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C'è una grande attesa per il GP di Monaco che inugurarà la stagione europea: in questo mese il Circus dovrà prendere decisioni che avranno importanti ripercussioni sul breve e medio termice. Vediamo quali sono i terreni di discussione: l'obiettivo è trovare un buon equilibrio evitando spaccature.

Lewis Hamilton, Ferrari, Max Verstappen, Red Bull Racing

Lewis Hamilton, Ferrari, Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images

Il GP di Monaco potrebbe diventare uno snodo molto importante nella stagione 2026 di Formula 1. Il mondiale ha già preso la direzione della Mercedes con cinque vittorie su cinque GP disputati (quattro di Kimi Antonelli e una di George Russell), ma nel paddock c’è chi spera che sia ancora possibile un cambiamento nella dinamica del campionato perché già all’inizio del mese di giugno verranno attuati degli importanti cambiamenti, alcuni dei quali potrebbero modificare alcuni valori in campo. 

Di cosa stiamo parlando? La FIA, completato il ciclo di raccolta dei dati sui motori endotermici, dovrà esprimersi su quali Costruttori avranno il diritto di aderire all’ADUO (Additional Design and Upgrade Opportunities). L’ente governativo avrà tempo fino al weekend di Monte Carlo per ufficializzare quali saranno i motoristi ad usufruire di uno o più aggiornamenti del 6 cilindri turbo, a seconda del divario prestazionale che è stato rilevato dal benchmark, vale a dire il Mercedes AMG M17 E Performance che è fornito oltre alla squadra ufficiale di Brackley anche a McLaren, Alpine e Williams. 

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

L'indice di valutazione del motore a combustione interna si basa su una serie di parametri che non si limitano alla potenza massima, ma tengono conto della coppia all’albero motore, dell’erogazione della potenza della MGU-K e del regime di rotazione. 

Chi si vedrà riconosciuto un gap dell’indice di prestazione superiore al 2%, ma inferiore al 4% rispetto all’ICE Mercedes potrà usufruire di un aggiornamento dell’omologazione e un ulteriore pacchetto nella stagione 2027. Chi supererà la soglia del 4% potrà contare su due aggiornamenti quest’anno e altri due nel prossimo. Ferrari e Audi ambiscono al pacchetto doppio, mentre Honda potrà beneficiare di una maggiore libertà d’azione perché il suo divario sembra decisamente maggiore, mentre Red Bull Powertrain potrebbe restare a mani vuote o tutt’al più ambire al 2%. 

L’ADUO concede un maggiore numero di ore al banco prova e, soprattutto, un allargamento del Budget Cap grazie al quale si potranno finanziare le modifiche: 3 milioni di dollari tra il 2% e il 4%, che diventano 4,65 milioni dal 4% e il 6%. La Honda potrebbe beneficiare di un extra budget fino a 11 milioni di dollari. Ovviamente i Costruttori in odore di ADUO hanno già programmato gli interventi da attuare nella speranza di introdurre le prime novità il più presto possibile.  

La Ferrari, per esempio, ha programmato l’evoluzione che sarà montata sul motore 3 dei quattro concessi nel 2026 dal GP del Belgio, per quanto ci sia la volontà di anticiparne il debutto se e solo se saranno raggiunti in anticipo i target di affidabilità: un conto è cercare più prestazioni, un altro garantirsi la durata. Alcuni Costruttori stanno pensando di chiudere il campionato con l’uso di cinque unità (per cui ci sarebbe da pagare una penalità in griglia), potendo contare su motori con una vita più breve. 

Ferrari SF-26

Ferrari SF-26

Foto di: AG Photo

Le scelte tecniche, quindi, si incrociano con quelle strategiche. Per stare alla Scuderia, stando alle indiscrezioni, la speranza è di dimezzare il gap dal motore Mercedes valutato intorno ai 25 cavalli. Per sopperire al resto toccherà allo staff di Loic Serra compensare con una migliore meccanica e una più efficace aerodinamica della SF-26. 

Ma il 1° giugno entra in vigore anche un altro cambiamento importante: il rapporto di compressione dell’endotermico non verrà più misurato a temperatura ambiente, ma a 130 gradi del lubrificante. Nell’inverno era scoppiata una polemica ferocissima sul propulsore Mercedes che sarebbe in grado di passare da un rapporto di 16:1 a freddo a quello di 18:1 a caldo.  

Gli esponenti della Stella si sentono tranquilli: hanno effettuato dei test e sono sicuri di essere a norma anche nei controlli a caldo della FIA, ma ci sono voci, per ora non confermate, che da agosto potrebbe esserci un ulteriore inasprimento delle verifiche. La partita, quindi, sembra sia più politica che tecnica. Al punto che l’accordo che era stato raggiunto sull’adeguamento dei motori 2027 a una ripartizione della potenza 60 termico e 40 elettrico è saltato. 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

I Costruttori che potranno aderire all’ADUO temono di essere penalizzati: mentre c’è chi prova a ridurre il “buco” prestazionale da Mercedes, c’è chi potrebbe dedicare tutte le energie al motore 2027, potendo magari ricostruire un vantaggio tecnico anche nella nuova configurazione. Ovviamente la Stella e Red Bull spingono al cambiamento, mentre gli altri nicchiano. Per far passare il provvedimento servono quattro voti su sei nella Power Unit Advisory Committee. La Ferrari sembra decisa a mantenere la posizione del no, ma è disponibile a mantenere aperta una trattativa con la FIA e gli altri motoristi per trovare delle soluzioni di compromesso.  

Sarà molto interessante vedere in questo mese quale quadratura del cerchio potrà essere trovata senza generare guerre o spaccature nel Circus. Ecco perché giugno sarà importante nel definire lo scacchiere della F1. Aspettiamoci delle sorprese... 

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