F1 | McLaren: le intermedie al via erano una scomessa, ma il vero allarme è il rendimento col freddo
La scelta delle gomme intermedie al via compromette subito la gara della squadra di Woking, poi arrivano guasti, penalità e problemi di passo. Andrea Stella difende le decisioni prese, ma ammette le difficoltà della MCL40 con basse temperature.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
La McLaren è stata colpita dalla celebre Legge di Murphy, il principio empirico secondo cui “se qualcosa può andare storto, lo farà”. Nel pomeriggio di Montreal Norris e Piastri sono stati travolti da una lunga serie di episodi negativi che hanno trasformato il Gran Premio del Canada in un pesante doppio zero per la squadra di Woking. Lando è stato costretto al ritiro dopo 38 giri a causa di un problema al cambio, mentre Oscar ha tagliato il traguardo con due giri di ritardo dal vincitore, al termine di una gara segnata da errori, difficoltà di passo e anche da una penalità.
Il problema che ha compromesso sin dall’inizio la domenica della McLaren è nato, però, ancora prima dello spegnimento dei semafori. La pioggia annunciata per giorni si è presentata sul circuito Gilles Villeneuve soltanto in forma leggera nel corso della mattinata, creando a circa un’ora dal via lo scenario peggiore possibile per piloti e strateghi: pioggia leggera, pista umida, traiettoria quasi da slick, condizioni estremamente difficili da interpretare. La McLaren ha puntato sulle gomme intermedie, montate su entrambe le monoposto cinque minuti prima della partenza. Una scelta che si è rivelata sbagliata nel giro di pochi minuti.
Piastri ha subito manifestato le sue perplessità nei due giri di ricognizione percorsi prima della partenza, ma a quel punto la decisione era già stata presa. Il muretto McLaren ha sperato fino all’ultimo in un’intensificazione della pioggia, ma una volta partita la corsa sono bastate poche curve per capire che la pista si stava asciugando molto più rapidamente del previsto e che sarebbe stato indispensabile rientrare subito ai box per montare le slick. Piastri si è fermato al termine del primo giro, Norris una tornata più tardi.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, Lando Norris, McLaren
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“Bisogna considerare che le gomme vengono montate cinque minuti prima della partenza – ha spiegato il team principal Andrea Stella – e dal nostro punto di vista la pista era molto viscida. Già nei giri di pre-griglia avevamo visto quanto fosse difficile mantenere in temperatura gli pneumatici. Nel momento in cui abbiamo preso la decisione stava piovendo, e abbiamo ritenuto che l’intermedia fosse la scelta corretta”.
Secondo Stella, a cambiare completamente ulteriormente lo scenario sono stati anche i due giri di formazione effettuati prima del via: “La pioggia ha smesso molto rapidamente ed è arrivato anche il giro supplementare, e credo che questo abbia compromesso definitivamente la bontà della nostra scelta. Sarebbe stato interessante vedere cosa sarebbe successo alle vetture con gomme slick se la gara fosse partita all’orario previsto”.
Il team principal McLaren ha difeso il processo decisionale della squadra, spiegando come la scelta fosse stata condivisa tra piloti e muretto box. “Credo siamo stati anche un po’ sfortunati, sia perché la pioggia è subito cessata quasi subito, sia per il doppio giro di formazione, una situazione che sinceramente non ricordo di aver visto spesso. Col senno di poi è facile dire che la decisione ci abbia penalizzato, ma nel momento in cui andava presa ritengo ci fossero tutte le condizioni per montare le intermedie. Semplicemente tutto è cambiato molto in fretta”.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
“Per quanto riguarda il processo decisionale, è stata una scelta condivisa tra muretto e piloti – ha aggiunto Stella - anch’io ho dato il mio contributo perché quando bisogna prendere una decisione del genere, vuoi essere sicuro di avere una gomma che ti permetta di correre rischi”.
Per Norris la giornata si è poi trasformata in un vero calvario. Dopo la sosta al secondo giro per montare le slick, Lando ha dovuto fare i conti con un problema di surriscaldamento che ha richiesto un ulteriore pit-stop per pulire la presa d’aria davanti ai radiatori. Successivamente è arrivato anche il guasto al cambio che ha messo definitivamente fine alla sua gara. “Oggi semplicemente non era la giornata di Lando – ha ammesso Stella – e probabilmente non avrebbe concluso la corsa in ogni caso. Se esiste un giorno nel quale è meglio concentrare tutti i problemi insieme, allora probabilmente è stato questo”.
Se alcune difficoltà restano circoscritte alla sfortunata domenica canadese, c’è però un aspetto che McLaren dovrà analizzare con attenzione in vista dei prossimi appuntamenti: il comportamento della MCL40 nelle condizioni di pista fredda.
Andrea Stella, McLaren
Foto di: Ryan Pierse / Getty Images
“Non siamo stati competitivi a causa dei 15 gradi d’asfalto – ha spiegato Stella – indipendentemente dai problemi legati alla scelta delle gomme al via o ad altri episodi. Anche quando ci siamo trovati in aria libera non abbiamo mostrato il passo visto fino a ieri. Posso attribuire tutto questo soltanto alla difficoltà nel portare in temperatura gli pneumatici. I piloti continuavano a bloccare e ad andare lunghi in frenata, semplicemente non riuscivamo a far funzionare l’anteriore”.
Il mondiale si avvicina sempre di più alla fase estiva della stagione, ma circuiti come Silverstone o Spa-Francorchamps potrebbero riproporre condizioni molto simili a quelle viste a Montreal. Ed è proprio questo il campanello d’allarme che la McLaren non può permettersi di ignorare.
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