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MotoGP | Taramasso: "Mugello è sempre una bella sfida per le gomme, è molto tecnica e con poco grip"

Il responsabile della Michelin ci introduce alle insidie che le squadre di MotoGP dovranno affrontare in un Gran Premio d'Italia rovente, visto l'arrivo anticipato della calura estiva. L'azienda francese riproporrà le soluzioni che aveva portato lo scorso anno, quando la gara era stata disputata in giugno.

Piero Taramasso, Michelin

Piero Taramasso, Michelin

Foto di: Michelin Sport

Con la Festa della Repubblica all'orizzonte, si prospetta un lungo weekend di ponte per tutti gli italiani. Ma per gli appassionati di moto questo non è un fine settimana come tutti gli altri: alla spiaggia e all'ombrellone preferiranno sicuramente le colline della Toscana, ma non per una semplice gita fuori porta. Al Mugello infatti sbarca la MotoGP, con il Gran Premio d'Italia che segnerà il settimo appuntamento del 2026, quindi il raggiungimento del primo terzo della stagione.

Dopo la grande paura vissuta a Barcellona, con il sospiro di sollievo per Alex Marquez e Johann Zarco, che si sono sì infortunati, ma in incidenti che avrebbero potuto avere conseguenze ben peggiori, ci sarà un vero e proprio caldo infernale ad attendere i piloti della classe regina sul saliscendi toscano, uno dei tracciati più tecnici del calendario. La cosa però non sembra spaventare troppo la Michelin, visto che nel 2025 la tappa italiana era stata in estate e non in primavera, come ci ha spiegato il responsabile Piero Taramasso. 

"L'anno scorso si era corso verso fine giugno, quest'anno la gara è tornata a fine maggio, ma sembra che in Italia l'estate sia arrivata in anticipo, perché le previsioni dicono che ci sarà bel tempo e molto caldo, con temperature sui 30 gradi. L'anno scorso la Sprint e la gara lunga si erano disputate sull'asciutto, con 50 gradi sull'asfalto ed in entrambe le occasioni avevano adoperato la media all'anteriore e la soft al posteriore", ha detto Taramasso a Motorsport.com.

Immagino che questo abbia reso piuttosto semplici le vostre scelte per questo fine settimana...
"Sì, noi abbiamo riproposto le stesse gomme, quindi ci sono esattamente le due posteriori dell'anno scorso, che sono asimmetriche con spalla destra più rigida. Davanti riproponiamo la soft e la media, che aveva fatto sia Sprint che la gara lunga. Abbiamo invece eliminato la dura perché l'anno scorso qualcuno l'aveva presa in corsa, tipo Acosta, Binder e Miller, però diciamo che non era stata fantastica e quindi preferiamo riproporre solo la soft e la media. Quindi è possibile che quest'anno si ripetano le stesse scelte, anche se bisognerà un po' capire il livello di grip della pista".

Che tipo di pista è il Mugello da questo punto di vista?
"Non ha un grip esagerato, non è delle piste più 'grippy'. L'asfalto è abbastanza vecchio, ci sono dei pezzi che hanno rifatto nel 2021, ma sostanzialmente la maggior parte della pista è vecchia e non c'è tanto grip, quindi queste soluzioni sul morbido dovrebbero aiutare. L'anno scorso, la soft al posteriore aveva dato prova di una buona costanza, non c'era stato un grosso calo, per questo penso che la situazione sarà simile. Mugello è sempre una bella sfida per gli pneumatici, perché la pista è molto tecnica, è molto varia, c'è un rettilineo lunghissimo, delle curve veloci e lente, delle staccate forti e tanti cambi di pendenza. E' molto tecnica, molto completa. Per me è uno dei più bei circuiti del mondo e del campionato".

Per squadre e piloti, dunque, rappresenta una sfida impegnativa?
"Richiede un buon setting, un buon equilibrio della moto, quindi devi trovare un buon equilibrio per questi cambi di direzione veloci, perché lì puoi perdere tanto. Anche se conoscono bene le specifiche delle gomme, dovranno lavorare parecchio sulle moto per trovare questo buon equilibrio, per avere un buon compromesso in tutte le parti del circuito".

Michelin

Michelin

Foto di: Michelin

Facciamo un passo indietro al Gran Premio di Catalogna, che ha visto il ritorno alla vittoria di Fabio Di Giannantonio, ma soprattutto i grandi brividi per gli incidenti di Alex Marquez e Johann Zarco. Dal punto di vista delle gomme, che weekend è stato?
"Barcellona l'anno scorso l'abbiamo fatta a settembre, quindi quest'anno a maggio ci aspettavamo le stesse temperature, ma in effetti, a parte la domenica, abbiamo sofferto abbastanza il freddo. Il venerdì e il sabato c'è stata in generale una difficoltà a mettere le gomme in temperatura, un po' per tutte le case, un po' per tutti i piloti, quindi questo è stato un po' il nodo del weekend".

Questo ha portato anche a trovare delle performance meno brillanti rispetto a quelle a cui siamo abituati...
"Sì, anche le prestazioni in generale erano un po' in ritardo rispetto agli anni scorsi, i tempi erano un pelo più alti, i piloti ci mettevano più tempo a scaldare le gomme. Evidentemente, la pista degrada ogni anno di più, è sempre peggio. C'è sempre poco grip, quindi si scivola sempre di più". 

Ho trovato curioso, per esempio, che in qualifica i tempi venissero al secondo o terzo giro, non con la gomma nuova...
"Per me è un effetto sia delle temperature basse sia della pista che ha sempre meno grip. E' sempre più liscia, quindi non c'è la dentatura dell'asfalto che aggredisce un po' la gomma, mettendola in temperatura e facendo salire un po' il grip. Questi due fattori si sono sommati ed è per questo che abbiamo visto fare i tempi al secondo ed al terzo giro".

Sabato pomeriggio comunque la gara breve, che si è conclusa con la vittoria di Alex Marquez, è filata via senza particolari problemi...
"La sprint è stata corsa con la media davanti e la soft dietro e diciamo che tutto sommato è andata bene, anche perché la temperatura era salita un po' nel pomeriggio". 

Domenica è stata probabilmente la giornata con le condizioni migliori dal punto di vista climatico, ma gli incidenti hanno fatto passare un po' in secondo piano l'aspetto sportivo...
"E' stata la giornata in cui c'era un po' più di temperatura e un po' più di gomma in pista, quindi sulla carta doveva essere la giornata migliore del weekend. Tutti sono partiti per la gara lunga con una coppia di gomme medie, che hanno funzionato bene per i primi 10-11 giri. I tempi erano buoni, il feeling di tutti i piloti era buono e poi c'è stato l'incidente di Alex Marquez, che ha cambiato un po' tutta la visione del weekend, generando la prima bandiera rossa. Poi c'è stata una seconda bandiera rossa, quindi tre partenze, due grossi incidenti che per fortuna non hanno avuto conseguenze troppo gravi, come invece si era temuto in un primo momento".

Piero Taramasso, Michelin

Piero Taramasso, Michelin

Foto di: Michelin

Anche se Alex Marquez e Zarco si sono infortunati, possiamo dire che è andata davvero bene...
"Alla fine è andata bene e diciamo che tutta la parte sportiva e di show è passata in secondo piano, visti gli incidenti e visto che i piloti sono andati all'ospedale, fortunatamente senza niente di troppo grave. Purtroppo su questa pista si sa che le cadute tutti gli anni sono sempre tante, sono sempre di più, ma proprio perché l'asfalto è sempre più scivoloso".

La seconda partenza è durata appena un giro, perché l'incidente di Zarco è avvenuto al via, poi la terza è stata quella buona, anche se alla fine la gara è stata accorciata a 12 giri, la stessa distanza della Sprint...
"Quando sono ripartiti, la maggior parte avevano scelto di mettere la soft al posteriore perché restavano da fare pochi giri, 12. E' diventata una seconda Sprint e la gomme hanno funzionato abbastanza bene. Qualcuno diceva che vista l'aria fresca ha un po' tribolato per mantenere la temperatura della gomma anteriore, che quando erano in scia andava bene e quando invece erano in aria libera sentivano che calava. Questa difficoltà di scaldare le gomme, di tenere alte le temperature, si è vista anche alla fine perché sei moto sono state indagate per la pressione troppo bassa. Non ci sono state lamentele più di tanto, perché si è visto che le pressioni erano basse, tanti piloti non hanno neanche fatto un giro nel target corretto. Diciamo che la trappola è stata il quick restart".

Infatti in diversi hanno puntato il dito proprio sulla quick start procedure...
"Magari qualche team si è fatto sorprendere e non ha calcolato il quick restart: lì devi mettere più aria, devi partire più alto perché sai che poi si abbassano temperatura e pressione. Penso che certi l'hanno tenuto in conto, altri no, e alla fine il risultato è stato questo".

Viene però da domandarsi se in una situazione del genere, con due ripartenze e tempistiche poco chiare, non possa essere il caso di fare come se fosse una wet race ed eliminare il controllo delle pressioni...
"Sarebbe un azzardo, perché lì non controlli più niente e poi tutti partirebbero con un valore troppo basso. Per me era come una Sprint, e nella Sprint li facciamo regolarmente questi controlli. Si chiede di fare solo 3 giri, di stare per il 30% della gara al target, quindi diciamo la maggior parte l'hanno fatto, hanno rispettato i valori ed è andata bene".

Proprio sul discorso della distanza, Joan Mir, che probabilmente è quello che l'ha pagata più cara, perdendo un secondo posto, sosteneva che magari si sarebbe dovuto operare come se fosse una Sprint, quindi con una penalità di 8 secondi e non di 16...
"Su quello sono d'accordo, ma non siamo noi che scriviamo i regolamenti. Però penso che quello che ha detto sia giusto, visto che c'erano solo 12 giri. Trattare la gara come se fosse stata una Sprint sarebbe andato bene dal punto di vista degli pneumatici. In quel senso lì non c'è rischio: fai i tuoi 3-4 giri al target, sai che c'è la buona quantità d'aria e non c'è il rischio per le gomme, quindi concordo".

Tra i piloti investigati c'era anche Pecco Bagnaia, che però è stato scagionato e quindi ha chiuso terzo...
"Sì, c'era una perdita tra il cerchio ed il tallone della gomma, infatti lui ha fatto dei giri all'interno del target e poi si è visto che alla fine c'è stato un calo lento di pressione, si vedeva proprio nel grafico. Quando fanno questi controlli c'è un rappresentante della FIM, uno dell'IRTA, uno di Michelin ed uno del team, tutti erano d'accordo, tutti hanno visto, quindi lì è stata subito chiara la situazione".

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