"Il nostro dipartimento di salute e sicurezza presta molta attenzione a questo aspetto. Ogni anno ci danno l'obiettivo di sostituire alcuni materiali con altri migliori, cosa che di solito riusciamo a fare, indipendentemente dalle nuove normative".

Ogni stagione Pirelli deve trasportare decine di migliaia di pneumatici in tutto il mondo e il calendario di 24 gare, di cui la maggior parte si svolge al di fuori dell'Europa, rappresenta una sfida enorme. Ridurre l'impronta di carbonio associata al trasporto degli pneumatici sui vari tracciati in cui si correrà un Gran Premio è un obiettivo chiave per l'azienda.

"Se parliamo di logistica, trasportiamo la maggior parte, oltre il 90%, delle nostre attrezzature e dei nostri pneumatici via mare. Abbiamo ridotto il trasporto aereo già molti anni fa”, spiega Isola.

"In Europa, i nostri rimorchi sono conformi agli ultimi standard Euro 6E. Tutta la flotta è nuovissima e con i camion più efficienti".

A volte determinate circostanze costringono ancora Pirelli a trasportare gli pneumatici per via aerea, ma ciò avviene solo quando è assolutamente necessario.

"Succede. Quest'anno siamo stati costretti a trasportare alcuni pneumatici per via aerea, a causa della situazione dei trasporti sul Mar Rosso. Purtroppo non è stato possibile riprogrammare la spedizione per inviare gli pneumatici al momento giusto per le prime gare asiatiche”, spiega Isola. 

"Ora la situazione è nuovamente più sotto controllo e siamo tornati a spedire tutto il materiale via mare".

Ridurre il numero di pneumatici che devono essere prodotti e, quindi, trasportati è un modo per affrontare il tema della sostenibilità e dell’impatto in termini di impronta di carbonio.

Pneumatici Pirelli full wet che ora possono essere rimontati sui cerchi se non utilizzati

Pneumatici Pirelli full wet che ora possono essere rimontati sui cerchi se non utilizzati

Foto di: Erik Junius

In passato, lo spreco degli pneumatici da bagnato inutilizzati al termine di un weekend di gara asciutto rappresentava un problema frustrante.

Mentre in Europa potevano essere trasportati alla gara successiva con un camion, ancora montati sui cerchi, ciò non era possibile per gli eventi raggiunti via aereo. Una volta smontati, infatti, le gomme non erano più utilizzabili, a causa del potenziale danneggiamento dei talloni.

La soluzione perseguita da Pirelli è stata quella di apportare modifiche che evitassero tali danni, consentendo così di smontare i pneumatici da bagnato non utilizzati, spedirli senza cerchioni e rimontarli in un Gran Premio successivo.

"Si trattava di un esperimento che abbiamo provato l’anno scorso", spiega Isola. "Quest'anno, invece, è una procedura standard per noi. Grazie ad alcune modifiche apportate al tallone e alle macchine per il montaggio delle gomme, ora possiamo smontare gli pneumatici da bagnato e intermedi senza danneggiarli, in modo da poterli riutilizzare successivamente”.

"Ad esempio, nella prima parte della stagione della stagione siamo andati in Bahrain e in Arabia Saudita, dove i Gran Premi sono stati sull’asciutto. Quegli pneumatici da bagnato portati per quelle due gare sono già stati controllati dopo essere smontati dai cerchi e sono già pronti per una gara nella seconda metà del mondiale”.

"Quindi, questo lotto di pneumatici andrà ad Austin o in Messico per i rispettivi Gran Premi e non dovremo produrne di nuovi. Ovviamente questo ha un impatto positivo: così facendo, risparmiamo circa 2-3.000 pneumatici nel corso della stagione, a seconda delle condizioni meteorologiche”.

"È complicato, perché dobbiamo seguire il calendario. Il nostro reparto logistico lavora duramente per creare un programma efficiente per questi pneumatici che dovranno essere riutilizzare in un'altra gara".

Pirelli è sempre alla ricerca di modi per ridurre il numero di set necessari in un weekend di gara, e questo include potenziali modifiche alle regole, anche se non è mai facile convincere i team ad accettare determinate proposte.

"Ovviamente questo ha un impatto sulla produzione e sulle spedizioni. L'anno scorso, con un’allocazione alternativa delle gomme, si era pensato di ridurre due set di pneumatici da asciutto per ogni vettura in ciascun Gran Premio. A mio parere, si trattava di un buon piano”, racconta Isola.

"Tuttavia, alla fine dell'anno si è deciso di abbandonare l'idea per una serie di motivi, ma credo che il tema della riduzione del numero di pneumatici utilizzati durante un weekend di gara sia ancora sul tavolo per il 2026".

"I team però non amano i cambiamenti e per loro è meglio avere più pneumatici, perché ciò garantisce più possibilità di girare e fare dei test”.

Meno evidenti rispetto all'utilizzo delle gomme nei weekend di gara sono i passi avanti compiuti da Pirelli in termini di riduzione del numero di pneumatici prototipo prodotti per i test in pista, grazie a strumenti di simulazione sempre più sofisticati.

Si può paragonare al modo in cui i team di F1 utilizzano il CFD, ovvero dei programmi di simulazione, per ridurre il numero di iterazioni delle ali che vengono effettivamente prodotte e provate nella galleria del vento e in pista.

"La virtualizzazione è importante per la sostenibilità", afferma Isola. "Grazie ai modelli virtuali che abbiamo sviluppato, soprattutto per la F1 per poi estenderli ai pneumatici stradali GT, possiamo accelerare lo sviluppo, ma anche ridurre il numero di prototipi che produciamo fisicamente".

"Se parliamo dello sviluppo degli pneumatici F1 da 18 pollici, abbiamo testato 70 specifiche di coperture a livello virtuale e 30 fisicamente in pista".

"È chiaro che questo ha un impatto sul numero di prototipi da produrre fisicamente, avendo un impatto sulla sostenibilità".

Un'altra iniziativa che ha avuto un chiaro beneficio in termini di consumo energetico è la riduzione dell'uso delle termocoperte. Negli ultimi anni, il loro utilizzo è già stato eliminato con gli pneumatici da bagnato estremo e le gomme intermedie seguiranno la stessa strada una volta ottenuta l'approvazione della FIA.

Sebbene il progetto di eliminare le termocoperte per gli pneumatici da asciutto sia stato accantonato dopo il programma di test dello scorso anno, vale la pena di notare che ora viene consumata meno elettricità in un weekend di gara rispetto al passato.

"Abbiamo lavorato per sviluppare uno pneumatico da asciutto in grado di funzionare senza termocoperte. È un progetto che abbiamo ancora in mente. L'eliminazione delle termocoperte è sicuramente un buon messaggio”, spiega Isola.

"Abbiamo già ridotto la temperatura e il tempo di permanenza degli pneumatici nelle termocoperte e, di conseguenza, questo ovviamente riduce l'elettricità necessaria. Se faccio un paragone con il 2019, all'epoca riscaldavamo gli pneumatici a 100°C per tre ore, mentre ora la temperatura è di 70°C per due ore”.

"Questo vuol dire che abbiamo risparmiato più del 50% dell'elettricità utilizzata nel 2019, quindi c'è una riduzione. Non riscaldiamo più le gomme da bagnato estremo e il piano è anche quello di rimuovere l’utilizzo delle termocoperte appena possibile anche sulle intermedie".

Quello che succede agli pneumatici di F1 dopo il loro utilizzo è un'altra questione chiave che Pirelli ha voluto affrontare.

"In passato, quando abbiamo iniziato il percorso in F1, bruciavamo gli pneumatici e producevamo energia", dice Isola. "Ora spediamo tutti gli pneumatici nel Regno Unito, dove li frantumiamo, e utilizziamo questo materiale come materia prima per produrre nuove cose, come pavimenti in plastica o asfalto, oppure vengono sfruttati in altre applicazioni. È più efficiente”.

"Abbiamo progetti per il futuro e stiamo anche testando alcuni nuovi processi per rendere il tutto ancora più efficiente. L'obiettivo finale è quello di utilizzare nuovamente questi materiali negli pneumatici".

Pirelli non ha lasciato nulla di intentato nella sua ricerca di sostenibilità, un tema che si estende al di là degli pneumatici stessi a tutti gli aspetti delle sue operazioni nei weekend di gara.

"Diversi anni fa abbiamo eliminato l’utilizzo di qualsiasi plastica monouso. Ad esempio, alcune parti del nostro kit per la squadra sono realizzate con materiale di riciclo, come le scarpe e i bagagli”, aggiunge Isola.

"E stiamo cercando di estendere questo approccio a tutti i piccoli dettagli che riguardano le nostre attività. Quindi la sostenibilità non è una singola azione".

Leggi anche:

Be part of Motorsport community

Join the conversation
Articolo precedente F1 | Vasseur: “Per vincere dobbiamo prendere rischi senza paura”
Prossimo Articolo F1 | Sauber: Zhou torna sul telaio che aveva prima di Imola

Top Comments

Sign up for free

  • Get quick access to your favorite articles

  • Manage alerts on breaking news and favorite drivers

  • Make your voice heard with article commenting.

Motorsport prime

Discover premium content
Iscriviti

Edizione

Italia Italia