F1 | Perché correre a Miami sul bagnato sarebbe così difficile: la FIA risponde alle principali preoccupazioni
La FIA ritiene che le probabilità di un annullamento a causa di un temporale siano scarse, ma in che modo il tempo potrebbe comunque influire sul Gran Premio di Miami? E quali sono le sfide principali per quella che potrebbe essere la prima gara sul bagnato con le vetture del 2026?
Durante la giornata dedicata del Gran Premio di Miami, due argomenti hanno dominato le discussioni con tutti i piloti: le modifiche al regolamento tecnico della Formula 1 e le previsioni meteo per domenica. Sebbene diverse scuderie abbiano già testato le loro vetture 2026 sotto alla pioggia, la gara in Florida potrebbe diventare la prima occasione in cui tutte le vetture scenderanno in pista in condizioni di bagnato secondo il nuovo regolamento.
Se ciò dovesse accadere, la prima domanda è naturalmente come un potenziale temporale domenica potrebbe influenzare il Gran Premio. Questa domanda ha portato a speculazioni sfrenate su una possibile cancellazione della gara, ma la FIA ha chiarito che questo non è certamente il caso allo stato attuale. Se domenica un temporale dovesse colpire Miami, un'interruzione è uno scenario molto più probabile rispetto alla cancellazione.
Inoltre, la FIA può ancora fare affidamento su un piano d'azione risalente allo scorso anno. Le leggi locali impongono alle persone di cercare riparo in caso di fulmini o di pericolo di fulmini, ma ciò può essere fatto all'interno dell'Hard Rock Stadium e dei box. Una bandiera rossa sarebbe quindi uno scenario più probabile rispetto alla cancellazione su cui si è speculato.
"Stiamo monitorando attentamente le previsioni meteorologiche per questo fine settimana", ha dichiarato un portavoce della FIA. "Avendo affrontato una situazione simile lo scorso anno a Miami, con la minaccia di temporali, abbiamo un piano di emergenza e lo attiveremo se necessario per ridurre al minimo le interruzioni del programma in pista".
L'intervento della FIA mira a placare le preoccupazioni relative ad una gara sul bagnato
Se l'azione in pista dovesse svolgersi normalmente ed in condizioni di bagnato, la domanda logica che ne consegue è come si comporterà la nuova generazione di vetture in condizioni di scarsa aderenza.
"Ho guidato la vettura durante lo shakedown a Silverstone sul bagnato ed è stato decisamente molto difficile", ha dichiarato giovedì il leader del Mondiale, Kimi Antonelli. "Tuttavia, ora con le modifiche, hanno limitato la potenza a 250 kilowatt per il bagnato e non è previsto il boost, quindi questo è già un passo avanti in tal senso".
Antonelli sottolinea un punto importante: l’intervento della FIA durante la pausa di aprile non riguarda solo la gestione energetica complessiva, ma anche adeguamenti specifici per le condizioni di bagnato. Oltre a migliorare la visibilità tramite i sistemi di luci posteriori, la FIA può infatti limitare l’utilizzo dell’MGU-K in "condizioni di bassa aderenza", situazione in cui rientrerebbe logicamente una gara sul bagnato a Miami.
Inoltre, il regolamento aggiornato – ora formalmente ratificato dal Consiglio Mondiale della FIA – stabilisce che la modalità boost, come già indicato da Antonelli, è vietata in tali condizioni, il che dovrebbe alleviare alcune delle preoccupazioni dei piloti.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Hector Vivas / Formula 1 via Getty Images
Sainz mette in discussione l'aerodinamica attiva parziale
Tuttavia, questo non è l'unico aspetto che i piloti hanno sollevato durante la giornata dedicata ai media come potenziale motivo di preoccupazione. Anche Carlos Sainz ha parlato dell'aerodinamica attiva. La FIA ha la possibilità di implementare una modalità parziale in rettilineo, descritta nel regolamento aggiornato all'articolo B7.1.2b:
"In condizioni di basso grip, è consentita solo l'attivazione parziale della carrozzeria regolabile dal pilota nelle zone di attivazione associate al basso grip".
Ciò significa che l’aerodinamica attiva nella parte posteriore delle vetture non è consentita – proprio come il DRS veniva disattivato sul bagnato negli anni precedenti – ma che sarebbe consentita sull’ala anteriore. Sainz, tuttavia, nutre dei dubbi sul fatto che la riduzione della resistenza aerodinamica valga i potenziali rischi.
“Ci sono alcune cose, come l’SLM sul bagnato solo nella parte anteriore, che davvero non capisco perché ci siano se non riducono di molto la resistenza aerodinamica. Quindi sì, ci sono alcune cose da analizzare, da mettere insieme; se domenica dovesse piovere, forse da discutere nel briefing dei piloti in modo da avere tutti le idee chiare su cosa aspettarci”.
Quando è stato domandato nello specifico, la FIA ha spiegato che la scelta dell’aerodinamica attiva parziale in determinate condizioni si basa su numerose simulazioni, relative al consumo energetico delle vetture. Va inoltre notato che l’entità della riduzione della resistenza aerodinamica varia a seconda della scuderia, il che significa che l’aerodinamica attiva – e il suo effetto in condizioni di bassa aderenza – dipende in parte da scelte progettuali consapevoli.
La sfida di portare le gomme a temperatura
In terzo luogo, in tali condizioni sarà una sfida per i piloti portare le gomme a temperatura. Questo è proprio l’aspetto che, secondo Antonelli, preoccupa di più.
"Penso che un altro tema importante sia la necessità di aumentare la temperatura delle termocoperte per le gomme da bagnato, perché credo che, così come sono ora, probabilmente saranno un po' troppo basse per le condizioni. Quindi sì, sarà interessante vedere. È complicato, ma vedremo", ha aggiunto il pilota della Mercedes.
Kimi Antonelli ha avuto un assaggio della guida sul bagnato a Silverstone
Foto di: Mercedes AMG
Gli pneumatici Pirelli rimangono un punto interrogativo secondo Antonelli, nonostante il fatto che il fornitore italiano sia riuscito a completare diverse giornate di test in condizioni di bagnato durante lo sviluppo.
“Sicuramente sarà molto interessante, perché al momento ci sono tante incognite sul bagnato, soprattutto perché nessuno ha davvero usato gli pneumatici intermedi, quindi non sappiamo come si comporteranno, quanta aderenza ci sarà, specialmente con il nuovo regolamento”.
Sebbene Antonelli non specifichi se si riferisca alle gomme da bagnato o alle intermedie, va notato che la FIA è almeno intervenuta per queste ultime. Nell’ambito del pacchetto di misure adottate durante la pausa, l’organo di governo ha anche aumentato le temperature delle termocoperte per le gomme intermedie “in seguito al feedback dei piloti, al fine di migliorare l’aderenza iniziale e le prestazioni delle gomme in condizioni di bagnato”.
Tuttavia, non tutti i piloti sanno se ciò sarà sufficiente, semplicemente perché portare gli pneumatici a temperatura con queste nuove vetture – che sono più veloci in rettilineo, ma hanno una deportanza significativamente inferiore e sono più lente in curva – è più difficile di prima.
"Penso anche che con le auto di quest'anno sia un po' più difficile portare gli pneumatici a temperatura, quindi sul bagnato potrebbero essere complicati", ha ammesso Antonelli. "Ed è per questo che probabilmente avremmo bisogno di aumentare la temperatura delle coperte termiche per migliorare un po' la situazione e renderla un po' più facile da quel punto di vista".
Pierre Gasly può confermarlo. I pensieri del francese dell'Alpine tornano al suo shakedown di gennaio a Silverstone, dove all’epoca non pioveva, ma le condizioni offrivano comunque un grip estremamente basso.
"La temperatura degli pneumatici era di 30 gradi, le ruote slittavano anche in sesta marcia. Dopo Maggots e Beckett's, ho dovuto cambiarmi le mutande ad ogni giro. È stata l'esperienza più estrema che abbia mai vissuto in vita mia, quindi dopo quella mi sento abbastanza preparato per qualsiasi condizione dovrò affrontare", ha detto ridendo il pilota dell'Alpine.
Il tracciato di Miami presenta delle difficoltà specifiche
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Il circuito di Miami rende una gara sul bagnato ancora più difficile
A Miami, la situazione è resa ancora più complessa dalla natura del tracciato che gira intorno all’Hard Rock Stadium.
“È tutto questo, ma penso anche che il drenaggio qui intorno nel parcheggio sia probabilmente un po’ più complicato”, ha spiegato Max Verstappen. “Penso che l’abbiamo già visto l’anno scorso: nei giri verso la griglia di partenza per la Sprint c’era molta acqua stagnante”.
Oltre al drenaggio, Sainz ritiene che ciò sia legato anche alla totale assenza di dislivelli sul circuito.
“Come abbiamo visto l’anno scorso, sui rettilinei c’è molta acqua stagnante. È una pista super piatta, l’acqua rimane sulla superficie e, che sia abbastanza sicuro o meno, con i muri vicini e la visibilità che abbiamo con queste auto, sarà sicuramente motivo di preoccupazione”.
Tutti questi fattori combinati rendono la sfida enorme per i team ed i piloti, se a Miami si dovesse effettivamente disputare la prima gara sul bagnato per questa nuova generazione di auto.
Detto questo, Sainz ha concluso sottolineando che i piloti sono comunque desiderosi di correre, se le condizioni lo consentiranno.
“Spero che possiamo adottare tutte le misure adeguate. Possiamo mettere in scena un bello spettacolo, una bella gara. Penso che tutti i piloti vogliano guidare sul bagnato. Le gare sul bagnato sono molto divertenti, ma speriamo che ci siano il sistema e gli strumenti giusti per renderle sicure”.
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