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Il nono e decimo posto di Leclerc e Sainz a Silverstone sono risultati che non rispecchiano il potenziale della Ferrari: il timore dei curvoni veloci e della gestione delle gomme ha frenato le scelte della Scuderia che si è attenuta in gara alle strategie che si erano studiate a tavolino, senza tenere in conto che le temperature erano scese drasticamente per cui l'usura degli pneumatici sarebbe stata molto minore. La SF-23 ha deluso, ma il giocare sempre in difesa è un atteggiamento che non è da top team.

Charles Leclerc, Ferrari SF-23, Carlos Sainz, Ferrari SF-23, Pierre Gasly, Alpine A523

Solo in Australia era andata peggio, ma a Melbourne era stata una discutibile penalità a negare a Carlos Sainz la possibilità di chiudere in quarta posizione. A Silverstone la Ferrari ha chiuso con un bottino di tappa di tre punti, senza incappare in sanzioni. Al termine di una gara in cui le due ‘rosse’ sono naufragate verso un risultato molto deludente, l’impressione è che in questo fine settimana la squadra non abbia concretizzato ciò che le due monoposto avrebbero potuto ottenere, lasciando molti punti sul campo per tanti e differenti motivi.

Senza la safety car che ha congelato la corsa dal giro 33 al 38, Leclerc e Sainz avrebbero concluso la corsa in quinta e sesta posizione, un po' meglio, ma non certo un risultato da applausi.

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Il problema maggiore nei 52 giri di Silverstone è stata la gestione degli pneumatici. Un argomento ormai storico in casa Ferrari, che tiene banco da anni, un matrimonio (quello tra la Scuderia e le gomme) che di fatto non si è mai celebrato. Oggi, però, il problema è stato inverso rispetto al solito. Complice la temperatura più bassa dell’asfalto rispetto a venerdì pomeriggio (27 gradi contro i 42 della sessione FP2) il degrado degli pneumatici si è confermato molto più basso del previsto.

I primi indizi che sarebbe stata una corsa diversa rispetto alle simulazioni della vigilia sono arrivati dal primo stint di George Russell, partito con un set di soft. La Mercedes numero 63 ha seguito Leclerc nelle prime fasi di gara senza accusare cali di performance, ma al muretto box della Scuderia hanno giocato in difesa e, temendo che Russell fosse vicino alla sosta, hanno richiamato Leclerc ai box al diciottesimo giro, montando a Charles un set di hard.

Charles Leclerc, Ferrari SF-23, contiene George Russell, Mercedes W14, che disponeva delle gomme soft

Charles Leclerc, Ferrari SF-23, contiene George Russell, Mercedes W14, che disponeva delle gomme soft

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

La scelta (fatta per azzerare il rischio di undercut) si è rivelata un errore, perché Russell è stato in grado di proseguire per altre dieci tornate, girando su tempi molto veloci. In più la sosta anticipata di Leclerc ha esposto il monegasco alla possibilità di poter soffrire nel finale di gara, e da qui la decisione di cogliere l’occasione della safety car per una seconda sosta.

Lo scenario dell’ultimo stint di gara fotografa bene le scelte fatte della Scuderia. Tutte le monoposto hanno concluso la corsa con gomme soft, ad eccezione delle due McLaren e delle Ferrari, ma mentre per Norris e Piastri la scelta è stata dettata dalle caratteristiche della loro monoposto (nota per mettere molta energia sulle gomme) nel caso di Leclerc e Sainz è sembrata più una valutazione frutto di una tendenza molto conservativa.

Frederic Vasseur, Team Principal  della Scuderia Ferrari

Frederic Vasseur, Team Principal della Scuderia Ferrari

Photo by: Erik Junius

“Col senno di poi avremmo fatto scelte diverse”, ha commentato dopo la corsa Frederic Vasseur, ma ha colpito come molte squadre abbiano cambiato i piani elaborati prima della corsa davanti alle evidenze emerse in pista, mentre sul muretto della Scuderia sono rimasti fedeli a quanto deciso nei briefing pre-gara.

Si è trattata di una Silverstone atipica, un po' tutti i piloti si sono detti stupiti di non aver lottato con il degrado su una pista tra le più temute in assoluto su questo fronte, ma lo stint di Russell è stato abbastanza evidente in termini di indicazioni, tutti di sono adeguati, la Ferrari no.
“Ci sono mancati anche i riscontri che normalmente abbiamo il venerdì - ha sottolineato Vasseur, riferendosi allo stop forzato di Leclerc che non ha potuto girare nella sessione FP2 per un problema elettrico alla sua power unit - abbiamo avuto modo di fare solo un long run con le Soft da cui erano emerse preoccupazioni per il degrado. Per questo abbiamo deciso di optare per la scelta di gomme Medium-Hard, che però si è rivelata troppo conservativa in quanto il degrado è stato inferiore alle attese. Questa è una lezione importante per noi che ci portiamo a casa”.

Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Il long-run di Sainz di venerdì non era stato effettivamente eccezionale, ma comunque in linea con altri avversari (come, ad esempio, Alonso) che non ha esitato a montare le soft considerando le temperature inferiori dell’asfalto.
“Il nostro piano era di fare una gara a una sosta, partendo con le Medium e chiudendo con le Hard – ha proseguito Vasseur - abbiamo fermato entrambi i piloti prima della Safety Car, il che ci ha sicuramente messo in una brutta situazione. È chiaro però che non possiamo incolpare solo questo episodio per spiegare le nostre posizioni finali”.

Ci ha messo del suo anche Sainz, che nel corso del giro 44 per resistere alla rimonta di Perez è finito fuori traiettoria raccogliendo i temuti ‘murble’ (pezzi di gomma usata). Carlos ci ha messo quasi un giro per ripulire i suoi pneumatici, perdendo posizioni anche nei confronti di Albon e Leclerc.

“Resta la sensazione che avremmo potuto fare un lavoro molto migliore qui a Silverstone con il pacchetto di cui disponiamo ora”, ha concluso Vasseur, ed è l’impressione un po' di tutti. La Ferrari a Silverstone non era ovviamente in grado di impensierire Verstappen (e quello è un problema di tutti) e forse sarebbe stato difficile anche vedersela con la sorprendente McLaren. Ma una nona e una decima posizione come bilancio di tappa non è in linea con ciò che era realisticamente possibile fare. Un brusco stop, quello di Silverstone, dopo i segnali incoraggianti emersi tra Montreal e Spielberg che di colpo sono svaniti.

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