F1 | Duello Antonelli-Russell, Wolff avverte: "Non potremo lasciarli sempre lottare tra loro"
Il team principal Mercedes difende la libertà concessa ai suoi piloti dopo il confronto acceso in pista, ma ammette che alcune situazioni avrebbero potuto portare a un doppio ritiro. E sul morale di Russell non ha dubbi: “È uno dei più resilienti del paddock”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Toto Wolff ha lasciato Montreal con sensazioni contrastanti. Da una parte la soddisfazione per aver visto George Russell e Kimi Antonelli lottare apertamente in pista senza ordini di scuderia, regalando uno dei momenti più intensi del weekend canadese. Dall’altra, però, anche la consapevolezza che il duello tra i due piloti Mercedes abbia sfiorato in più occasioni il limite oltre il quale il rischio di compromettere il risultato della squadra sarebbe diventato troppo elevato.
Il team principal della Mercedes ha ammesso che, a bocce ferme, è facile celebrare uno spettacolo che “fa bene al team e allo sport”, ma ha anche sottolineato come alcuni episodi abbiano richiesto una riflessione molto più approfondita all’interno del box.
“Quando Kimi si è rimesso nella scia di George arrivando al bloccaggio avremmo potuto concludere la corsa con un doppio ritiro, e non per una guida troppo aggressiva tra loro, ma semplicemente per un errore - ha spiegato Wolff – e lo stesso vale per un’altra situazione che si è verificato poco dopo alla prima chicane. Dobbiamo analizzare tutto con attenzione e capire insieme ai piloti se anche loro abbiano percepito certe situazioni come troppo al limite”.
Wolff ha chiarito che la libertà concessa a Russell e Antonelli nel Gran Premio del Canada è stata favorita anche dal vantaggio di passo mostrato dalla Mercedes nel corso della gara. Una superiorità che ha permesso alla squadra di tollerare una lotta interna più accesa senza offrire il fianco agli avversari.
“Oggi avevamo margine – ha spiegato – e questo rende più semplice accettare un certo livello di battaglia tra George e Kimi. Ma non sarà sempre così. Potrebbero esserci gare nelle quali, combattendo tra loro, rischieremmo di perdere molto tempo rispetto a chi ci segue. In quel caso potremmo essere costretti a richiamarli all’ordine. Analizzeremo la gara insieme ai nostri piloti per evitare in futuro scenari così delicati, o comunque situazioni che noi riteniamo un po’ troppo rischiose. Per quanto oggi possiamo apparire molto sportivi nel lasciare libertà di lotta, potrebbe arrivare il momento in cui dovremo abbassare un po’ il livello”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Il team principal Mercedes non ha nascosto un certo fastidio per alcune comunicazioni radio ascoltate nel corso della corsa. Pur difendendo l’atteggiamento dei suoi piloti, Wolff ritiene che ci sia margine di miglioramento nella gestione emotiva via radio. “Mostrare apertamente le proprie emozioni va bene, ma è importante restare concentrati sulla guida - ha spiegato - Ci sono alcune cose che possiamo chiarire internamente. Non apprezzo particolarmente certe esternazioni emotive durante la gara”.
Tra i temi affrontati da Wolff anche il momento difficile attraversato da Russell. Il britannico ha lasciato Montreal molto deluso, arrivando ad ammettere di avere la sensazione che il mondiale stia scivolando verso Antonelli. Una lettura che il team principal Mercedes non condivide. “Nelle ultime gare molte cose gli sono andate contro – ha spiegato – ma se c’è un pilota in questo paddock che sceglierei per resilienza e determinazione, quello è George. Ha dovuto
superare difficoltà enormi fin dai tempi del karting e delle formule minori. Non smetterà certo di lottare”.
Wolff ha ricordato come il campionato sia ancora molto lungo e che la capacità di reagire ai momenti difficili sia una delle qualità che accomuna tutti i grandi piloti arrivati in Formula 1. “Mancano ancora 17 gare e ci sono tantissimi punti in palio. Adesso deve semplicemente metabolizzare quanto successo, dormirci sopra e andare avanti. Oggi non avrebbe potuto fare molto di più rispetto a quello che ha fatto, e forse questo è già un pensiero positivo”.
Resta però chiaro che la Mercedes si trovi davanti a quello che a Brackley definiscono apertamente un “luxury problem”: avere due piloti abbastanza competitivi e aggressivi da mettere spesso il team nella difficile posizione di dover scegliere fino a che punto lasciarli liberi di combattere. Per il momento Wolff sembra intenzionato a continuare su questa strada. Ma il messaggio lanciato dopo Montreal è altrettanto chiaro: se in futuro la lotta interna dovesse mettere seriamente a rischio punti pesanti per la squadra, la Mercedes non esiterà a intervenire.
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